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LA TRANSIBERIANA | Un viaggio incredibile attraversando tutta la Russia

Un viaggio in treno lungo una settimana. Attraversando sconfinate distese di conifere (la taiga), cambiando fuso orario per ben 7 volte, scoprendo il fascino unico dei villaggi della steppa siberiana, per giungere infine all’estremità orientale della grande Russia, il porto di Vladivostok. È la Transiberiana, la ferrovia più lunga del mondo, il progetto visionario presentato dalla Russia zarista all’esposizione universale di Parigi del 1900, aperta nel 1903 e completata nel 1916 con l’ultimo tratto orientale. Un’avventura che è possibile vivere per intero e senza una spesa colossale. Infatti, il prezzo per il biglietto da Mosca (due le stazioni ferroviarie dalle quali è possibile partire, Jarovslavsij o Kazanskaja) al capoluogo del Territorio del Litorale oscilla fra 300 e 500 euro, a seconda del tipo di incontri che si vogliono fare. Per conoscere persone e cultura della Russia rurale forse è meglio scegliere la seconda e terza classe, meno comode ma sicuramente più frequentate della prima. È possibile effettuare soste a piacimento lungo il percorso, quindi non è necessario dormire in treno, anche se la conclusione del percorso interamente a bordo ha un fascino unico… Lungo la ferrovia si incontrano città abbastanza importanti come Ekaterinburg, Omsk, Novosibirsk che, sebbene non presentino molte attrazioni artistiche e turistiche, sono dei crocevia fondamentali per la via di comunicazione ferroviaria e quindi meritano una visita per scoprirne quanto meno le bellezze paesaggistiche. La Transiberiana ha diverse opzioni che differenziano il percorso: a Ulan-Ude, dopo 5642 chilometri di ferrovia, è possibile deviare sulla Transmongolica, che passando per Ulan-Bator giunge fino a Pechino. Invece, in corrispondenza della stazione di Chita si può prendere il treno per la Transmanciuriana, anche questa con fermata conclusiva a Pechino. Dalla capitale cinese può essere una sfida, piuttosto dell’aereo, prendere un altro treno e percorrere l’antica via della Seta, attraverso l’Uzbekistan. Ma questa è un’altra storia… Se il nostro punto di arrivo sarà invece Vladivostok, completeremo il nostro viaggio dopo l’impressionante cumulo di 9289 chilometri percorsi a bordo del treno transiberiano, con ben 157 fermate a scandirlo. Una preziosa esperienza di viaggio che sicuramente arricchirà il nostro bagaglio di emozioni e visioni date da alcuni dei posti più desolati e impervi del mondo.

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URBAN TREKS - HELSINKI L’incanto dell’inverno nella capitale finlandese

Nonostante il freddo pungente e la neve che ricopre le strade e i tetti delle case, Helsinki sprigiona un fascino irresistibile anche durante l’inverno. La capitale finlandese, infatti, grazie all’efficienza dei mezzi di pulizia, è sicura per una camminata anche in questa stagione. È allora possibile visitare la Cattedrale, magari facendo attenzione a non scivolare sulla scalinata, e poi dirigersi verso la Cattedrale Ortodossa, che in questo periodo dell’anno viene splendidamente illuminata da luci calde che creano un magico contrasto con il bianco del manto innevato. A pochi metri, una visita al mercato del porto, tra il rumore incessante del ghiaccio rotto dalle navi in entrata nel porto. Per concludere la camminata, una tazza di tè caldo in uno dei suggestivi bistrò affacciati sulla lunga via del centro città. Per un comfort superiore e un look cittadino, abbiamo indossato le nostre Trezeta Flow Mid WP con la loro bellissima tomaia in nubuck, prezioso e resistente, che oltre a proteggerci dal freddo e dalla neve, ci danno quel tocco un po’ stilloso che non guasta mai. Con la suola Vibram® New Runner il fondo scivoloso non è stato un problema, e il comfort della forma, spaziosa e avvolgente, ci ha regalato maggiori emozioni che si sono sommate alle vedute e alle scenografie della città.

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FALCON WP | Comfort e protezione anche alle temperature più rigide

Pensato per il trekking invernale e per l’utilizzo in caso di neve, Falcon WP è parte della collezione Winter Hiking di Trezeta. Progettato con un taglio alto per garantire una maggiore protezione per il piede, di fatto aumentando il comfort e la sensazione di calore anche in presenza di temperature ben sotto lo zero. La tomaia è costruita in pelle scamosciata robusta e inserti in tessuto sintetico, ed è accoppiata alla membrana Water Stopper, esclusiva di Trezeta, che è una solida barriera contro infiltrazioni d’acqua ed elementi esterni, e alla fodera T-Wool, un rivestimento in lana sintetica dalle prestazioni termiche eccellenti a contatto con il piede. Per massimizzare l’isolamento termico, il sottopiede è costruito con la tecnologia Heat Saver, ovvero presenta uno strato intermedio con un foglio sottile di alluminio, che isola dal freddo e previene la dispersione del calore del piede. A completamento della tomaia, lo scado Igloo in materiale termoplastico flessibile e resistente, che aggiunge un ulteriore grado di protezione al piede contro neve, ghiaccio, pioggia e freddo. La suola Trezeta Canadian è disegnata specificamente per fornire trazione eccellente sui terreni innevati. Grazie al design molto essenziale, al profilo accentuato e alla mescola aderente, questa suola garantisce il massimo supporto e stabilità laterale anche su superfici scivolose e sconnesse.

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URBAN PARK - BARCELLONA Scopri le meraviglie della città catalana

