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IL PERCORSO ONIRICO | Dal cuore della Baviera fino a Piazza San Marco

Quando Ludwig Graßler scrisse, dopo anni di ricerca e di appassionata esplorazione dei luoghi, il percorso da sogno (Traumpfad) o percorso onirico, da Monaco di Baviera a Venezia, non pensava che questo itinerario che collega il sud della Germania con la città lagunare potesse avere un così grande successo tra gli escursionisti di tutta Europa, e non solo. Questo percorso, lungo circa 520 chilometri, è ideale per essere percorso sia a piedi, sia in bicicletta; naturalmente i tempi diminuiscono sensibilmente per quest’ultima soluzione, dove un biker allenato impiega anche meno di una settimana per finire la strada. Per completare invece tutte le 28 tappe del sentiero trekking sono necessari altrettante giornate di cammino, ma è questa la maniera più tradizionale, che consente fra l’altro di apprezzare in toto le bellezze del paesaggio tedesco, austriaco e italiano, passando attraverso la Foresta nera, la valle dall’Inn, il Brennero, le Dolomiti e la pianura padana, per arrivare alla laguna di Venezia. Il sentiero poi unisce in un unico percorso alcune vie di comunicazione e itinerari escursionisti famosi come la via Claudia Augusta, l’Altavia n°1 e l’Altavia n°2. La partenza è situata proprio nella piazza principale di Monaco di Baviera, Marienplatz e il suo termine a Piazza San Marco, Venezia. L’ultimo tratto viene completato con il vaporetto da Punta Sabbioni, per evitare una nuotata fuori programma in laguna! Una delle cose più importanti da sapere su questo percorso è che tutto il viaggio può essere accuratamente pianificato prima di partire, sono infatti presenti per ogni tappa esercizi convenzionati e segnalati sul sito web di riferimento, che permettono ai viandanti il meritato riposo dopo la lunga giornata di cammino. Alcuni di questi sono rifugi alpini che, oltre al comfort e all’accoglienza tipica delle nostre montagne, permettono di dormire e di svegliarsi nell’atmosfera unica delle Dolomiti, un abbraccio speciale dalla natura agli escursionisti. Un ultimo cenno riguardo la difficoltà del percorso: nonostante sia impegnativo soprattutto per la lunghezza, questo sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche e può essere affrontato praticamente da tutti; non sono presenti passaggi obbligati per vie ferrate (anche se è possibile fare delle piccole deviazioni dal percorso originale per trovarne e poi ricollegarsi alla pista) e tutte le tappe sono strutturate in modo preciso per raggiungere dei punti di ristoro lungo tutta la strada. È necessario comunque partire con l’equipaggiamento giusto: uno zaino capiente, abbigliamento impermeabile e tecnico, intimo tecnico, scarponi da hiking che abbiano un buon sostegno per la caviglia, la fodera impermeabile, una suola stabile e ammortizzante e un comfort ideale per utilizzo di tutta la giornata.

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JULIETTE EVO WP | Emozioni e prestazioni in un modello storico

Un classico dalla collezione summer hiking di Trezeta, il modello JULIETTE EVO WP si presta a svariati utilizzi in ambito montagna, soprattutto per hiking e trekking leggero anche di media lunghezza, grazie al comfort innato di questo scarponcino pensato per tutte le donne attive e dinamiche. La solidità della scarpa si capisce subito: la tomaia infatti è realizzata in robusto nubuck, che avvolge il piede ottimamente grazie alla forma precisa; gli inserti in tessuto sintetico alleggeriscono e aumentano la traspirazione. L’imbottitura sul collarino, studiata per la caviglia femminile, mantiene il piede nella sede migliore senza costringere. Infine, l’allacciatura con webbing e passalacci garantisce una calzata personalizzata e regolabile. La protezione da agenti atmosferici, infiltrazioni d’acqua e altri elementi viene fornita dalla membrana Water Stopper, esclusiva di Trezeta. La zeppa in EVA è pensata per dissipare gli impatti e gli urti con il terreno, con una leggerezza impareggiabile. Il battistrada Vibram® Cheshirecat ha una mescola aderente su ogni superficie, anche in condizioni di umido, il puntalino rialzato per proteggere le dita e un rinforzo sull’avampiede per aumentare la rigidità nelle situazioni più delicate. Una scarpetta piacevole, studiata per utilizzo intenso, proposta in colorazioni stilose e moderne, che soddisferà il gusto e le aspettative delle nostre amiche trekker!

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UNA VERA BRASSERIE BELGA

Il Belgio offre alcune meraviglie che vale la pena visitare: la città di Anversa, affacciata sul mare del Nord, le Fiandre, Bruges e il suo borgo medievale, oltre naturalmente a Liegi e Bruxelles. Famose sono le brasserie, ovvero le birrerie artigianali belghe, che una volta erano quasi esclusivamente condotte dai monaci, i quali si tramandavano l’arte della cottura gli uni gli altri, utilizzando il prodotto del loro lavoro per sostenere la vita del monastero e le opere caritatevoli ad esso connesse. Di queste brasserie, ne sono rimaste solamente sei in tutto il Belgio che sono ancora gestite dai monaci, i quali continuano a preparare le varie tipologie di birra con ingredienti semplici, spesso non filtrando né pastorizzando il prodotto, anzi dando libero sfogo all’ispirazione che porta anche alla produzione di formaggi alla birra dalle diverse intensità di gusto e profumo. Un itinerario di 5/6 giorni è sufficiente per visitarle tutte, anche se è necessario l’uso dell’automobile per coprire le distanze che intercorrono tra le varie birrerie/monastero. Abbiamo quindi optato per un piccolo percorso trekking che ci porta dalla città di Charleroi, alle porte di Bruxelles, al monastero di Chimay, forse uno dei più famosi birrifici belgi. La camminata, dopo aver lasciato il centro cittadino, scorre attraverso i campi e le leggere colline della regione di Hainaut, tra i borghi di Rognée e Walcourt. Nei pressi di Féronval, visitiamo i laghi dorati (Lacs de l’Eau d’Heure) che regalano un’emozione unica. Continuiamo verso sud, e dopo aver passato il paese di Froidchapelle ci addentriamo nei boschi prima di raggiungere, infine, l’abitato di Chimay. Dopo una visita al locale castello, ci dirigiamo con passo deciso verso sud e raggiungiamo l’Abbazia, situata su un piccolo altipiano poco fuori l’abitato di Chimay. È la conclusione del nostro itinerario, con la meritata degustazione delle tipiche birre prodotte dai monaci, dei formaggi e indulgere nella scelta guidata degli abbinamenti birra/formaggio con i piatti del ristorante dell’abbazia. Da non perdere la Chimay Triple, l’autentica birra trappista (il termine “trappiste” significa che la birra viene fermentata sotto il diretto controllo dei monaci, che sono responsabili dell’intero processo produttivo della stessa) dei monaci belgi, una bionda forte, dal gusto piacevolmente speziato ma non dolce, con un profumo di luppolo rotondo e persistente, un capolavoro dell’antica arte birraia.

