Facebook Instagram Pinterest

magazine

VERMEER E DELFT | I luoghi del pittore fiammingo

Jan Vermeer è stato uno dei massimi esponenti del cosiddetto Secolo d’Oro Olandese, una corrente pittorica del 1600 che si è caratterizzata per la vividezza dei colori e per fedeltà e precisione nella rappresentazione su tela della realtà del tempo. L’opera del pittore fiammingo, così come la sua intera vita, si sviluppò nella cittadina olandese di Delft, a pochi chilometri da L’Aia e da Rotterdam, famosa per la produzione di ceramiche e per essere la residenza dei reali di Olanda, a partire da Guglielmo d’Orange, che qui si ritirò nel 1572, durante la guerra d’indipendenza con la Spagna. Nella Nieuwe Kerk, chiesa gotica del 1500, sono conservate le spoglie dei sovrani della nazione, con il mausoleo di Guglielmo che costituisce un elemento predominante nell’architettura della chiesa. Perché la pittura di Vermeer è così legata a Delft? La sua opera rappresenta la quotidianità, serena e rassicurante, di una borghesia benestante, nell’atto di svolgere delle mansioni o dei gesti semplici, come chiacchierare attorno a un tavolino di una taverna, pettinarsi oppure fare il bucato. Proprio quest’ultimo atto viene trascritto su tela nel quadro più rappresentativo di Delft nella pittura di Vermeer, ovvero la “stradina di Delft”, conservato al Rijksmuseum di Amsterdam, dove due massaie sono indaffarate nella pulizia dei panni, in un silenzio che diventa anche poesia. Ciò che colpisce è la fedeltà nella rappresentazione e i colori vividi: siamo di fronte a una vera e propria fotografia della realtà di una cittadina olandese di metà Seicento. A Delft è possibile approfondire le tematiche e le caratteristiche dell’opera di Jan Vermeer nel Vermeer Center, situato all’interno di una casa antica nel centro storico della città olandese, che può essere visitato a piedi, con la bicicletta oppure in barca, attraversando i canali.

discover

SPRING WP MID | Comfort e stile per la stagione autunnale

Con l’avvicinarsi della stagione fredda, anche per le donne più attente agli abbinamenti e al look si pone il problema di trovare una calzatura confortevole, con un adeguato grado di protezione dalle intemperie, magari con quel tocco outdoor nei materiali e nella costruzione che aggiunge prestazioni e valore. Pensata e sviluppata tenendo presente queste esigenze, la scarpetta Spring WP Mid è la soluzione ideale per affrontare il clima autunnale e invernale con un comfort esclusivo, un look versatile e moderno e la qualità della costruzione garantita dall’esperienza manifatturiera di Trezeta. La calda tomaia in pelle scamosciata è abbinata alla membrana Water Stopper, una vera e propria barriera che impedisce ad acqua ed elementi esterni di insinuarsi all’interno e compromettere il comfort del piede. Il puntalino rinforzato, oltre a proteggere da urti e abrasioni, dona un look più outdoor allo scarponcino. Con il taglio mid, Spring WP Mid si adatta con abbinamenti più o meno casual, e protegge efficacemente la caviglia. La suola è stabile e ammortizzante, grazie alla microporosa che dissipa gli urti con il terreno e mantiene inalterate le sue proprietà a lungo. Infine, il battistrada Vibram è realizzato con una mescola speciale che assicura ottima aderenza su ogni superficie, dalle stradine del parco ai marciapiedi del centro città.