Affacciata sul mar Mediterraneo e piacevole in ogni stagione, Barcellona è conosciuta in tutto il mondo per l’intensa vita notturna e per essere la città spagnola più multietnica. Oltre alle attrazioni più famose e frequentate, come la Rambla, Barceloneta, Plaza de Catalunya e il Porto Olimpico, ci sono alcuni splendidi parchi disseminati nella città catalana che per bellezza e varietà sapranno emozionare. Abbiamo scelto di visitarne tre in questo itinerario: Parc Güell, Parc de la Ciutadella e Montjuic.   Il Parc Guell, non troppo distante dal centro città, è raggiungibile di buon passo e con un po’ di fatica, essendo situato su una collinetta. È uno dei capolavori del genio del modernismo catalano, Gaudì, lo stesso architetto visionario che progettò anche la Sagrada Familia, e al suo interno si trovano manufatti di bellezza incredibile, come la scalinata della Salamandra, il tempio dorico (una vera e propria selva di 88 colonne, in centro a Barcellona!) e per finire la famosa panchina di ceramica , il Banc de Tracadis, dalla quale è possibile ammirare una vista grandiosa sulla città.   Il Parc de la Ciutadella invece è uno dei luoghi storici della città e rappresenta il vero polmone verde di Barcellona. Creato nello spazio dove Filippo V fece costruire la fortezza militare, denominata per questo cittadella, è uno dei posti di aggregazione preferiti da artisti e musicisti catalani, e offre una varietà di attrazioni, oltre alle passeggiate tra filari di alberi e miriadi di pappagalli verdi. Una delle più emozionanti vedute è la Cascata monumentale, che spicca grazie ai 4 cavalli dorati e alla statua della nascita di Venere dello scultore catalano Vallmitjana. All’interno del parco c’è anche uno zoo che sarà la gioia dei bambini, anche grazie all’enorme ricostruzione di un mammut che presenta.   Lasciato il Parc della Ciutadella, ci dirigiamo verso Montjuic, che non è propriamente un parco, ma una vera a propria montagna a contatto con Barcellona. Può essere comodamente raggiunto coi mezzi pubblici, ed è visitabile piacevolmente a piedi o anche in bicicletta; comprende boschi, stupende terrazze panoramiche, giardini attrezzati dove fare anche sport, un castello e molto altro ancora. Una visita obbligata è quella ai giardini della Fondazione Miró, che celebra il grande artista con una vera e propria esposizione di statue e sculture a cielo aperto; poi, l’anfiteatro Grec, una particolare ricostruzione di un vero teatro greco, nel quale è abbastanza facile trovare un concerto o una rappresentazione durante la visita. Per salire il Montjuic, è possibile anche utilizzare la funicolare del Paral-lel e ammirare la città durante il tragitto.

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BREVE STORIA DEL PUPAZZO DI NEVE | Il gioco e il divertimento sulla neve

Appena scende la neve, il nostro primo pensiero è “speriamo ne venga abbastanza così domani non vado a lavorare”, mentre il secondo è “facciamo un pupazzo di neve?”… ma qual è l’origine dell’uomo di neve? perché è così radicata in praticamente tutte le culture del mondo, o per lo meno quelle dove la neve si palesa con i suoi ritmi stagionali? tanto per dire, sono talmente un fenomeno che un pupazzo di neve è protagonista di un paio delle prime fotografie esistenti, attorno al 1800, un pupazzo di neve è il soggetto di una delle prime cartoline stampate, alcuni pupazzi di neve sono stati i protagonisti dei primi film muti. ma le prime testimonianze di questa forma d’arte si trovano in graffiti rupestri di circa 30.000 anni fa, prima dell’età del ferro… la neve è stata la materia prima libera, a disposizione di tutti, per creare e giocare, per allietare l’animo durante periodi di freddo intenso. quale immagine più giocosa e felice può esistere, se non quella di un bambino che costruisce il suo pupazzo di neve con un sorriso enorme? l’importante è che i piccoli siano ben protetti dal gelo con abbigliamento e scarpe adeguate, per rendere ancora più piacevole il gioco. allora proprio per loro trezeta ha studiato lo scarponcino snowbob, caldo e comodo, che protegge il piede e lo mantiene caldo e asciutto, con la fodera in lana e sintetico e lo scafo di protezione interamente rivestito di materiale termoplastico che non consente il passaggio del freddo e della neve verso il piede. un piacere correre e tuffarsi nella neve con piedi asciutti e caldi! e pensare solamente a quale forma dare al nostro pupazzo, agghindarlo con qualche particolare, un vecchio cilindro consunto e magari un monocolo, scovato chissà in quale cassetto. e voilà, il gioco è fatto: ecco a voi lo snowman, il re della neve.

I SUQ DI AMMAN | Alla scoperta di spezie, sete pregiate e gioielli

Amman, capitale della giordania, è forse una delle città del medio oriente dove l’urbanizzazione e la diffusione di pratiche e riti più “occidentali” hanno preso piede maggiormente. merito anche di un turismo sempre più massiccio, attirato nel paese dalle meraviglie architettoniche dell’antichità e dalle bellezze naturalistiche. tuttavia, esistono ancora luoghi nella città che sono immersi nel fascino unico della tradizione araba antica: sono i suq, i vari mercati che aprono ogni giorno nella parte più vecchia di amman, che al loro interno racchiudono l’essenza della contrattazione, dello scambio e tutti i colori tipici della cucina e della cultura giordana. nel quartiere più vecchio del centro troviamo allora il suq della frutta e della verdura, dai variopinti banchi sui quali troviamo datteri, melograni, ceste di frutta secca, pomodori, cavoli, insalate, cetrioli… il tutto condito dalle urla dei mercanti, i quali invitano i visitatori a scegliere le loro mercanzie. poco più avanti, ci imbattiamo nel suq dell’oro (souk al thabab), là dove gli artigiani locali espongono le loro creazioni in oro e argento, e quasi sempre concludere un affare è molto vantaggioso. nel suq femminile, invece, sete raffinate e particolari filati creano giochi sensuali nelle botteghe di intimo e abbigliamento, ma sempre con discrezione e delicatezza. dopo un passaggio per il suq degli abiti, dove è possibile acquistare o provare il tipico abbigliamento tradizionale, arriviamo finalmente al suq delle spezie, che è famoso per i colori vivaci e per l’incredibile e indecifrabile varietà di odori che investono i visitatori mentre vi fanno ingresso. qui è possibile trovare le migliori spezie d’oriente, come curcuma, coriandolo, cannella, cardamomo, noce moscata, curry, zenzero, paprika e altre fantastiche miscele per palati raffinati. un tour che riempie tutti i sensi, vista, olfatto, udito, tatto e gusto - si, abbiamo indugiato in un ottimo falafel tradizionale e un assaggio di mansaf, il piatto tipico giordano e della tradizione beduina, a base di riso, pinoli, agnello e yogurt, cotto con un mix di spezie che lo rende saporito e giusto un po’ piccante, delizioso. per concludere il nostro piccolo tour tra le vie di amman, attraversiamo rainbow street, il quartiere giovane e fashion di amman, dal quale tra bar e gallerie d’arte è possibile avere una vista ineguagliabile su tutta la città vecchia.