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LA VIA CLAUDIA AUGUSTA

Nel massimo splendore dell’Impero Romano, gli imperatori diedero un grosso impulso al commercio tra le varie regioni sotto l’egida di Roma. Furono pertanto costruite delle vere arterie di comunicazione che percorrevano l’impero da nord a sud e da est a ovest. È il caso della Via Claudia Augusta, voluta dall’imperatore Claudio per collegare l’importante porto di Altino, nell’alto Adriatico (non molto distante dalla laguna dove sarebbe sorta Venezia, alcuni secoli dopo), con una delle vie acquee più trafficate dell’intera Europa, il Danubio, che scorreva in territorio germanico. Da qui arrivavano o partivano carichi di legnami, pellami e altre merci che raggiungevano ogni estremità del colossale stato romano. Dimenticata e abbandonata dopo la decadenza medievale di ogni via di comunicazione, la Via Claudia Augusta conosce oggi una preziosa riscoperta, soprattutto in chiave turistica e ambientalistica. Difatti, il suo percorso, che si snoda dalla città imperiale di Donauwörth e termina proprio a Venezia, è preso d’assalto da una massa crescente di cicloturisti ed escursionisti che la percorrono in tutta la sua lunghezza (quasi 600 chilometri). Abbiamo deciso di affrontare il cammino, che è stato codificato in 29 tappe da circa 6/7 ore di escursione ciascuna, partendo proprio dalla città tedesca attraversata dal Danubio; ad ogni tappa corrisponde una stazione di arrivo, presso la quale è possibile trovare varie sistemazioni per rifocillarsi e per dormire, un po’ come avveniva per gli antichi romani, abituati a trovare, al termine della giornata di cammino, un punto di ristoro, spesso completato dalle terme e da un piccolo tempio per le orazioni. Per il massimo comfort e per un sostegno adeguato lungo tutto il cammino, abbiamo scelto di indossare un paio di scarponcini Trezeta Annette Evo WP, costruite con una forma specifica per il piede femminile, con tomaia in pelle scamosciata e inserti traspiranti in mesh, accoppiata alla membrana Water Stopper che blocca le infiltrazioni d’acqua e degli elementi esterni. Per un supporto adeguato e per evitare uno stress eccessivo alla pianta del piede, questi scarponi hanno la zeppa in microporosa, leggera e ammortizzante, mentre il battistrada Vibram® Winkler Evo è una garanzia di aderenza e trazione in tutte le condizione che affronteremo sul percorso, dal fondo stradale ai sentieri misti di montagna e collina. I territori che attraversiamo sono favolosi: la bassa Baviera, con le foreste di conifere e il calore coinvolgente delle Gasthof di paese, ma anche le cittadine medievali come Landsberg am Lech, oppure la città di Augusta, antico capoluogo della provincia romana. Poi, entriamo nel Tirolo, superando il Fernpass e ci fiondiamo nella valle dell’Inn, che percorriamo tra piacevoli cittadine fino a virare decisamente verso destra per salire il Passo Resia (il punto più alto dell’intero cammino) e giungere in territorio italiano. Qui camminiamo per tutta la Val Venosta, tra filari di meli e fantastiche colazioni a base di speck affumicato e pane nero aromatizzato al cumino. Vediamo la città murata di Glorenza, patrimonio dell’Unesco, e i marmi bianchi di Lasa, vicino Silandro. Una volti giunti a Merano, è d’obbligo una sosta alla locale birreria, famosa in tutta Europa. Poi proseguiamo fino a Trento, dove l’itinerario si sdoppia: è possibile infatti decidere se puntare verso Venezia, passando per la Valsugana e per la provincia di Treviso, oppure scendere verso sud e percorrere Vallagarina, Valpolicella e la pianura che da Verona porta a Ostiglia sul Po, altro importante snodo del traffico fluviale in epoca antica. Scegliamo il percorso più “classico” che ci conduce attraverso la bellissima Valsugana, poi nell’abitato di Feltre, quindi tra le colline del Prosecco nella provincia di Treviso per giungere infine all’antico porto di Altino, ora in terraferma, dove ora è situato un interessante museo di storia locale. Abbiamo completato il nostro percorso nel tempo stabilito, con i piedi provati ma ancora integri grazie al comfort e alla protezione superiore fornita dalle nostre Trezeta.  

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CYCLONE KID WP | Per tutti i giovani avventurosi e dinamici!

Spazio ai giovani! con questo motto, il modello cyclone kid wp della collezione summer hiking di trezeta si impone all’attenzione di tutti i bambini che cercano una calzatura comoda, performante, colorata, leggera e piacevole da usare, anche in città. pensato per trekking e hiking, questo scarponcino è altresì piacevole come calzatura di tutti i giorni, per andare a scuola e per seguire la lezione di pianoforte, e quindi affrontare la stagione invernale in tutta sicurezza e comfort, protetti da una scarpa di qualità con caratteristiche eccellenti. cominciamo dalla tomaia: costruita in pelle scamosciata, morbida ma al tempo stesso resistente all’abrasione, e tessuto sintetico per aumentare il comfort e la leggerezza, viene avvolta su una forma sviluppata a partire dalle specifiche esigenze del piede del bambino. la calzata è quindi facile, immediatamente comoda, e grazie all’allacciatura semplice e scorrevole è anche personalizzabile in pochi passi. la fodera water stopper di trezeta è una barriera efficace contro le infiltrazioni d’acqua e di elementi esterni. il puntalino rinforzato protegge il piede del bambino da inopportuni impatti contro rocce e radici. per rendere lo scarponcino duraturo e performante, è stata pensata una costruzione montata, con la piattaforma costituita dalla zeppa in gomma abbinata alla suola vibram® paw kid, sviluppata proprio per bambino, che consente l’assorbimento degli urti, massima trazione in ogni condizione e aderenza su tutte le superfici.

SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA: PASUBIO

Durante la grande guerra, successivamente alla disfatta di caporetto del 24 ottobre 1917, si stabilì in italia del nord un lungo fronte segnato dai rilievi montuosi e dei fiumi; era il fronte del piave e delle dolomiti, e più a ovest, del pasubio. su questa montagna della provincia di vicenza, i combattimenti furono particolarmente intensi e duraturi, e pertanto si dovette cercare una soluzione sicura per rifornire le posizioni italiane insediate attorno alla cima della montagna e insidiate dal fuoco austro-ungarico. grazie allo stupendo sforzo ingegneristico del genio minatori, venne costruita una serie di gallerie, ben 52, che conducevano da bocchetta campiglia (dove oggi sorge il parcheggio, punto di partenza della nostra escursione) fino alle porte del pasubio, punto strategico del fronte e passaggio obbligato per le truppe di prima linea per raggiungere le retrovie. queste gallerie, scavate nella roccia viva tramite l’uso mirato di esplosivi, furono di vitale importanza perché consentirono gli approvvigionamenti in tutta sicurezza, in quanto il fronte esposto al fuoco d’artiglieria nemico era sul versante nord della montagna. per percorrere questo sentiero ricco di storia, di significati e intriso di eroismo, abbiamo deciso di utilizzare le nostre trezeta chinook wp, perché grazie alla loro versatilità e robustezza sono l’ideale per la mulattiera che andremo a percorrere, intervallata dai tratti di ghiaia e roccia all’interno delle gallerie. questa calzatura, costruita con tomaia in pelle scamosciata e tessuto sintetico, resistente all’abrasione, ha rinforzi in punta e sul tallone, per evitare impatti con sporgenze e sassi; inoltre, la fodera water stopper costituisce un valido ostacolo alle infiltrazioni di acqua e agenti esterni. per assorbire gli impatti con il suolo sconnesso, l’interpola in eva a doppia densità è perfetta, così come il battistrada vibram® super rubber che fornisce una trazione impareggiabile e aderenza su ogni superficie, anche bagnata. per affrontare in sicurezza il percorso, dobbiamo dotarci di torcia e caschetto, ed eventualmente dei bastoncini, poiché le pendenze raggiungono anche il 22%. è un percorso con un dislivello di circa 750 metri, che si può completare in circa 3 ore di cammino con un passo medio. all’interno delle gallerie si possono vedere gli spazi angusti dove sentinelle, soldati e molto spesso anche animali (i muli) erano costretti a vivere e sopravvivere, spesso con la sola compagnia delle neve. in alcuni tratti, visti gli strapiombi che costeggiano il sentiero, viene da pensare come l’ingegno umano ha saputo superare queste difficoltà, anche a scapito della propria vita. tra le gallerie, alcune sono veramente lunghe e tortuose, trasmettono a chi le attraversa un senso di oppressione e di perdimento; in alcune, sono ancora presenti le postazioni di artiglieria e sembra di sentire i boati delle granate… al termine della salita, proprio dietro le porte del pasubio, troviamo il rifugio achille papa, che è la meta intermedia del nostro cammino, nel quale possiamo rifocillarci, per poi ridiscendere lungo le 52 gallerie, oppure percorrere la rotabile degli scarubbi, sul versante opposto a quello di partenza.

USHUAIA, FIN DEL MUNDO

Capoluogo della terra del fuoco, in argentina, ushuaia è la città più a sud del mondo, condizione che le vale l’appellativo di “fin del mundo”, la fine del mondo. l’estremo meridionale della patagonia è in realtà collocata su un’isola che permette di scoprire un panorama unico al mondo: si possono infatti vedere montagne imbiancate di neve, l’oceano, ghiacciai e foreste. per arrivare nella città è necessario un lungo volo dalla capitale buenos aires, ma ne vale la pena. sono tanti infatti i luoghi e le attrazioni che si possono visitare: prima di tutto, è fondamentale capire maggiormente la tormentata storia locale al museo della fine del mondo, che raccoglie l’eredità culturale degli indiani ona, la popolazione autoctona che venne sterminata dalle epidemie portate dagli esploratori, oltre a conservare al suo interno le storie di naufragi, naufraghi e molti documenti e atti di elevato valore storico. dopo la visita culturale, è tempo di immergersi nella natura spettacolare del luogo; è necessario fare una piccola scarpinata per perdersi tra gli altissimi faggi australi della foresta del parco nazionale lapataia e osservare, senza disturbarli, i castori che, in gran numero, costruiscono senza sosta le loro dighe. per chi invece non se la sente di fare un po’ di trekking, ecco allora il tren del fin del mundo, un piccolo trenino a vapore che corre sopra un antico tracciato tra i boschi, utilizzato tra l’altro dai deportati per approvvigionarsi di legna per il periodo invernale. un’escursione in barca è essenziale per entrare in contatto con la fauna locale: il giro delle isole del canale di beagle, infatti, permette di incontrare i pinguini papua, da sempre abitanti della zona, la varietà di uccelli tra i quali il condor delle ande, l’albatro, varie specie di gabbiano, il cormorano e il carancho, caratterizzato dal becco color arancio e dallo stridulo richiamo. se fortunati, è possibile anche vedere le orche che popolano il canale e il golfo, mentre è molto difficile, anche se non impossibile, imbattersi in qualche capodoglio. un ambiente che appassiona e affascina, reso unico dalla posizione geografica e dagli scenari incontaminati che lo costellano. per concludere, non dimentichiamo la cucina locale, che alterna in modo equilibrato pietanze di carne e pesce, tra le quali è da provare la tipica picada, antipasto misto fritto accompagnato da diverse deliziose salse.

CLAIRE EVO WP | Performance e affidabilità in uno scarponcino pensato per tutte le trekker attive!

Parte della collezione summer hiking di trezeta, claire evo wp è una pedula disegnata e realizzata specificamente per il piede femminile. il fit è protagonista: infatti, grazie alle imbottiture differenziate, al taglio del collarino e alla forma dedicata, piacevoli giornate di hiking ed escursionismo leggero saranno facili da superare per tutte le escursioniste che desiderano il top nel comfort e nelle prestazioni. la tomaia è costruita con robusta pelle scamosciata, che resiste efficacemente all’abrasione e alle rotture; gli inserti in tessuto sintetico, strategicamente posti nella zona dell’avampiede, sulla linguetta e sul collarino, aumentano la sensazione di comodità, riducendo tempo di break in e consentendo un fit personalizzato. la fodera water stopper, esclusiva di trezeta, costituisce un valido ostacolo contro le infiltrazioni d’acqua e di elementi esterni. l’allacciatura è semplice e precisa grazie a occhielli e passalacci scorrevoli e ben posizionati. la zeppa è realizzata in eva super-ammortizzante, perfetta per assorbire anche gli urti più intensi mentre si percorrono sconnessi percorsi di montagna, condizione ideale per prevenire gonfiore agli arti. la suola vibram® cheshirecat, oltre a garantire ottimo grip e aderenza su ogni terreno, anche in condizioni di misto, fango e umido, offre una protezione aggiuntiva grazie al puntalino rialzato e all’inserto in corrispondenza dell’avampiede.