discover

FERRARA | Delizie di terra e acqua

La bellissima e storica città di Ferrara, centro politico e culturale durante tutto il Rinascimento nel periodo degli Estensi, svela antichi sapori e gusti nella sua gastronomia, che è davvero interessante da scoprire in alcune pietanze tipiche e prodotti di acqua e di terra, le due anime di questo territorio. Partiamo dal primo piatto per eccellenza, i cappellacci di zucca, una ricetta che viene tramandata da tanti secoli e che è rimasta immutata nel tempo, se si eccettua l’utilizzo di zenzero, spezia molto in voga nel Rinascimento. L’impasto è fatto con zucca di varietà violina, cotto al forno o lessata, alla quale si aggiungono parmigiano reggiano, uova, noce moscata, sale, pepe e pangrattato. La pasta foglia viene poi richiusa nella tipica forma a tortello che richiama, secondo la tradizione, il cappello dei contadini (caplaz). Conditi con burro fuso e una spolverata di amaretti sono davvero una delizia. Sempre a Ferrara troviamo un particolare tipo di salume, dal sapore forte, che si distingue per il mondo in cui si mangia: non affettato come la maggior parte della norcineria locale, ma con il cucchiaio… La salama da sugo è anch’essa una ricetta che si perde nel tempo, un impasto di carne di maiale, vino, sale, pepe, chiodi di garofano e altri ingredienti che i macellai non rivelano a nessuno. Prevede una cottura di 6-8 ore e deve essere accompagnata con un purè di patate o zucca. Ma il territorio ferrarese è anche lambito dal mare Adriatico e attraversato dal fiume Po, acque prestigiose che regalano prodotti gustosi. Come l’anguilla delle Valli di Comacchio, un pesce dal sapore deciso e che viene tradizionalmente posto al centro dell’alimentazione delle famiglie di pescatori, grazie all’alto contenuto di proteine e grassi nobili delle sue carni. La preparazione tipica per consumarla è la marinatura, che prevede un antico metodo codificato nel 1818, oppure il suo abbinamento con il risotto oppure con la cottura alla griglia. Un pesce semplice che assume svariate forme nella tradizione culinaria di questi luoghi.

discover

URBAN TREKS - EDIMBURGO | Storia e tradizioni

Dopo aver visitato le Highlands e le verdi colline dell’East Fife, è tempo di indugiare per un paio di giorni in una delle città più importanti dal punto di vista storico, culturale e della tradizione scozzese, Edimburgo. C’è la possibilità di visitare la città a bordo di uno dei comodi bus scoperti (magari in una delle poche giornate di sole): noi però preferiamo camminare per le vie del centro storico, con tutta la comodità delle nostre Trezeta Flow WP, una scarpa comoda, dal look squisitamente urban ma con un equipaggiamento tecnico di tutto rispetto, a partire dalla membrana Water Stopper che blocca le infiltrazioni d’acqua, per finire al blocco suola derivato dalla pratica outdoor, che assicura ottime performance in ogni condizione di terreno. Così possiamo godere delle meraviglie della città, nel massimo comfort e protezione. Partiamo allora nel nostro tour dal centro di Princess Street, dove si trova l’imponente monumento a Sir Walter Scott, celebre scrittore soprattutto di romanzi storici. Possiamo anche salire sulla sommità, percorrendo ben 287 scalini. Dal monumento possiamo spostarci verso High Street e visitare l’imponente cattedrale di Sant’Egidio, dove riposano le spoglie di oltre 200 illustri scozzesi, la cui struttura originale in stile gotico britannico resiste dal 1200. Pochi passi dalla cattedrale e troviamo forse l’edificio più conosciuto di Edimburgo, il Castello, situato sulla sommità di un piccolo vulcano spento che domina tutta la città. Residenza di moltissimi sovrani di Scozia, al suo interno da non perdere i gioielli della Corona, la pietra del destino e una visita alle segrete del castello. Inoltre, è d’obbligo trovarsi nei paraggi verso l’una di pomeriggio, ora che viene segnata dal caratteristico rituale della cannonata (tutti i giorni tranne la domenica), dal 1861 in  poi. Scendiamo dal terrapieno del castello e andiamo, passando per Grassmarket square, al museo nazionale scozzese, che espone e approfondisce la storia scozzese dalla preistoria ai giorni moderni, esplorando le sfaccettature storiche e culturali. Dalla terrazza in cima all’edificio si può apprezzare una magnifica vista a 360 gradi sulla città. Dopo tanta storia, è ora di un po’ di relax. Giriamo verso George Street, una delle zone più trendy della città, dove troviamo tanti locali a tema, boutique e piccoli ristoranti per completare la giornata a Edimburgo, magari con un tocco di street food, mangiando la jacked potato farcita con formaggio cheddar stagionato e salsa piccante.