LA GRANDE GUERRA - ASIAGO Un luogo pieno di storia e valore

L’altipiano di asiago, nella parte settentrionale della provincia di vicenza, è stato al centro delle operazioni militari durante la prima guerra mondiale, poiché posizionato lungo il confine tra italia e impero austro-ungarico. soprattutto a partire dal 1917, le varie montagne e cime che compongono il massiccio hanno testimoniato il valore di entrambi gli schieramenti, lasciando segni indelebili sul paesaggio e un ricordo di sacrificio e sangue nella storia locale e nazionale. era un punto di grande importanza strategica, assieme al pasubio poco più a ovest: se le truppe imperiali avessero sbaragliato il regio esercito, avrebbero potuto dilagare nella pianura padana, di fatto andando a occupare senza particolare resistenza quasi tutto il nord italia. consci di questo pericolo, gli ufficiali italiani, anche se guidati dal poco lungimirante generalissimo cadorna, si prodigarono per tenere ben salde le postazioni sull’altipiano, per impedire l’affermazione austriaca. per scoprire almeno parte di quei luoghi, abbiamo scelto un itinerario abbastanza facile, che ci porta dal piazzale lozze (raggiungibile in auto dalla strada che da asiago si dirige a gallio) fino alla cima del monte ortigara, il “calvario” degli alpini. il percorso è suggestivo per almeno tre motivi, l’alta valenza storica del luogo, il paesaggio brullo e quasi stepposo della montagna e la presenza di animali autoctoni protetti (come il gallo cedrone, simbolo dell’altipiano) e di una vegetazione tipica. per camminare in sicurezza e ben protetti, ci affidiamo alle nostre trezeta chinook wp, una scarpetta mid pensata per trekking leggero e misto, che offre un ottimo sostegno e comfort, grazie alla tomaia in pelle scamosciata e tessuto sintetico, accoppiata alla membrana water stopper che impedisce infiltrazioni di acqua ed elementi esterni. la zeppa in eva a due densità ammortizza e rende più stabile la camminata, che è resa più efficace dalla trazione eccellente fornita dalla suola vibram® super rubber, aderente su tutte le superfici. seguiamo allora in sentiero 840 su una mulattiera, probabilmente tracciata per la sussistenza, e tra larici e mughi troviamo la chiesetta del lozze, costruita proprio dagli alpini a memoria della battaglia del giugno 1917. subito dopo, è possibile camminare dentro la trincea, recentemente messa in sicurezza e restaurata, e visualizzare da qui tutto il teatro di guerra nella sua vastità. il sentiero poi si dirige verso la parte trincerata dagli austriaci, dove è molto più evidente la roccia calcarea, qua e là ricoperta, seppur parzialmente, da cespugli di pino mugo. si giunge quindi alla cima ortigara, a quota 2105 metri, dove si trova la colonna mozza, posta a imperitura memoria dei tragici avvenimenti della guerra, sulla quale è posta la tristemente nota frase “per non dimenticare”. pochi metri più in basso si trova anche il cippo austriaco, a testimonianza del sangue versato anche da quello che era considerato nemico, ma che in realtà era un giovane soldato, come i nostri alpini.

ANNETTE EVO WP | Scarponcino pensato per le nostre amiche amanti della montagna

Leggera, pratica e compatta, la calzatura annette evo wp di trezeta è costruita attorno al piede femminile, per consentire a tutte le nostre fan di praticare la loro attività montana preferita con tutto il comfort e l’affidabilità di un modello costruito a regola d’arte, che saprà soddisfarle in ogni situazione. con un design fresco e accattivante, la tomaia è costruita con pelle scamosciata morbida ma resistente e inserti in tessuto sintetico che favoriscono la ventilazione del piede. grazie al collarino sagomato e all’imbottitura anatomica, il piede viene mantenuto nella sede più corretta lungo tutta la camminata, evitando in questo modo anche la formazione di fastidiose vesciche o punti di sfregamento. la fodera water stopper, esclusiva di trezeta, è un ostacolo per le infiltrazioni d’acqua e degli elementi esterni. l’allacciatura semplice e veloce consente un fit personalizzato e regolabile in pochi secondi. la zeppa in microporosa fornisce un’elevata stabilità, assorbimento degli impatti col suolo e durata nel tempo, aumentando la sensazione di comfort generale della scarpa. il battistrada vibram® winkler evo, realizzato con una mescola super aderente, fornisce una trazione ottimale su tutte le superfici, anche umide e fangose, grazie al particolare disegno dei tasselli.

TWELVE APOSTLES | Una spiaggia unica al mondo, da scoprire prima che scompaia

Dall’altra parte del mondo, in australia, è facile trovare posti con caratteristiche al di là della nostra immaginazione, località magiche che trasmettono sensazioni uniche a chi le visita. una spiaggia nella parte meridionale dello stato australiano di victoria, all’interno del parco nazionale di port campbell, fa parte di questo emozionante pacchetto di luoghi. è conosciuta come i dodici apostoli, anche se in origine il suo nome era la scrofa e i maialini (nome con poco appeal turistico, evidentemente…). si tratta di un insieme di otto faraglioni di pietra calcarea, distanti pochi metri dalla spiaggia, che costruiscono un panorama unico e irripetibile. questi pinnacoli rocciosi si ergono sopra la superficie marina per oltre 50 metri, sono però giganti dalle fondamenta d’argilla: difatti, ogni anno, il mare erode ben due centimetri della loro superficie, e inesorabilmente ne causerà la fine. non molti anni fa, nel 2005 per essere precisi, uno dei monoliti (il nono in origine) ha ceduto alla corrosione della marea, ed è improvvisamente collassato, lasciando solamente degli scogli affioranti dall’acqua a testimonianza della sua passata esistenza. per questo motivo, se vogliamo visitarli di persona e non vederli solamente in immagini sbiadite, dobbiamo recarci nel parco nazionale port campbell e visitare la spiaggia dei dodici apostoli. per attraversare i prati e le strade sabbiose del parco abbiamo scelto una scarpa bassa ma con protezione adeguata, trezeta chinook low wp, che è pensata per un uso multisport versatile e moderno. leggera e funzionale, ideale proprio per la stagione estiva che abbiamo scelto per visitare la parte meridionale dell’australia, ci permette anche di scendere in spiaggia senza problemi, essendo equipaggiata dalla fodera water stopper esclusiva di trezeta, che blocca le infiltrazioni di acqua ed elementi esterni mantenendo il piede asciutto e ventilato. la suola vibram® super rubber permette ottima trazione su tutte le superfici, e la zeppa in eva a doppia densità è ammortizzante e stabile sulle superfici rocciose e sconnesse. dopo la visita emozionante ai faraglioni, è d’obbligo una sosta rigenerante per sorseggiare una delle birre locali e concedersi magari un grill in uno dei tipici pub australiani.