TREKKING IN CAPPADOCIA

Spesso, alcuni tra i più incredibili e misteriosi itinerari di trekking e hiking rimangono un sogno lontano e irrealizzabile. non è il caso dei percorsi che è possibile affrontare in cappadocia, una regione compresa tra l’antica mesopotamia e la parte centrale della turchia. antica provincia dell’impero romano, la cappadocia racchiude al suo interno alcune tra le più spettacolari formazioni rocciose al mondo; il paesaggio è infatti percorso da anfratti e nervature, grotte e pinnacoli, questi ultimi di origine vulcanica, comunemente denominati “camini delle fate”. il parco nazionale di gorëme è pertanto parte del patrimonio dell’unesco fin dal 1985. il percorso che abbiamo studiato per visitare il parco nazionale di gorëme e zelte si snoda attraverso sentieri e piccole mulattiere che non toccano città o strade principali; essendo un tipo di percorso comunque misto, abbiamo optato per una calzatura strutturata e in grado di proteggere dagli elementi: trezeta inca wp, che garantisce ottimo comfort sui lunghi percorsi fra le ceneri colorate dell’altipiano, e rende facile ogni percorso grazie all’intersuola in gomma con battistrada vibram® grivola, ideale per trazione e aderenza su ogni tipologia di terreno. la nostra camminata, pensata per 3/4 giorni, si snoda tra i villaggi di devrent-tal, zelve, ortahisar, uçhisar per concludersi nel museo a cielo aperto di gorëme; la facilità del sentiero, in certi frangenti, non toglie gusto ai panorami incredibili che si possono ammirare in questo contesto dalla struttura geologica unica. si attraversano anche villaggi preistorici risalenti a prima dell’età del ferro, per giungere nell’antica valle di peristrema, che presenta innumerevoli resti di chiese rupestri. le nostre trezeta non hanno alcuna difficoltà a superare le piccole ascese che affrontiamo, anzi si confermano molto comode anche per un uso prolungato durante tutta la giornata. per concludere il nostro viaggio in bellezza, non possiamo rinunciare a una delle attrazioni più rinomate della zona: il tour panoramico dei camini delle fate in mongolfiera, che ci consente di ammirare dall’alto queste pazzesche torri di pietra che spiccano nel paesaggio della cappadocia.

CASTELLI E LEGGENDE DELLA SCOZIA

Si narra che in scozia, all’epoca medievale, vi fossero più di tremila castelli… un numero impressionante! per questo motivo è molto difficile scegliere quali visitare, e come farlo seguendo un itinerario immerso nel verde della campagna scozzese. ma non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo pianificato un bel tour, impegnativo ma molto piacevole, con partenza dalla suggestiva saint andrews. la città, sede di una delle università più antiche della gran bretagna, culla mondiale del gioco del golf (qui ha infatti sede la r&a, l’organizzazione che si occupa delle regole del gioco e ne supervisiona l’applicazione) che proprio nel centro del paese ha uno dei percorsi più vecchi, l’old course. vicino a questo magnifico campo da golf, in pochi minuti di cammino si raggiungono i ruderi del castello di saint andrews e della cattedrale. sono a ridosso della scogliera che si apre nel golfo del fife, una posizione strategica per osservare tutto l’abitato e prevenire le incursioni dal mare. la cattedrale venne costruita per ospitare le reliquie di sant’andrea, e al tempo era considerato l’edificio più grande di tutta la scozia. dopo la visita al castello e alla cattedrale, ci incamminiamo verso la destinazione del nostro viaggio, stirling, l’antica capitale di scozia. la lunghezza del tragitto, circa 65 chilometri, ci impone una sosta circa a metà strada, nel simpatico paesello di auchtermuchty. la camminata procede tra dolci saliscendi e infinite distese di prati e allevamenti di pecore e suini, delimitati dalle tipiche recinzioni in pietra calcarea. dopo la sosta, giriamo leggermente verso sud per attraversare il parco regionale di lomond hills, che si apre sul loch leven, un tipo lago interno delle torbiere scozzesi. raggiungiamo, seguendo al contrario il corso del fiume forth, la città di stirling, cuore della vecchia scozia. qui troviamo il monumento a william wallace, eroe nazionale scozzese divenuto famoso grazie all’interpretazione di mel gibson in braveheart, nel posto dove vinse un’importante battaglia, presso il ponte sul fiume. soprattutto, possiamo infine visitare il castello di stirling, situato nella parte più alta della cittadina, circondato da tre dirupi che lo rendevano facilmente difendibile dagli assalti degli inglesi. proprio al di fuori del castello si trova il monumento a robert the bruce, un altro famoso condottiero scozzese che riuscì in più occasioni a sopraffare l’esercito guidato da edoardo i d’inghilterra. il castello merita una visita soprattutto per gli arredamenti e per la storia che le pareti trasudano: qui infatti vi furono incoronati molti sovrani scozzesi, compresa maria stuarda, il cui fantasma, secondo alcuni, girerebbe ancora senza testa tra le stanze del castello.  

CHINOOK LOW WP | Look outdoor con un comfort impareggiabile

Chinook low wp è una scarpetta della collezione summer hiking di trezeta, che rappresenta efficacemente lo sforzo dell’azienda di dare al consumatore prodotti di qualità, affidabili e tecnici, che siano adatti anche a situazioni più urban e di tutti i giorni. pensata per l’utilizzo soprattutto nei sentieri di montagna, chinook low wp è tuttavia perfetta per camminare nei marciapiedi della città, grazie alla costruzione versatile e leggera. la tomaia è costruita per seguire l’anatomia del piede e consentire un fit personalizzato: la pelle scamosciata resistente ad abrasione e usura, sui lati e sulla punta, si inserisce su una solida piattaforma di tessuto sintetico, che incrementa la traspirazione e la freschezza della scarpa. i rinforzi su punta e tallone garantiscono protezione contro rocce sporgenti, radici e sassi durante la camminata. la fodera water stopper è particolarmente efficace contro le infiltrazioni d’acqua ed elementi esterni. l’intersuola in eva a doppia densità permette alla scarpa di essere al tempo stesso molto stabile, leggera ed efficiente nell’assorbimento degli impatti col terreno (grazie agli inserti meno densi su tallone e avampiede), mentre il battistrada vibram® super rubber, con speciale mescola aderente, è il non plus ultra per trazione e adattabilità a ogni fondo.