discover

#GUIRRITOUR | Alla scoperta del mondo

Prendi un paio di ragazzi con una voglia sfrenata di viaggiare, mettili insieme e otterrai una miscela potenzialmente esplosiva! guirri tour nasce dalla volontà di niccolò e lorenzo di raccontare i viaggi in tutto il mondo, iniziati verso la fine del liceo e proseguiti con una passione innata per il reportage fotografico e video, soprattutto utilizzando il drone, compagno inseparabile dei viaggi di lorenzo. ad affiancarlo, nella vita e in questa avventura niccolò, il vero guru dell’editing, che permette al materiale raccolto da lorenzo di diventare prezioso per la condivisione online, attraverso il blog, le pagine facebook e il canale youtube di #guirritour. come afferma con orgoglio la giovane coppia, non è un’agenzia di viaggi, non vendono pacchetti travel ma sono felici di organizzare tour e avventure per sé stessi e per gli amici, guidati unicamente dalla passione nei confronti del viaggio. il loro spirito è proprio quello che ha spinto e spinge trezeta nella promozione di nuove forme di viaggio e di scoperta del mondo; la passione che fa creare delle scarpe perfette per il viaggio e l’esplorazione è la stessa di chi poi intraprende il viaggio vero e proprio, e questo connubio si rivela perfetto. sosteniamo quindi il progetto #guirritour con alcuni dei nostri modelli maggiormente indicati per il travel lifestyle, e in bocca al lupo a lorenzo e niccolò per le prossime avventure!  

FITZ ROY | Protezione su tutti i percorsi

Lo scarpone più tecnico e protettivo di tutta la collezione trezeta: fitz roy, una calzatura sviluppata per trekking impegnativo e lungo, su più giorni, anche con carichi pesanti, che racchiude nella sua costruzione tutta l’arte manifatturiera acquisita in anni di esperienza da trezeta. il disegno di questo scarpone da montagna è creato attorno a una forma tecnica, specifica per backpacking, con spazio per le dita e il giusto rapporto tra volume interno e aderenza. la tomaia è in pregiato nubuck, resistente e morbido, accoppiata con un fascione in gomma che protegge efficacemente da spuntoni di roccia, rami e ostacoli sul percorso. la linguetta e il collarino esterno sono in morbida pelle per aumentare il comfort e dare un look ancora più aggressivo. nella zona della caviglia è inserita una flex zone che permette maggior versatilità e mobilità su ogni tipologia di terreno. la membrana water stopper impedisce ad acqua ed elementi esterni di infiltrarsi verso il piede, mantenendo un comfort ottimale in ogni condizione climatica. il blocco suola è un concentrato di alta tecnologia al servizio del trekker: l’intersuola è costituita da tre strati di microporosa a diverse densità, per distribuire al meglio il carico durante la camminata; inoltre, è presente un inserto in tpu sul tallone per la compatibilità coi ramponi semi-automatici. infine, la suola vibram fourà è sinonimo di massima trazione e aderenza su ogni superficie, anche umida e fangosa: grazie alla tassellatura spaziata, è autopulente e mantiene le sue proprietà per tutto il suo ciclo di vita.

FLOW WP MID PRIME | Protezione ed eleganza

Con l’avvicinarsi dell’autunno e quindi di freddo, pioggia e condizioni climatiche avverse, è d’obbligo pensare di proteggere adeguatamente i propri piedi con delle calzature comode, da usare in ogni situazione, con il giusto connubio tra funzionalità e aspetto moderno. trezeta ha sviluppato per queste ragioni lo scarponcino flow wp mid prime, una versione più casual della celebre calzatura da travel lifestyle, che unisce un look sobrio e ricercato con il pacchetto di tecnologie e materiali ricercati, propri di una scarpa tecnica. quindi, la tomaia è ancora realizzata in pelle scamosciata, ma questa viene ingrassata e lucidata superficialmente per conferire un aspetto più cittadino. il collarino imbottito è realizzato in pelle e richiama gli scarponcini casual che si trovano nelle boutique del centro. le colorazioni sobrie sono perfette per abbinamenti di tutti i giorni, mantenendo comunque un feeling outdoor che è piacevole e risulta parecchio ricercato. grazie alla membrana water stopper, pioggia e vento saranno solo un piccolo inconveniente, poiché penetrare all’interno della calzatura e raggiungere il piede sarà impossibile. infine, la suola, stabile e ammortizzante grazie alla presenza della zeppa in microporosa, garantisce ottima trazione e controllo su tutte le superfici con il battistrada vibram, realizzato con una mescola ad alta aderenza.