GIETHOORN | Il paese olandese senza auto

I paesi bassi sono noti in tutto il mondo per la loro particolare conformazione territoriale, per i mulini e per le coltivazioni di fiori, che dai grandi mercati delle città olandesi ogni giorni raggiungono tutti gli angoli del mondo. questa nazione è da sempre attenta anche alle condizioni di vita dei suoi abitanti, ha sempre promosso l’uso della bicicletta e pare sarà la prima (o la seconda, dipende dalla norvegia) a bandire le auto a combustibile fossile entro i prossimi cinque anni, permettendo solamente l’immatricolazione di auto elettriche. tuttavia, c’è un piccolo villaggio, nel nord del paese, distante circa 120 chilometri da amsterdam, dove la circolazione con le auto è già vietata, e per spostarsi nelle vie del centro è necessario camminare, pedalare oppure remare… infatti, la maggior parte delle strade sono in realtà canali che si possono percorrere solamente in barca, mentre per passare da un isolotto all’altro ci sono ponti e piccole stradine che prevedono solo l’uso della bicicletta o dei pedoni. grazie a questa sua caratteristica, giethoorn negli ultimi anni è diventata una rinomata meta turistica, con un crescente numero di visitatori che si immergono tra le caratteristiche case, alcune delle quali sono classificate come monumenti della nazione, e provano l’ebbrezza di navigare nei corsi d’acqua che le lambiscono, il tutto nel massimo rispetto dell’ambiente, scoprendo il piacere di sfruttare le bellezze naturali senza inquinare e senza rovinare il paesaggio. un’ultima curiosità: il nome giethoorn deriva dalle corna di capra (geitenhoorn), che in passato furono rinvenute in gran numero nelle torbiere della zona o e che campeggiano anche sullo stemma cittadino.

MGM GROUP VI ASPETTA A ISPO 2018

Venite a visitarci alla fiera di riferimento del settore sportivo invernale dal 28 al 31 gennaio 2018 ritorna ispo, la fiera del settore sportivo, punto di riferimento per gli sport invernali e l’outdoor, anche quest’anno in programma presso il centro fieristico di monaco di baviera. per i brand di mgm group, che comprendono kayland, punto di riferimento per lo scarpone tecnico, trezeta, per viaggio e sport outdoor, e fila skates, uno dei marchi di riferimento del mondo del pattinaggio, è l’appuntamento ideale per presentare le collezioni invernali, svelando alcuni nuovi modelli e tecnologie, sviluppate dal nostro reparto ricerca e sviluppo e testati estensivamente dal team di ambasciatori e fan dell’azienda. un’opportunità prestigiosa per fare un check di come l’azienda continua a cresce e ad anticipare le richieste del mercato e i nuovi trend, in termini di design, tecnicità, comfort e prestazioni, senza perder di vista l’eccellenza nella scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive. veniteci a trovare in questa fantastica cornice, il nostro stand è il n. 438 nel padiglione a2. prendetevi un po’ di tempo per gustare le nostre collezioni con calma; potete contattare in ogni momento il nostro partner commerciale o direttamente il nostro ufficio marketing per fissare un meeting e scoprire tutte le novità del mondo mgm. grazie in anticipo per la vostra attenzione, non vediamo l’ora di incontrarvi a monaco!

JULIETTE THERMO W’S | Proteggiti dal freddo con stile e comfort

La stagione invernale porta sempre con se il gelo e strade innevate. per proteggere il piede dal freddo e mantenere l’equilibrio su fondi scivolosi, trezeta ha pensato a uno scarponcino pratico, compatto e performante, dedicato alle donne dinamiche e attive che desiderano sostegno e tecnicità con un tocco fashion. juliette thermo w’s risponde a tutte queste esigenze. la tomaia morbida e avvolgente è stata sviluppata dai nostri tecnici su una forma specifica per il piede femminile, consentendo un comfort superiore in ogni occasione; la struttura in pu nubuck e inserti sintetici è resistente e, attraverso un apposito trattamento, viene resa idrorepellente. la membrana water stopper, esclusiva di trezeta, è accoppiata alla fodera ad alto isolamento termico, e questa combinazione di materiali e soluzioni tecniche aumenta il grado di protezione dalle intemperie, impedendo ad acqua e agenti esterni di penetrare nella calzatura e contribuendo quindi al mantenimento del piede asciutto e caldo. la tomaia è completata da alcuni dettagli ad alta visibilità, ideali per la localizzazione nelle condizioni di oscurità, e dalla predisposizione dall’uso con le ciaspole. la base della calzatura è pensata per un uso trasversale: infatti, la zeppa in eva, leggera e ammortizzante, garantisce un ottimo sostegno non solo in condizioni di neve e ghiaccio, ma anche su sentieri misti; la suola vibram® cheshirecat è studiata per garantire un grip ottimale su ogni superficie, grazie al disegno particolare dei tasselli e al loro spessore; la sua durata prolungata nel tempo aumenta le caratteristiche di eccellenza di questo scarponcino.

IL COLLIO SLOVENO | Un percorso nel gusto e nella natura delle colline slovene

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere le bellezze della slovenia, un paese molto vicino all’italia anche per quanto riguarda il gusto e le tradizioni. alcune località famose, come bled, lubiana e maribor, sono diventate mete turistiche rinomate e pertanto sono facilmente riconoscibili e ampiamente documentate. ci sono però alcuni scorci del paesaggio sloveno incastonati tra fiumi e colline verdi che spesso vengono trascurate. un caso è quello del collio sloveno (brda), una zona compresa fra il confine italiano vicino a cormons e la sponda destra del fiume isonzo, che nella parte più montana del suo corso è interamente in terra slovena. quest’area, conosciuta principalmente per essere una delle eccellenze vitivinicole del paese, è piacevolmente percorsa da piccoli sentieri e stradine di campagna, che permettono di passare da un cocuzzolo all’altro delle colline, dove quasi sempre si trova un paesino con una chiesa e poche case: medana, kozana, ceglo, vipolze… sono alcune delle località che incontrerete in una visita in questa splendida regione. gli ampi panorami e le belle colline sono coltivate con vigneti che regalano vini emozionanti. le cantine della zona sono ospitali e permettono di assaggiare, oltre a diverse annate di vini prestigiosi, anche i salumi e i formaggi locali, quasi tutti prodotti in casa. i vini che assaggerete sono il ribolla (rebula), lo chardonnay, lo jankot (conosciuto fino a poco tempo fa come tocai, nome ora riservato unicamente alla produzione ungherese di questo vitigno), il sauvignon, alcuni grandissimi rossi come il merlot in purezza e uvaggi di cabernet, pinot nero e merlot da togliere il fiato. se al termine della degustazione sarete pronti a metter mano al portafoglio, sarà un investimento per anni a venire, anche in salute: tutti i vini della zona sono biologici, certificati e prodotti in modo artigianale, con quel sottofondo minerale che questa terra all’apparenza molto aspra riesce a donare, aiutata anche dall’aria marina che si spinge tra le valli e arriva fino a questi posti.