I PERCORSI DELLA GRANDE GUERRA: IL PIAVE

La prima guerra mondiale ha segnato il territorio lungo il fronte tra italia e austria in modo indelebile, vista la quantità di granate, shrapnel e obici che sono stati lanciati, da entrambi gli schieramenti, in un arco temporale che va dal 24 ottobre 1917, giorno della disfatta di caporetto, fino agli ultimi giorni di ottobre del 1918, quando la controffensiva italiana seppe riconquistare terreno oltre le linee nemiche, costringendo di fatto l’esercito austroungarico alla ritirata e alla successiva resa, siglata nell’armistizio di villa giusti a padova il 3 novembre. in questo anno di schermaglie, lungo le rive del fiume piave, da belluno a jesolo, i due eserciti belligeranti si attestarono per la guerra di trincea, andando a modificare in parte il corso del fiume e distruggendo le strutture che consentivano il passaggio da una sponda all’altra, isolando tutti gli abitati della sinistra piave, che furono costretti a sfollare per non subire ritorsioni da parte dell’esercito dell’impero. particolarmente interessanti sono i resti delle trincee, degli osservatori e alcune fortificazioni che si possono trovare in un percorso semplice, da completare in un paio d’ore, che si snoda sulle colline di asolo, in direzione crocetta del montello. questa zona, sotto bersaglio dell’artiglieria austriaca, appostata nei dintorni di valdobbiadene, era di strategica importanza perché consentiva il controllo della strada feltrina, fondamentale per la sussistenza e i rifornimenti. la camminata, partendo dalla rocca di asolo, ha qualche salita anche impegnativa, ma di breve durata. ci sono alcuni avamposti di osservazione, scavati nel terreno, e alcune tra le più lunghe trincee ancora presenti sul terreno, ormai con più di cent’anni di vita alle spalle. nel punto più alto, una piccola cappella ci ricorda il sacrificio di molte vite in quei luoghi. ancora, visibili le tracce delle mulattiere che venivano percorse zaino in spalla, spesso nella neve, trascinando pesanti cannoni che, spesso, sarebbero stati inutilizzati per problemi tecnici o di mancanza di munizioni… poco oltre crocetta del montello, comincia l’altro avamposto collinare sulla linea del piave, il montello stesso, che da ciano a nervesa della battaglia è disseminato di anfratti, grotte e postazioni usate durante il conflitto. anche qui, una camminata di tre ore ci porta a conoscere un po’ di più la storia della guerra, e idealmente ci piace terminare questo percorso nel luogo dove il grande asso dei cieli francesco baracca venne abbattuto, quasi certamente da fuoco amico non diretto a lui, all’inizio della dorsale del montello, lì dove è stato eretto un monumento alla sua memoria.

SENTIERI URBANI - PER LE VIE DI LISBONA

La capitale del portogallo, lisbona, è una città magnifica che ha attraversato la storia assorbendo e catturando molti momenti, subendo a più riprese dominazioni e influenze di varie popolazioni, tra le quali gli arabi e gli ebrei, rifacimenti, eventi naturali come il terremoto del 1755 che distrusse circa la metà della città. per muoversi tra il dedalo di viuzze e saliscendi della città, è necessario scegliere una calzatura comoda, con caratteristiche ideali per essere sicuri sulle superfici sconnesse, fresca e avvolgente per mantenere il piede nel massimo comfort anche dopo ore di camminata: i modelli ideali sono trezeta flow per lui e trezeta spring per lei. calzature costruite con pellami di qualità, leggere e stabili grazie alla suola in microporosa, equipaggiate con un battistrada vibram® new runner che offre una trazione sicura in tutte le condizioni. una volta indossate le nostre scarpe, possiamo scegliere vari itinerari per girare la bella città lusitana. sicuramente vale la pena addentrarsi nel quartiere di baixa per uno sguardo alle vetrine e ai locali più trendy, di qui poi è obbligatoria la visita alla famosissima plaça do comercio, che è circondata da maestosi palazzi con ampi porticati su tre lati e si affaccia direttamente sul fiume tago. un quartiere particolarmente suggestivo è l’alfama, che venne edificato principalmente durante la dominazione araba (attorno all’anno 1000) e che ne rispecchia ancora in parte i colori e le forme architettoniche. le stradine che lo percorrono, strette e lunghe, sono costellate di piccole botteghe e bar, in un’atmosfera d’altri tempi, piacevolmente suggestiva. si trova facilmente la strada per la cattedrale, costruita al posto della moschea, che presenta vari stili, dal romanico al barocco. risalendo ancora, si arriva al miradouro de santa luzia, che offre una vista mozzafiato sulla città, da non perdere! infine, prendendo uno dei caratteristici tram elettrici che servono tutta la città, oppure continuando la nostra escursione nelle vie del centro, andiamo a scoprire la torre di belem, il monumento simbolo stesso di lisbona, che era il punto di osservazione verso l’oceano per avvistare le incursioni degli arabi e dei pirati e di conseguenza approntare le contromisure. una bellissima costruzione alta 30 metri, costruita nel sedicesimo secolo, patrimonio dell’unesco.

PAMIR WP - NON CONOSCE FATICA

Un modello parecchio interessante e versatile della collezione summer hiking di trezeta è il robusto pamir wp, un concentrato di tecnologia e soluzioni costruttive all’avanguardia, in un design classico e senza tempo. progettato e sviluppato per consentire un utilizzo intenso, pamir wp è destinato soprattutto a chi fa trekking con carichi importanti, e si presta inoltre benissimo a diventare lo strumento di fatica per molte attività di montagna e non. infatti, grazie alla tomaia formata da un pezzo unico di pregiato nubuck, resistente e avvolgente, riesce a superare indenne impegni anche molto pesanti; un esempio senz’altro molto calzante, è il caso di dirlo, possono essere le attività di pastorizia, dove il pastore, impegnato nella cura e nella tenuta delle greggi, è costretto a lunghe ore di cammino, senza sosta, e nel caso dei pastori sardi, in un terreno brullo, accidentato e con infiniti saliscendi. il terreno ideale per trezeta pamir wp: oltre al comfort della tomaia, impermeabile e traspirante con fodera specifica, questo modello offre una forma accogliente, senza punti di pressione e con spazio per le dita in punta. infine, la struttura della suola conferisce allo scarpone tutte le caratteristiche per eccellere: l’intesuola in gomma, accoppiata al battistrada, è stabile e ammortizzante, con trazione garantita dalla suola vibram® rothorn, studiata per dare il meglio di sé in situazioni di misto e di uso intensivo. uno scarpone che si adatta facilmente anche ai piedi più piccoli, grazie all’esteso campo taglie disponibile.