Nell’Inghilterra di Shakespeare | Un viaggio nel passato

Una delle capacità indiscusse di william shakespeare, uno degli scrittori più importanti della storia, autore di numerosi capolavori come romeo e giulietta, macbeth, il mercante di venezia, amleto e altri ancora, era di descrivere un luogo e inserirvi personaggi caratteristici senza esserci mai stato. un vero e proprio inventore, che immaginava persone, villaggi e intrecci umani, capace di tratteggiare la danimarca (in amleto) e poi passare con estrema facilità ai canali di venezia, oppure alle strade di verona (con romeo e giulietta). e perché no, delineare brughiere, torbiere e castelli isolati nella fredda e ostile scozia di macbeth. ma come erano davvero i luoghi dove lo scrittore viveva? nella contea di warwick, poco distante da stratford-upon-avon, uno dei luoghi fondamentali (con londra) della sua vita, dove è possibile trovare anche la tomba di shakespeare (nella chiesa della santa trinità), si possono trovare ancora alcuni dei tratti caratteristici e le atmosfere vissute a quei tempi. il castello di warwick a dominare la landa, le tipiche case a graticcio che si riuniscono in piccoli villaggi di campagna, coi tipici giardini dell’entroterra inglese. questi motivi li ritroviamo nei libri dell’autore, e a distanza di oltre 400 anni sono ancora ben visibili e regalano un’aura di mistero e di partecipazione a chi li vive nel ricordo del grande scrittore. per chiudere una visita nei luoghi di shakespeare, è d’obbligo assistere a una delle sue opere scritte sapientemente per il teatro, in una delle rappresentazioni nel royal shakespeare theatre di stratford.  

Le colline del Chianti | Assaggi di prodotti di una terra unica

Le colline del chianti sono una zona davvero unica, perché, alla bellezza scenografica del susseguirsi di tondeggianti rilievi, spezzati qua e là da borghi antichi, uniscono prodotti enogastronomici d’eccellenza, dal marcato accento toscano, che impongono al visitatore soste lunghe alla ricerca di pregiati vini e deliziose specialità culinarie. il primo piatto tipico della zona, famoso in tutto il mondo, è la ribollita, una minestra con ingredienti che variano da paese a paese, nella quale comunque non può mancare il cavolo nero e l’olio extravergine di olive, meglio se del frantoio del borgo. questo piatto povero, che raccoglieva un po’ tutto quello che si trovava nelle cucine dei contadini e dei lavoratori di epoche passate, costituiva un piatto energetico, ideale per intingere generose quantità di pane casereccio, rigorosamente preparato senza sale. nella ricetta troviamo spinaci, fagioli, aglio, cipolla, pane raffermo, il cavolo nero, ma sono ammesse infinite varianti, che prevedono anche l’uso di ossa di maiale per dare ancora più gusto. importante il condimento finale, a base di sale, pepe e naturalmente l’olio extravergine, un altro caposaldo della produzione locale. per secondo, oltre ai piatti di cacciagione che sono ancora molto rinomati come il tordo o la beccaccia, la vera protagonista di questi colli è la bistecca alla fiorentina, taglio di lombata di razza chianina, cotta alla brace, da gustare solamente al sangue - altre cotture non sono ammissibili! per accompagnare la carne, una scodella di fagioli cannellini all’uccelletto, gustosa preparazione con sugo di pomodoro, salvia, aglio, un pizzico di sale e pepe. una valida alternativa alla bistecca è il pollo alla cacciatora, oppure i fegatelli alla fiorentina, o ancora la trippa. la grande tradizione norcina toscana si ritrova nella celebre finocchiona, un grosso salume preparato con parti diverse del maiale e insaccato con sale, pepe, aglio, vino e semi di finocchio, da gustare con un crostone di pane insaporito all’olio extravergine di olive. per accompagnare tutti questi sapori decisi e marcati, il vino italiano per eccellenza, il chianti docg, un vino rosso dal sapore armonico, con un boccato asciutto e tannico, che a seconda dell’invecchiamento regala note di bacche e frutti rossi. a seconda della diversa zona di produzione, questo grande vino si differenzia leggermente per sapore e mineralità, rimanendo tuttavia l’abbinamento perfetto per la cucina dei colli.  