LA VIA FRANCIGENA | Dall’Inghilterra a Roma percorrendo mezza Europa

Una delle tre grandi vie di pellegrinaggio del medioevo, assieme al cammino di santiago de compostela e al raggiungimento della terra santa, era la via francigena, così denominata perché l’insieme di vie e strade che raggruppava erano per la maggior parte con origine transalpina.   esistevano diverse versioni di questo pellegrinaggio, a seconda della zona d’origine dei pellegrini. il comune denominatore era, ed è tuttora, il punto d’arrivo, la città di roma, dove i pellegrini visitavano la tomba del primo papa cristiano, l’apostolo pietro. la variante più conosciuta e praticata della via francigena è quella codificata nella relazione di viaggio stesa dal sigerico, vescovo di canterbury, in inghilterra, al suo ritorno dal pellegrinaggio compiuto attorno all’anno 990. tuttavia, esistono ancora numerose varianti e alternative che seguono altri tracciati, senza perdere di fascino e di attrazione. percorrere tutta la via in una soluzione è assai difficile, poiché i chilometri da percorrere sono moltissimi (più di 1500), però per apprezzare i paesaggi e le culture differenti è possibile spezzettare il viaggio per completare il pellegrinaggio in più volte. il tracciato è di tipo misto, si percorrono vie di campagna, tratturi, strade cittadine, boschi e distese erbose… è d’obbligo cercare di proteggere i piedi con una scarpa traspirante, comoda e al tempo stesso che riesca a sostenere il piede e a non affaticarlo. trezeta juliette micro evo wp svolge queste funzioni in modo egregio: la tomaia è costruita attorno al piede femminile, utilizzando morbida pelle scamosciata e inserti in tessuto sintetico per favorire la traspirazione e l’avvolgimento ottimale; la membrana water stopper, un’esclusiva di trezeta, protegge da infiltrazioni d’acqua e degli elementi esterni, creando un microclima interno ottimale. la suola, compatta e leggera, si compone della zeppa in microporosa, materiale molto tecnico che fornisce prestazioni eccellenti per lungo tempo, e della suola vibram® new runner, disegnata per dare una trazione ottimale su tutte le superfici, anche in presenza di fango e detriti, l’ideale per le caratteristiche della via francigena. percorriamo allora la parte italiana della traccia di sigerico: dalla val d’aosta, scendiamo per il piemonte attraversando la provincia di vercelli e quella di novara, quindi transitiamo per piacenza e ci dirigiamo verso sud. scavalchiamo gli appennini in corrispondenza delle alpi apuane, per arrivare ad aulla e proseguire quindi verso la toscana, dove si toccano alcune delle più belle località, conosciute in tutto il mondo, come lucca, san quirico d’orcia, san gimignano, siena… poi, una volta entrati nel lazio, la strada verso roma prevede il passaggio per montefiascone e per sutri, cittadina costruita in epoca antica su un blocco di tufo che dalla sua posizione strategica consentiva un controllo efficace della via cassia. il pellegrinaggio si conclude in piazza san pietro, a roma. sembra che alcuni pellegrini del medioevo, una volta giunti a roma, non si fermassero qui, ma proseguissero verso brindisi per imbarcarsi verso gerusalemme… ma questa è un’altra storia, un altro sentiero che magari percorreremo in futuro.

FITZ ROY 1.0 Protezione e prestazioni in uno scarpone resistente e compatto

Per tutti gli appassionati del backpacking che si articola su più giornate, sempre con carico sulle spalle parecchio impegnativo, il modello fitz roy 1.0 di trezeta è una garanzia per prestazioni, sostegno e comfort. scarpone dalle linee classiche, offre massimo comfort nella calzata grazie alla composizione della tomaia, realizzata in un pezzo unico di nubuck nella parte dell’avampiede e inserti di pelle scamosciata nella zona della caviglia, che assicurano un sostegno superiore. massimo isolamento termico, protezione dagli agenti atmosferici e traspirazione grazie alla combinazione di fodera thinsulate® e tecnologia outdry®. il fascione in gomma che avvolge lo scarpone a 360 gradi difende il piede da urti accidentali con roccia e ostacoli. l’allacciatura è pratica e funzionale, estesa fino in punta per una calzata personalizzata. il collarino imbottito e la forma pensata per utilizzo continuativo nel tempo assicurano un break in immediato, senza fastidiosi e lunghi adattamenti dei piedi. l’intersuola in polipropilene e fibra di vetro assicura il giusto grado di rigidità torsionale per consentire anche un utilizzo sicuro dei ramponi semiautomatici. la zeppa in microporosa è stabile, ammortizzante e mantiene le sue proprietà per un lungo periodo di utilizzo. il battistrada vibram® fourà ha un profilo accentuato per facilitare la camminata, la mescola super-aderente per ogni tipo di superficie e terreno, anche in condizioni di bagnato, e tasselli autopulenti per una maggior trazione su fango e detriti. novità per il 2018, la colorazione in rosso, che rende il modello fitz roy ancora più aggressivo e moderno.

TREKKING SUL KILIMANGIARO

Una delle prestigiose seven summit, le sette montagne più alte di ciascun continente, è dotata di alcuni percorsi trekking che possono essere affrontati in sicurezza anche da appassionati che non abbiano preparazione specifica per le spedizioni. è il kilimangiaro, la vetta più alta del continente africano, che svetta nel cielo della tanzania per ben 5895 metri (l’altitudine dell’uhuru peak, punto di arrivo del percorso trekking). il sentiero più praticato per raggiungerne la vetta è denominato marangu route ed è quello più facile per raggiungere il kibo, la vetta del kilimangiaro. il sentiero che abbiamo scelto, che è diviso in sei tappe giornaliere, è equipaggiato con diversi rifugi e punti di ristoro e permette di non portare con sé il materiale tipico da spedizione, tende e cibo per tutta la durata del viaggio. è una sfida che interessa sia il nostro corpo, con lunghe camminate in ascesa, sia la nostra mente, perché in alcuni tratti la fatica e la sensazione di non arrivare mai alla meta sono un pericoloso ostacolo al compimento dell’impresa. per consentirci di spostare l’attenzione dalla fatica unicamente allo sforzo mentale, un ottimo scarpone, leggero e protettivo come il nostro trezeta adventure wp è la scelta consigliata. difatti, la sua struttura solida e al tempo stesso leggera, soprattutto grazie alla tomaia realizzata in pelle scamosciata e inserti in tessuto sintetico leggero e traspirante, consente un utilizzo intenso e prolungato nel tempo, senza stressare il piede, che sarà anche asciutto grazie alla fodera water stopper, esclusiva di trezeta, che costituisce una barriera contro le infiltrazioni d’acqua e di elementi esterni. inoltre, la piattaforma versatile e ammortizzante composta da zeppa a due densità di eva e dal battistrada vibram® soul runner, perfetto per il fondo di sassi e roccia del percorso, aggiunge una maggior sensazione di comfort e di protezione da urti e impatti durante la camminata. nei sei giorni di cammino si passa attraverso differenti zone climatiche, dalla savana africana al deserto alpino, dove è comunque necessaria una giornata di acclimamento tra i 3750 metri del rifugio horumbu e i 4200 dello zebra point, tipicamente durante la quarta giornata di ascesa. il sesto giorno è quello destinato a raggiungere la vetta: partenza poco dopo la mezzanotte dal rifugio kibo, il più alto tra i punti di accoglienza, per arrivare all’uhuru peak poco dopo l’alba e vincere questa emozionante sfida con noi stessi. il percorso di ritorno, a ritroso sul medesimo sentiero, sarà ben più lieve sul fisico e sulla mente, che conserverà il ricordo di questa emozionante avventura per tutta la vita.