ITINERARI DELLA GRANDE GUERRA - ISONZO E CARSO

Lungo le rive del fiume isonzo, durante la prima guerra mondiale, furono combattute alcune delle più sanguinose battaglie dell’intero conflitto: da una parte, gli italiani, desiderosi di prendere possesso delle alture soprastanti gorizia e monfalcone; dall’altra gli austro-ungarici, a loro volta impegnati a recuperare prestigio dopo gli esiti disastrosi delle campagne ingaggiate contro il regno serbo e la russia. in questo teatro di guerra i due eserciti si scontrarono per ben undici volte, lungo un periodo di quasi due anni, prima della sfida decisiva, la dodicesima battaglia dell’isonzo, che vide l’esercito austro-ungarico sbaragliare la resistenza italiana grazie a una linea di fuoco mai messa in pratica in precedenza e alle tattiche militari impiegate a sostegno, per la prima volta innovative, non ottocentesche come quelle che tanto piacevano al vecchio capo di stato maggiore austriaco konrad von hötzendorf. le linee del fronte, gli insediamenti e parte delle fortificazioni lungo l’isonzo sono ancora oggi visibili e in gran parte visitabili; abbiamo scelto un percorso che si adatta particolarmente alla calzatura trezeta hurricane evo low wp, una scarpa da avvicinamento perfetta per il terreno brullo e le mulattiere che si snodano nel carso giuliano e in quello sloveno. grazie all’intersuola in microporosa, stabile e ammortizzante, le asperità del terreno saranno facilmente superate senza fastidiosi dolori alle articolazioni, e l’aggiunta di aderenza e trazione dalla suola vibram® winkler evo ne è il completamento ideale. il giro che abbiamo scelto di percorrere è uno dei temi del museo all’aperto della grande guerra sul carso, che si snoda dalla riserva naturale dei laghi di doberdò e pietrarossa, poco fuori monfalcone, fino al paese di comeno, in slovenia. il tema scelto è la guerra in trincea, attraverso un sentiero con numerosi cartelli di spiegazione passiamo, di volta in volta, tra le postazioni italiane e quelle austriache, percorrendo senza soluzione di continuità quella terra di nessuno che, ricoperta di fil di ferro e spuntoni, separava le due linee nemiche. dopo aver visto e attraversato alcune trincee e capito quanto erano scomode e piccole, si realizzano i patimenti e le angosce che i soldati in prima linea provavano… si arriva infine nel paese di comeno (komen), scendendo da sella delle trincee attraversando zagrajec e sutta; qui si può trovare un ottimo ristoro in una delle numerose osmize locali, che propongono eccellenze del territorio accompagnate da vini di altissima qualità.

SENTIERI URBANI - LE CATACOMBE DI ROMA

Roma, la città eterna. la capitale dell’impero romano, il centro culturale, politico, commerciale e artistico di una buona parte del mondo antico. dello splendore di monumenti e delle costruzioni si ha un’ottima visione tra le rovine in superficie. c’è però una roma nascosta, sconosciuta ai più, che giace sotto la città: si tratta del complesso delle catacombe, i cimiteri creati da ebrei e cristiani per seppellire i defunti, rigorosamente fuori dalle mura della città (così come prescriveva la legge romana). scavate nel tufo, materiale che costituisce la base di roma, le catacombe si estendono in una rete di gallerie sotterranee che scorre per oltre 150 chilometri. le direzioni che esse seguono sono quelle delle maggiori arterie della viabilità romana, le vie consolari, ovvero, per citare solo le più famose, via appia (dove si trova la famosa catacomba di san callisto), via ostiense, via aurelia e tutte le altre. la visita a questi infiniti cimiteri dell’antichità consente di apprezzare una volta in più l’ingegno umano e la capacità di adattarsi alle situazioni più sfavorevoli: essendo bisognosi di spazio, gli antichi cristiani ed ebrei dovettero costruire più piani per aumentare la capienza delle gallerie, e in questo furono facilitati dalla relativa friabilità del materiale da scavare, il tufo. è possibile visitare le catacombe per osservare da vicino le prime forme di arte cristiana, affreschi come la rappresentazione di gesù con gli apostoli pietro, andrea e giovanni, che si trova nelle catacombe di santa tecla, sulla via ostiense, una delle immagini più antiche (almeno 1700 anni) degli apostoli giunte ai giorni nostri. oppure la serie di dipinti che raffigurano i primi martiri cristiani nella catacomba di pretestato, sulla via appia, che è anche la più antica, con 2300 anni di storia. poi da menzionare anche la lunga catacomba di priscilla, sulla via salaria, con il cubicolo della velata, capolavoro che mostra per l’appunto una donna intenta alla recita delle preghiere. in definitiva, questi percorsi e itinerari di visita alle gallerie artificiali scavate nel cuore di roma sono un ottimo modo per scoprire un mondo sommerso nell’oscurità e nell’incertezza, e apprezzarne gli sforzi artistici e architettonici.

JULIETTE EVO MICRO WP

Juliette evo micro wp, modello della collezione trezeta summer hiking, è pensato per tutte le trekker che si vogliono distinguere dalle altre, durante le loro escursioni anche mediamente impegnative, con tutta la sicurezza e il sostegno di una calzatura robusta e ben strutturata. la tomaia, dal disegno originale e di classe, è in pelle scamosciata e inserti in sintetico, per avere sempre un piede fresco e protetto. la fodera water stopper inoltre garantisce una protezione addizionale da infiltrazioni d’acqua e sporco, per affrontare con sicurezza situazioni climatiche avverse. il taglio particolare del collarino, né troppo alto né basso, permette alla scarpa di adattarsi precisamente alla morfologia specifica della caviglia e del polpaccio femminile. l’intersuola è realizzata in microporosa, eccezionale per sostegno e capacità di assorbire gli urti con il terreno. lo strato superiore, in coordinato con la tomaia, è più rigido e stabilizzante, mentre lo strato inferiore, meno denso, svolge la funzione di ammortizzazione. il battistrada vibram new runner è perfetto per un utilizzo dinamico, grazie alla mescola con grip fenomenale e al disegno dei tasselli che garantisce ottima trazione in tutte le condizioni.