Urban Treks - Istanbul Storia e strade della perla di Turchia

La storia di istanbul, metropoli turca situata sullo stretto del bosforo, punto di accesso al mar nero, è ricca di dominazioni e differenti culture che hanno lasciato importanti tracce nel tessuto urbano e nella cultura di questa meravigliosa città. infatti, l’antica bisanzio, fondata dai greci nel settimo secolo a.c., divenne capitale dell’impero romano nel 330, per poi diventare, con il nome di costantinopoli, capitale dell’impero romano d’oriente. divenne poi, dopo la caduta del 1453, la principale città dell’impero ottomano e sede principale del califfato. le diverse culture e i diversi popoli che vi hanno soggiornato e che vi abitano hanno quindi creato un intreccio di architetture, usanze e persone tale da rendere la visita alla città assolutamente indimenticabile. possiamo vedere, una affianco all’altra, per esempio, il simbolo della cristianità, hagia sophia (divina sapienza), la grandiosa basilica costantiniana, sede anche del patriarcato ortodosso, e la maestosa moschea blu, costruita per volere del sultano ahmed i. i resti dell’architettura romana e bizantina si possono ammirare anche in altri luoghi della città, come nell’affollata piazza sultanahmet, costruita dove sorgeva l’ippodromo romana, con l’obelisco di teodosio ben visibile. oppure la colonna di costantino, eretta nel 330 per celebrare la nuova capitale e ancora nello stesso luogo, tra il gran bazar e l’ippodromo. l’influenza della cultura araba si trova invece nelle viuzze che portano ai mercati, come quello egiziano, famoso per le spezie, o per l’appunto il gran bazar d’istanbul ricco di negozi caratteristici. e per concludere la visita alla città, che merita almeno tre giorni solamente per la parte occidentale, vale la pena immergersi in uno dei numerosi hammam profumati di spezie orientali e incenso.    

L’AMERICA DI HOPPER | Il pittore del silenzio e dell’incomunicabilità

Un’america silenziosa, ostile, triste e sconsolata. questo il ritratto che si ricava dalle opere di edward hopper, pittore del novecento che, seppur famosissimo in patria, tanto da meritare la copertina di time, in europa è sempre stato sottostimato e poco conosciuto, anche se alcuni suoi quadri sono diventati famosi perché pubblicati sulla copertina di un libro oppure su un album musicale. ma cosa contraddistingue l’america di hopper? innanzitutto, il suo stile prevede l’assenza totale di interazione tra i protagonisti della tela, in una sorta di isolazionismo che sfocia in un senso di disagio e di costrizione: è l’analisi attenta della società americana della prima metà del novecento a condurlo a questo tipo di lettura, un mondo cosmopolito, variegato ma con conflitti insormontabili tra etnie, ideologie e credi, che sfociano in un razzismo neanche tanto nascosto e che di recente vede un certo rifiorire. i personaggi delle opere del maestro americano sono gente semplice, normale, che sta cercando solamente il suo spazio, tranquillo e libero, all’interno della roboante modernità incalzante. così, tutti questi attori involontari della storia americana tratteggiano una nazione nervosa, stanca ma decisamente autentica, alle prese con conflitti ordinari e con la solitudine. un’analisi che si presta anche ai giorni nostri, con le dovute differenze: i ritmi frenetici, l’assenza di relazioni che vengono relegate alla forma del messaggio o del like, la volontà del popolo di isolarsi, rispetto alle questioni internazionali… argomenti che il visionario hopper aveva già colto, più di settant’anni fa, e immortalato per sempre nei suoi quadri.