LE CRETE SENESI | Attraverso le colline della Toscana

Le crete senesi sono un lembo dell’entroterra toscano chiamato così per la tipica colorazione e conformazione argillosa del terreno. oltre a offrire delle viste spettacolari sulle colline, i percorsi che le attraversano consentono di scoprire le grandiose eccellenze enogastronomiche del territorio, come il brunello di montalcino, il tartufo bianco, chiamato anche il diamante delle crete, i formaggi di fossa e molti altri ancora. per un piccolo assaggio, abbiamo pensato a un itinerario molto semplice che ci porta dal borgo di buonconvento alla collina dove si erge montalcino, tipico insediamento medievale che conserva ancora oggi viuzze e stradine tortuose che si inerpicano tra le case. partendo dall’abitato di buonconvento, ci dirigiamo verso sud, costeggiando il torrente ombrone sulla nostra destra, e mentre camminiamo su stradine di campagna lievemente in discesa, vediamo calanchi e biancane, tipiche formazioni di terra grigiastre tipiche delle crete, e il paesaggio rurale nel suo splendore: le vaste distese argillose sono intervallate, qua e là, da file di cipressi e da poche, isolate, casupole. dopo circa 4 km ci separiamo dall’ombrone e continuiamo il nostro percorso verso montalcino, che raggiungiamo dopo circa due ore di cammino, muovendoci fra lievi saliscendi che non comportano grandi difficoltà. nel borgo medievale, possiamo apprezzare le case antiche e visitare la fortezza, così come è sicuramente d’obbligo un passaggio al palazzo dei priori. dopo questa lunga camminata, ci siamo meritati un ristoro in una delle tipiche trattorie del posto, per gustare un tagliere di formaggi di pecora, qualche fetta di finocchiona accompagnata dal pane locale innaffiato di ottimo olio extra vergine e naturalmente un bicchiere del famoso brunello. dopo la sosta, possiamo decidere di concederci un relax visitando le terme di rapolano, per ritemprare il fisico dopo la giornata di cammino e immergerci, letteralmente e completamente, nell’esperienza unica che le crete senesi ci hanno regalato.

AMELIE EVO WP | Look urban per una scarpa pensata per tutte le donne attive

Cerchi un modello confortevole, da usare in montagna e, perché no, anche tutti i giorni? trezeta amelie evo wp fa al caso tuo. un look più urban rispetto alla classica pedula da hiking, inserito però in una costruzione tecnica che permette un uso su sentieri e per lunghe camminate, anche su percorsi misti. la tomaia è realizzata in morbida pelle scamosciata con inserti in tessuto sintetico che aumentano la leggerezza e la traspirazione. l’imbottitura e il taglio del collarino, così come la forma, sono pensati per alloggiare in maniera perfetta il piede femminile e per tenerlo nella posizione più adeguata durante la camminata. l’allacciatura con passalacci e occhielli è semplice e consente una rapida personalizzazione. i tiretti sulla lingua e sul tallone agevolano la calzata veloce. il rinforzo in punta protegge il piede dagli urti accidentali. l’inserto sul tallone agevola una miglior tenuta laterale. la fodera water stopper, esclusiva di trezeta, elimina il rischio di infiltrazioni d’acqua e di elementi esterni. la zeppa è costruita in leggerissima eva a due densità distinte, con due inserti meno densi pensati per assorbire gli impatti, nella zona dell’avampiede e del tallone. la suola vibram® super rubber, grazie alla mescola particolarmente aderente e al disegno dei tasselli, fornisce una trazione e un grip costante su tutte le superfici, anche in presenza di fango, umido e detriti. infine, il puntalino rialzato aggiunge ancora protezione alla punta del piede.

APPALACHIAN TRAIL | Dalla Georgia al Maine, attraverso l’America

Uno dei percorsi di hiking più famosi al mondo è senza dubbio l’appalachian trail, comunemente chiamato solamente at, un sentiero escursionistico che partendo dal monte springer, in georgia, attraversa ben 11 stati della confederazione statunitense per concludersi al national park di baxter nel maine. fa parte, con il continental divide e il pacific crest trail, della tripla corona dell’escursionismo degli usa: chi conclude questi tre itinerari può fregiarsi del prestigioso alloro. il nome deriva ovviamente dalla catena montuosa degli appalachi che percorre da nord a sud la parte orientale degli stati uniti, quasi a ridosso degli stati costieri che si affacciano sull’oceano atlantico. questi monti, caratterizzati da altitudini medie non elevate, presentano condizioni ideali per un hiking impegnativo ma adatto a tutte le tipologie di escursionista. il percorso è molto lungo, oltre 3500 km, il che lo rende difficile da completare in un unico periodo, anche se molti trekker lanciano la sfida dei 100 giorni di seguito per concludere l’impresa… che vale l’ulteriore distintivo di thru-hiker (vero escursionista), anche se è molto più probabile impiegare 5/6 mesi per finire la pista. per affrontare l’appalachian trail serve pertanto una calzatura strutturata e tecnica, che sappia coniugare la robustezza della tomaia con una comodità nella calzata, necessaria per il lungo cammino. lo scarpone trezeta top evo nv è proprio l’ideale: presenta infatti una tomaia in nubuck resistente e avvolgente, abbinata al fascione in gomma a 360 gradi che garantisce sicurezza contro urti accidentali. resistente alle infiltrazioni d’acqua e di elementi esterni grazie alla combinazione della membrana water stopper di trezeta e della fodera outdry™, è perfetto per lunghi percorsi grazie anche alla zeppa in microporosa, leggera, stabile e ammortizzante, e alla suola vibram® tsavo, che offre una trazione ottimale nelle varie condizioni di fondo che si trovano sulla traccia americana. il sentiero vide la sua prima classificazione e definizione negli anni 20 del secolo scorso, per merito dell’interesse di alcune guardie forestali e semplici cittadini appassionati di trekking, che contribuirono a tracciare la pista sia dal punto di vista della segnaletica, della pulitura del percorso e della cartografia. grazie a questi pionieri, oggi la pista è parte dei sentieri panoramici dello stato americano, è curata e mantenuta dal national park service e dall’appalachian trail conservancy, la prima associazione che prese in carico la manutenzione e la promozione del trail sui monti appalachi. quali sono le peculiarità di questo infinito sentiero? lungo la strada, si trovano diversi ecosistemi e scenari: dalle condizioni di arido e roccia della parte meridionale, dove è frequente trovare alcuni serpenti come il testa di rame, alle conifere di tipo subalpino che ricoprono gli stati più a nord come vermont, new hampshire e maine, dove invece è poco probabile ma non impossibile imbattersi nell’orso nero, che popola tutta la regione degli appalachi. lungo tutto il sentiero sono naturalmente presenti le stazioni di arrivo e di partenza delle tappe,: ci sono circa 250 rifugi e posti per accamparsi, oltre a svariati altri punti di ristoro e, in ogni caso, alcuni tratti che  attraversano le città. un’ultima curiosità: la maggior parte degli escursionisti che decidono di sfidare il sentiero nella sua interezza partono da sud per terminare al nord, e sono chiamati north-bounders. chi invece effettua il percorso inverso, dal maine alla georgia, viene definito south-bounder; solo chi completa la traccia in un’unica soluzione, comunque, diventa thruhiker.