IL CAMMINO DI SANTIAGO, TRA SPIRITO E AMBIENTE

Una delle più impegnative e suggestive vie di peregrinazione del mondo è il cammino di santiago de compostela, che da oltre mille anni costituisce una meta privilegiata per pellegrini moderni, credenti o no. ci sono vari percorsi per raggiungere la città galiziana, il più frequentato e rinomato è lungo circa 800 chilometri e ha la partenza in territorio francese, nella regione dei pirenei, e si snoda attraverso la parte settentrionale della spagna, attraversando le comunità di navarra, rioja, castiglia-leòn per giungere infine in galizia, nel luogo dell’apparizione di una stella su un campo (campus stellae, compostela) a un eremita di nome pelayo, che gli indicò dove trovare i resti dell’apostolo san giacomo (santiago in spagnolo). per completare tutto il percorso, ricco di saliscendi, con tappe anche lunghe e impegnative, sono necessarie almeno 4 settimane di cammino, durante il quale si scoprono paesaggi splendidi della spagna rurale, e si attraversano città splendide come pamplona, astorga, burgos e leòn. lungo tutto il percorso ci sono ostelli e hotel che hanno un’offerta dedicata ai pellegrini, che possono decidere di privarsi di quasi tutto sulla loro via verso santiago. fondamentale per la buona riuscita dell’impresa è equipaggiarsi con la giusta attrezzatura: uno zaino capiente, almeno da 60 litri, con copertura waterproof e possibilmente con lo scarico del peso ottimizzato, per evitare fastidiosi mal di schiena; un paio di scarpe da trekking con profilo medio-alto, impermeabili, con una base abbastanza rigida per evitare la formazione di vesciche (meglio se le scarpe non sono proprio out-of-the-box). poi abbigliamento tecnico, senza scordarsi una giacca anti pioggia e un pile, per camminata, un poncho, calze a compressione e un sacco a pelo per medie temperature, perché le notti di queste regioni, anche d’estate, possono essere piuttosto fresche. un viaggio alla scoperta di sé stessi o semplicemente un bellissimo percorso escursionistico da provare per il gusto di completarlo, entrambe motivazioni ideali per intraprendere il cammino di santiago.

URBAN PARKS - CENTRAL PARK, NEW YORK

New york è forse la città. in senso assoluto. capitale dello stile, della moda, di tutto ciò che fa o crea tendenza, la metropoli americana è territorialmente divisa in 5 distretti, il più famoso dei quali è sicuramente manhattan, il centro vero, dove si trovano wall street e l’empire state building, la central station, i musei più importanti e conosciuti. proprio a manhattan c’è un parco enorme, che si estende per ben 3,41 km quadrati tra i quartieri di upper east side e upper west side: è central park, conosciuto anche come il polmone verde di new york. famosissimo, immortalato in tante pellicole di successo, il parco è stato costruito a metà del diciannovesimo secolo per consentire ai newyorkesi, sempre più numerosi, di avere un angolo di verde dove respirare e fare attività all’aperto. in questo, il parco è una vera miniera di occasioni: è possibile infatti praticare corsa, bici e nordic walking lungo tutto il perimetro di park drive (quasi dieci chilometri). nella zona settentrionale del parco c’è una pista di pattinaggio, che d’estate viene trasformata in una grande piscina all’aperto, mentre sul lato opposto si può praticare il golf su piccole buche dotate di ostacoli e green. grazie alla presenza di grandi rocce in ardesia, nel parco è anche molto praticato il bouldering, soprattutto in due posti particolarmente apprezzati dagli appassionati di questa specialità, cat rock e rat rock, che si trovano nella parte meridionale del parco. ci sono svariati percorsi outdoor che si snodano tra i laghi artificiali del parco, da nord a sud, da est a ovest; in alcuni punti, è possibile osservare le colonie di uccelli migratori che ogni anno fanno tappa nel parco. infine, ci sono più di 20 attrazioni fisse per bambini, e innumerevoli spettacoli, artisti di strada, manifestazioni sportive che si svolgono ogni fine settimana e che rendono ancora più movimentato e frequentato questo meraviglioso parco.

ADVENTURE WP

Adventure wp è un modello della collezione trezeta summer hiking pensato per trekking giornaliero anche impegnativo, su terreni impervi e difficili, per hiking misto anche veloce e per camminata in collina con il comfort e la sicurezza di una scarpetta costruita per durare. la tomaia è realizzata in morbida pelle scamosciata, resistente e traspirante, e da inserti in tessuto sintetico studiati per aumentare la sensazione di comfort della calzatura. la fodera water stopper consente una protezione aggiuntiva dalle intemperie, prevenendo le infiltrazioni di sporco e acqua. un punto di forza della scarpa è sicuramente la zeppa, realizzata in due densità di eva che permettono leggerezza ed elevato grado di assorbimento degli impatti col terreno. difatti, la composizione degli inserti su tallone e avampiede, più morbida, permette di dissipare gli urti prima che si trasmettano alla pianta del piede, pertanto la pedula si adatta facilmente a percorsi su terreni aspri e irregolari. a completare il pacchetto, la suola vibram soul rubber che, grazie alla mescola aderente e alla tassellatura particolare, permette un grip formidabile anche su pendenze importanti, sottobosco e sentieri rocciosi.