CARNIA | Alpeggi, vallate e borghi antichi

La carnia è una parte del friuli che spazia tra tolmezzo e alcuni borghi montani ai piedi delle alpi, come sappada (da poco aggiunta dal veneto), sauris, ravascletto, prato carnico, ampezzo, ovaro e forni avoltri. grazie alla tradizione popolare, custodita di famiglia in famiglia, i piatti tipici della carnia sono ancora oggi una parte fondamentale dell’alimentazione quotidiana, e un’autentica scoperta di gusto per il visitatore. i prodotti tipici di questa terra sono i formaggi e la ricotta, derivati dagli alpeggi e preparati nelle tipiche malghe, e questo si riflette anche nella preparazione di uno dei piatti più famosi della zona, il frico, un delizioso tortino di formaggio che viene cucinato con o senza patate, aromatizzato anche con cipolle, erbe e altre verdure. le sue origini sembrano radicarsi nel xv secolo, secondo la ricetta del famoso cuoco del patriarca di aquileia, martino, nella variante dolce con cannella e zucchero. un altro piatto della tradizione, che prevede il recupero di ogni genere di prodotto (per evitare qualunque spreco) è il cjarsons, una tipo di agnolotto che al suo interno contiene un ripieno che varia da valle a valle; il piatto tipico delle mogli dei mercanti (cramars) che, una volta tornati i mariti dai loro commerci oltralpe, recuperavano dal fondo dei cassetti i resti delle mercanzie e li usavano come ripieno. dalla tradizione delle valli proviene anche l’altro grande piatto tipico della carnia, proposto principalmente come antipasto: si tratta del toc in braide, un particolare piatto a base di polenta condita con una fonduta di formaggio e morchia (burro fuso con farina di mais tostata) chiamata appunto toc. un piatto decisamente calorico che serviva ai contadini e ai malgari come ricarica per affrontare i lavori del giorno. infine, è d’obbligo un assaggio del salume più pregiato della carnia: il prosciutto crudo di sauris, parente del prosciutto di san daniele che si distingue però per un sapore più dolce e lievemente affumicato, preparato ancora oggi secondo i dettami antichi e favorito nella stagionatura dalla presenza della montagna, con l’aria fresca e incontaminata.

VAL D’AOSTA | Tradizione nei sapori e nell’accoglienza

Siamo abituati a pensare la valle d’aosta unicamente per le possibilità che offre agli sciatori, grazie a centri come courmayeur, cervinia, gressoney, la thuile… ma questa piccola regione, racchiusa tra piemonte e savoia francese, offre tantissime prelibatezze per chi desidera scoprire sapori e gusti a tavola, legati al territorio e alla storia di queste valli verdi che si insinuano tra le montagne più alte di tutte le alpi. i prodotti di malghe e alpeggi sono tra quelli più rinomati e costituiscono la base sulla quale costruire un'esperienza di gusto valdostano: sono i grandi dop della regione, come la fontina, formaggio a media stagionatura molto saporito, il valle d’aosta fromadzo, preparato usando unicamente il latte delle razze valdostana pezzata rossa e pezzata nera, allevamenti tipici storici della valle. poi troviamo il jambon de bosses, il prosciutto crudo della valle d’aosta, che affonda le proprie radici addirittura nel quattrocento, e una prelibatezza sopraffina che lascia estasiati: il vallée d’aoste lard d’arnad, un lardo che grazie alla particolare lavorazione sprigiona un aroma delicatamente dolce, perfetto per l’abbinamento con il pane nero tipico, riscaldato, oppure con una fetta di polenta abbrustolita. per accompagnare questi prodotti doc, nella valle si trovano anche delle eccellenze in ambito vitivinicolo: tra i bianchi, il blanc de morgeux et de la salle, secco e aromatico, e il chambave muscat, dal carattere deciso e corposo. tra i rossi, che subiscono l’influenza dei grandi vini del piemonte, da provare l’enfer d’arvier, secco e vellutato, ottenuto in una specie di anfiteatro naturale sottoposto a un intenso irraggiamento solare (da qui il termine inferno); quindi il donnas, un vino nobile, chiamato anche il fratello dei monti del barolo, che dona il meglio di sé in abbinata con le carni e i formaggi della valle. per finire, un assaggio del nus rouge, forse il vino più legato al territorio, del quale si ha notizia già dai tempi dei romani; un boccato secco con note tanniche importanti, fruttato, ideale con una delizia come la motsetta, un salume tipico preparato con aromi della valle e insaporito con il miele. per chiudere il nostro tour, un bicchiere di grappa, oppure del liquore alle erbe e ginepro preparato secondo un’antica ricetta, il génépy.