IL PERCORSO ONIRICO | Dal cuore della Baviera fino a Piazza San Marco

Quando ludwig graßler scrisse, dopo anni di ricerca e di appassionata esplorazione dei luoghi, il percorso da sogno (traumpfad) o percorso onirico, da monaco di baviera a venezia, non pensava che questo itinerario che collega il sud della germania con la città lagunare potesse avere un così grande successo tra gli escursionisti di tutta europa, e non solo. questo percorso, lungo circa 520 chilometri, è ideale per essere percorso sia a piedi, sia in bicicletta; naturalmente i tempi diminuiscono sensibilmente per quest’ultima soluzione, dove un biker allenato impiega anche meno di una settimana per finire la strada. per completare invece tutte le 28 tappe del sentiero trekking sono necessari altrettante giornate di cammino, ma è questa la maniera più tradizionale, che consente fra l’altro di apprezzare in toto le bellezze del paesaggio tedesco, austriaco e italiano, passando attraverso la foresta nera, la valle dall’inn, il brennero, le dolomiti e la pianura padana, per arrivare alla laguna di venezia. il sentiero poi unisce in un unico percorso alcune vie di comunicazione e itinerari escursionisti famosi come la via claudia augusta, l’altavia n°1 e l’altavia n°2. la partenza è situata proprio nella piazza principale di monaco di baviera, marienplatz e il suo termine a piazza san marco, venezia. l’ultimo tratto viene completato con il vaporetto da punta sabbioni, per evitare una nuotata fuori programma in laguna! una delle cose più importanti da sapere su questo percorso è che tutto il viaggio può essere accuratamente pianificato prima di partire, sono infatti presenti per ogni tappa esercizi convenzionati e segnalati sul sito web di riferimento, che permettono ai viandanti il meritato riposo dopo la lunga giornata di cammino. alcuni di questi sono rifugi alpini che, oltre al comfort e all’accoglienza tipica delle nostre montagne, permettono di dormire e di svegliarsi nell’atmosfera unica delle dolomiti, un abbraccio speciale dalla natura agli escursionisti. un ultimo cenno riguardo la difficoltà del percorso: nonostante sia impegnativo soprattutto per la lunghezza, questo sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche e può essere affrontato praticamente da tutti; non sono presenti passaggi obbligati per vie ferrate (anche se è possibile fare delle piccole deviazioni dal percorso originale per trovarne e poi ricollegarsi alla pista) e tutte le tappe sono strutturate in modo preciso per raggiungere dei punti di ristoro lungo tutta la strada. è necessario comunque partire con l’equipaggiamento giusto: uno zaino capiente, abbigliamento impermeabile e tecnico, intimo tecnico, scarponi da hiking che abbiano un buon sostegno per la caviglia, la fodera impermeabile, una suola stabile e ammortizzante e un comfort ideale per utilizzo di tutta la giornata.

JULIETTE EVO WP | Emozioni e prestazioni in un modello storico

Un classico dalla collezione summer hiking di trezeta, il modello juliette evo wp si presta a svariati utilizzi in ambito montagna, soprattutto per hiking e trekking leggero anche di media lunghezza, grazie al comfort innato di questo scarponcino pensato per tutte le donne attive e dinamiche. la solidità della scarpa si capisce subito: la tomaia infatti è realizzata in robusto nubuck, che avvolge il piede ottimamente grazie alla forma precisa; gli inserti in tessuto sintetico alleggeriscono e aumentano la traspirazione. l’imbottitura sul collarino, studiata per la caviglia femminile, mantiene il piede nella sede migliore senza costringere. infine, l’allacciatura con webbing e passalacci garantisce una calzata personalizzata e regolabile. la protezione da agenti atmosferici, infiltrazioni d’acqua e altri elementi viene fornita dalla membrana water stopper, esclusiva di trezeta. la zeppa in eva è pensata per dissipare gli impatti e gli urti con il terreno, con una leggerezza impareggiabile. il battistrada vibram® cheshirecat ha una mescola aderente su ogni superficie, anche in condizioni di umido, il puntalino rialzato per proteggere le dita e un rinforzo sull’avampiede per aumentare la rigidità nelle situazioni più delicate. una scarpetta piacevole, studiata per utilizzo intenso, proposta in colorazioni stilose e moderne, che soddisferà il gusto e le aspettative delle nostre amiche trekker!

UNA VERA BRASSERIE BELGA

Il belgio offre alcune meraviglie che vale la pena visitare: la città di anversa, affacciata sul mare del nord, le fiandre, bruges e il suo borgo medievale, oltre naturalmente a liegi e bruxelles. famose sono le brasserie, ovvero le birrerie artigianali belghe, che una volta erano quasi esclusivamente condotte dai monaci, i quali si tramandavano l’arte della cottura gli uni gli altri, utilizzando il prodotto del loro lavoro per sostenere la vita del monastero e le opere caritatevoli ad esso connesse. di queste brasserie, ne sono rimaste solamente sei in tutto il belgio che sono ancora gestite dai monaci, i quali continuano a preparare le varie tipologie di birra con ingredienti semplici, spesso non filtrando né pastorizzando il prodotto, anzi dando libero sfogo all’ispirazione che porta anche alla produzione di formaggi alla birra dalle diverse intensità di gusto e profumo. un itinerario di 5/6 giorni è sufficiente per visitarle tutte, anche se è necessario l’uso dell’automobile per coprire le distanze che intercorrono tra le varie birrerie/monastero. abbiamo quindi optato per un piccolo percorso trekking che ci porta dalla città di charleroi, alle porte di bruxelles, al monastero di chimay, forse uno dei più famosi birrifici belgi. la camminata, dopo aver lasciato il centro cittadino, scorre attraverso i campi e le leggere colline della regione di hainaut, tra i borghi di rognée e walcourt. nei pressi di féronval, visitiamo i laghi dorati (lacs de l’eau d’heure) che regalano un’emozione unica. continuiamo verso sud, e dopo aver passato il paese di froidchapelle ci addentriamo nei boschi prima di raggiungere, infine, l’abitato di chimay. dopo una visita al locale castello, ci dirigiamo con passo deciso verso sud e raggiungiamo l’abbazia, situata su un piccolo altipiano poco fuori l’abitato di chimay. è la conclusione del nostro itinerario, con la meritata degustazione delle tipiche birre prodotte dai monaci, dei formaggi e indulgere nella scelta guidata degli abbinamenti birra/formaggio con i piatti del ristorante dell’abbazia. da non perdere la chimay triple, l’autentica birra trappista (il termine “trappiste” significa che la birra viene fermentata sotto il diretto controllo dei monaci, che sono responsabili dell’intero processo produttivo della stessa) dei monaci belgi, una bionda forte, dal gusto piacevolmente speziato ma non dolce, con un profumo di luppolo rotondo e persistente, un capolavoro dell’antica arte birraia.