L’ACROPOLI DI ATENE, BELLEZZA D’ANTICHITà

Uno dei capolavori dell’ingegneria umana e dell’antichità è l’acropoli di atene, centro pulsante della vita economica e politica dell’antica città ellenica, patrimonio dell’unesco e rinomata meta turistica. molti scelgono di visitarla usufruendo delle navette che scaricano frotte di turisti proprio di fronte alle scale che conducono al partenone, il mastodontico tempio dedicato al culto della dea atena, simbolo di atene antica. noi abbiamo deciso di raggiungere questa testimonianza della democrazia greca a piedi, percorrendo i viottoli e le stradine che s’inerpicano sulla collina. abbiamo pertanto indossato le nostre trezeta hero, leggere ma con ottimo sostegno, e ci siamo incamminati dalla famosa syntagma per raggiungere l’acropoli. dopo circa mezz’ora di buon passo, raggiungiamo la sommità della collina, e siamo conquistati dalla magnificenza delle opere che vi sono costruite, e dal loro stato di conservazione. vediamo subito il tempio di asclepio, dal quale si può vedere il sottostante teatro di dioniso. giriamo a destra e scorgiamo l’imponente facciata dorica del partenone, il monumento per antonomasia dell’antichità. sul fianco del tempio, troviamo l’eretto, un altro santuario dedicato alla dea protettrice della città. poi, nella parte più a ovest dell’acropoli, vediamo altri due resti che rendono questo posto unico: i propilei, ovvero l’ingresso monumentale dell’acropoli, mai completato, e il tempietto di athena nike, che nei suoi affascinanti bassorilievi narra le battaglie tra greci e persiani. è l’unica costruzione del complesso in stile completamente ionico. scendiamo dalla collina per visitare il teatro di dioniso e concludiamo la nostra passeggiata tra le colossali colonne del tempio di zeus olimpo, ormai giunti nuovamente nella parte più moderna, per così dire, della capitale greca. le hero sono state proprio affidabili: abbiamo scarpinato su sassi e sentieri senza alcun problema, e ci siamo sentiti proprio comodi e protetti. un’esperienza davvero impagabile. una scarpetta hiking che è perfetta anche per l’utilizzo urban e travel.

URBAN PARKS - I PARCHI DI LONDRA

Multietnica, enorme, dalle mille possibilità. in sintesi, questa potrebbe essere una descrizione di londra, la metropoli più grande d’europa, che grazie alla solida economia britannica e alle opportunità di lavoro che offre, richiama un numero sempre maggiore di persone da ogni parte del globo. oltre a palazzi storici, edifici reali, strade e marciapiedi, londra è però una città molto verde, con moltissimi parchi e angoli all’interno delle piazze dedicati al relax e a respirare aria leggermente più pulita. la tradizione dei parchi londinesi deriva dalla volontà dei reali di personalizzare e rendere più bella la propria città. alcuni dei parchi più famosi della capitale inglese, come hyde park, st. james’ park, regent’s park e altri sono tuttora di proprietà della regina, e teoricamente non dovrebbero essere aperti al pubblico… ma la sovrana ne permette magnanimamente l’utilizzo. god save the queen! ci sono molte specie animali che vivono in questi parchi, autoctone oppure importate su ordine dei sovrani. ecco allora gli oltre seicento cervi che popolano richmond park, il più esteso dei parchi londinesi, anatre e aironi di regent’s park e i pellicani che vivono a st. james’ park. di giorno poi tutti queste distese di prati e alberi sono popolate di scoiattoli, mentre la notte sono il terreno di caccia delle volpi (si, è normale trovare delle volpi in centro a londra, la notte…). un’ultima curiosità: il secondo parco più grande di londra, bushy park, è forse il meno frequentato dai turisti, essendo abbastanza distante dal “centro” e poco rinomato. ma ha una considerevole rilevanza storica: qui il generale eisenhower stese il piano delle operazioni dello sbarco in normandia. inoltre è possibile pescare, fare canottaggio e ammirare una folta colonia di daini e cervi.

ANNETTE EVO WP, UN PIACERE TUTTO AL FEMMINILE

Dalla collezione summer hiking, trezeta presenta la pedula annette evo wp, una calzatura per trekking e hiking disegnata specificamente per il piede femminile. la costruzione è volutamente racchiusa e compatta per favorire la precisione della calzata; la tomaia è realizzata in pelle scamosciata resistente all’abrasione e tessuto resistente per alleggerire e dare maggior versatilità nel fit. lingua e collarino sono in tessuto e imbottiti per seguire con precisione le linee del piede femminile. la tomaia è infine rinforzata sul puntalino con pelle e sul tallone con un inserto in gomma. la fodera water stopper protegge efficacemente dall’acqua e dalle infiltrazioni di umido. il blocco suola è composto da un’intersuola in microporosa a due strati di diversa densità: lo strato superiore, più denso, ha funzione di stabilizzazione della scarpa, mentre lo strato inferiore, meno denso ma più spesso, svolge un ruolo fondamentale nell’assorbimento degli impatti con il suolo e con le asperità del terreno. infine il battistrada vibram winkler evo è realizzato con una mescola ad alta aderenza su ogni tipo di superficie, e grazie alla scolpitura particolare riesce a liberarsi da detriti e fango durante la camminata. uno scarponcino preciso, piacevole nelle linee, facile da indossare che riesce però a comportarsi egregiamente su terreni impervi e su camminate impegnative. per tutte le nostre amiche molto attive e dinamiche!

LAKE DISTRICT, NEL CUORE DELL’INGHILTERRA

Una delle mete più suggestive di tutta l’inghilterra è sicuramente il lake district, in cumbria, nel cuore verde dell’isola britannica. una successione di distese d’erba, boschi, laghi dalle acque placide e azzurrissime, montagne non molto elevate ma che richiedono un buon allenamento per essere conquistate… ci sono molti percorsi di trekking e hiking, di diversi gradi di difficoltà, che si possono intraprendere, noi abbiamo scelto il pacchetto completo, un tour di dieci giorni full immersion per assorbire appieno le bellezze paesaggistiche, che s’intrecciano con la storia (molte le rovine risalenti all’impero romano). partiamo da windermere, che abbiamo raggiunto facilmente via treno da kendal. una prima tappa semplice ci porta ad ambleside, poi ci muoviamo verso coniston attraverso lo skelwith bridge. da coniston raggiungiamo eskdale attraverso una serie di salite, scavalcando il passo di hard knott, dove c’è un forte romano in ottimo stato di conservazione. da eskdale ci si dirige a wasdale, passando per la cima più alta d’inghilterra, lo scafell pike. da wasdale ci sono molti up and down per arrivare al magnifico lago di buttermere, poi si procede verso keswick, quindi lungo il fiume greta si giunge a rosthwaite. la tappa successiva è la più impervia, attraverso i bacini di district.  le ultime due tappe ci portano prima a glenridding, attraverso la valle di grisedale, quindi un’ultima giornata attraverso le colline, con alcuni dei panorami più emozionanti dei picchi e dei laghi, ci riporta al nostro punto di partenza. per questa nostra avventura, abbiamo scelto lo scarpone trezeta top evo nv, e non poteva essere altrimenti nella patria del “brown boot”! una scarponcino robusto, che garantisce ottima stabilità su tutti i percorsi di montagna, con tomaia in nubuck resistente e protettiva, zeppa in microporosa a due strati per stabilità e cushioning, suola vibram tsavo per aderenza sempre, in ogni condizione.

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