LA VIA CLAUDIA AUGUSTA

Nel massimo splendore dell’impero romano, gli imperatori diedero un grosso impulso al commercio tra le varie regioni sotto l’egida di roma. furono pertanto costruite delle vere arterie di comunicazione che percorrevano l’impero da nord a sud e da est a ovest. è il caso della via claudia augusta, voluta dall’imperatore claudio per collegare l’importante porto di altino, nell’alto adriatico (non molto distante dalla laguna dove sarebbe sorta venezia, alcuni secoli dopo), con una delle vie acquee più trafficate dell’intera europa, il danubio, che scorreva in territorio germanico. da qui arrivavano o partivano carichi di legnami, pellami e altre merci che raggiungevano ogni estremità del colossale stato romano. dimenticata e abbandonata dopo la decadenza medievale di ogni via di comunicazione, la via claudia augusta conosce oggi una preziosa riscoperta, soprattutto in chiave turistica e ambientalistica. difatti, il suo percorso, che si snoda dalla città imperiale di donauwörth e termina proprio a venezia, è preso d’assalto da una massa crescente di cicloturisti ed escursionisti che la percorrono in tutta la sua lunghezza (quasi 600 chilometri). abbiamo deciso di affrontare il cammino, che è stato codificato in 29 tappe da circa 6/7 ore di escursione ciascuna, partendo proprio dalla città tedesca attraversata dal danubio; ad ogni tappa corrisponde una stazione di arrivo, presso la quale è possibile trovare varie sistemazioni per rifocillarsi e per dormire, un po’ come avveniva per gli antichi romani, abituati a trovare, al termine della giornata di cammino, un punto di ristoro, spesso completato dalle terme e da un piccolo tempio per le orazioni. per il massimo comfort e per un sostegno adeguato lungo tutto il cammino, abbiamo scelto di indossare un paio di scarponcini trezeta annette evo wp, costruite con una forma specifica per il piede femminile, con tomaia in pelle scamosciata e inserti traspiranti in mesh, accoppiata alla membrana water stopper che blocca le infiltrazioni d’acqua e degli elementi esterni. per un supporto adeguato e per evitare uno stress eccessivo alla pianta del piede, questi scarponi hanno la zeppa in microporosa, leggera e ammortizzante, mentre il battistrada vibram® winkler evo è una garanzia di aderenza e trazione in tutte le condizione che affronteremo sul percorso, dal fondo stradale ai sentieri misti di montagna e collina. i territori che attraversiamo sono favolosi: la bassa baviera, con le foreste di conifere e il calore coinvolgente delle gasthof di paese, ma anche le cittadine medievali come landsberg am lech, oppure la città di augusta, antico capoluogo della provincia romana. poi, entriamo nel tirolo, superando il fernpass e ci fiondiamo nella valle dell’inn, che percorriamo tra piacevoli cittadine fino a virare decisamente verso destra per salire il passo resia (il punto più alto dell’intero cammino) e giungere in territorio italiano. qui camminiamo per tutta la val venosta, tra filari di meli e fantastiche colazioni a base di speck affumicato e pane nero aromatizzato al cumino. vediamo la città murata di glorenza, patrimonio dell’unesco, e i marmi bianchi di lasa, vicino silandro. una volti giunti a merano, è d’obbligo una sosta alla locale birreria, famosa in tutta europa. poi proseguiamo fino a trento, dove l’itinerario si sdoppia: è possibile infatti decidere se puntare verso venezia, passando per la valsugana e per la provincia di treviso, oppure scendere verso sud e percorrere vallagarina, valpolicella e la pianura che da verona porta a ostiglia sul po, altro importante snodo del traffico fluviale in epoca antica. scegliamo il percorso più “classico” che ci conduce attraverso la bellissima valsugana, poi nell’abitato di feltre, quindi tra le colline del prosecco nella provincia di treviso per giungere infine all’antico porto di altino, ora in terraferma, dove ora è situato un interessante museo di storia locale. abbiamo completato il nostro percorso nel tempo stabilito, con i piedi provati ma ancora integri grazie al comfort e alla protezione superiore fornita dalle nostre trezeta.  

CYCLONE KID WP | Per tutti i giovani avventurosi e dinamici!

Spazio ai giovani! con questo motto, il modello cyclone kid wp della collezione summer hiking di trezeta si impone all’attenzione di tutti i bambini che cercano una calzatura comoda, performante, colorata, leggera e piacevole da usare, anche in città. pensato per trekking e hiking, questo scarponcino è altresì piacevole come calzatura di tutti i giorni, per andare a scuola e per seguire la lezione di pianoforte, e quindi affrontare la stagione invernale in tutta sicurezza e comfort, protetti da una scarpa di qualità con caratteristiche eccellenti. cominciamo dalla tomaia: costruita in pelle scamosciata, morbida ma al tempo stesso resistente all’abrasione, e tessuto sintetico per aumentare il comfort e la leggerezza, viene avvolta su una forma sviluppata a partire dalle specifiche esigenze del piede del bambino. la calzata è quindi facile, immediatamente comoda, e grazie all’allacciatura semplice e scorrevole è anche personalizzabile in pochi passi. la fodera water stopper di trezeta è una barriera efficace contro le infiltrazioni d’acqua e di elementi esterni. il puntalino rinforzato protegge il piede del bambino da inopportuni impatti contro rocce e radici. per rendere lo scarponcino duraturo e performante, è stata pensata una costruzione montata, con la piattaforma costituita dalla zeppa in gomma abbinata alla suola vibram® paw kid, sviluppata proprio per bambino, che consente l’assorbimento degli urti, massima trazione in ogni condizione e aderenza su tutte le superfici.

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