ISOLE SVALBARD | Più a nord del nord

Un luogo ricoperto di ghiacci e neve per la maggior parte dell’anno, il posto abitato più a nord del mondo: le isole svalbard, una meta particolare che mostra al visitatore delle peculiarità di tipo naturalistico, storico e paesaggistico che costituiscono un ottimo motivo per raggiungere questa destinazione così lontana. la stagione migliore per attraccare in uno dei pochi villaggi delle isole è certamente l’estate, nella quale un timido manto erboso si affaccia dal disgelo superficiale del terreno, almeno nella zona costiera. all’interno, la neve e il ghiaccio la fanno da padrone 365 giorni all’anno, creando uno scenario polare incredibile e affascinante. la natura è ovviamente protagonista: infatti in questi posti si trovano alcune specie animali che è difficile trovare altrove, come tantissimi uccelli marini, oltre 30 specie che nidificano soprattutto sulle scogliere, poi la volpe artica, la piccola renna delle svalbard e l’animale simbolo delle isole, l’orso polare, che essendo stato protetto dalla caccia, ha ripreso possesso del suo habitat e costituisce al tempo stesso un’attrazione e un pericolo per le spedizioni, in quanto alla costante ricerca di cibo. sulla costa è possibile ammirare anche trichechi e foche, mentre in mare è frequente l’incontro con balene, beluga, orche e narvali. le località più interessanti da visitare sono longyearbyen, il villaggio più popoloso di tutte le isole e capoluogo dell’isola di spitsbergen, la più estesa dell’arcipelago. da qui partì la tragica spedizione del dirigibile italia comandata dal generale nobile, nel 1928, e divenne poi il centro di coordinamento dei soccorsi per il recupero dei superstiti dopo lo schianto del dirigibile con il pack artico. alcuni oggetti della spedizione sono tuttora conservati nei musei della cittadina. poi, di rilievo storico anche le località di barentsburg e pyramid, insediamenti sovietici degli anni ‘30 che per un lungo periodo di tempo costituirono un’enclave russa alle svalbard per lo sfruttamento delle risorse minerarie (soprattutto carbone). in particolare gli abitanti di barentsburg, nel periodo estivo, organizzano molti eventi folkloristici, e conservano la memoria storica mantenendo in vita il museo dei pomory, i coloni russi che costruirono e svilupparono il villaggio.

IL GIAPPONE DI HOKUSAI | Istantanee di un paese che non esiste più

Quando sfogliamo un manga, uno dei popolari fumetti giapponesi, che a partire dalla fine degli anni novanta hanno riscosso grande successo anche in occidente, grazie anche alla diffusione di serie animate sulla televisione, possiamo spesso notare i tratti molto marcati e le colorazioni accese. queste peculiarità derivano direttamente dall’opera di hokusai, forse il più grande artista giapponese, vissuto tra la fine del settecento e la metà dell’ottocento, famoso in tutto il mondo soprattutto per la magnifica xilografia “la grande onda di kanagawa”, un’opera all’avanguardia del tempo nel quale venne realizzata. ma hokusai era un vero e proprio illustratore del suo tempo. si dedicò, anima e corpo, all’arte usando lo stile ukiyo-e (letteralmente, dipinto di un mondo fluttuante) che si caratterizzava per i contorni ben marcati, i colori accesi e l’assenza quasi totale di profondità. le tematiche che hokusai immortala nelle sue xilografie erano scene di vita quotidiana, il lavoro dei campi, la pesca, situazioni di vita familiare, donne e uomini dei cosiddetti ceti inferiori, come lottatori, cortigiane e altri ancora. le sue serie di bozzetti (manga, appunto) sono la base per lo sviluppo del linguaggio fumettistico, con una precisa successione che lascia intendere lo sviluppo della storia e lo scorrimento del tempo. il suo capolavoro, come già detto, è ritenuta la grande onda, realizzata tra il 1830 e 1831, copie della quale sono custodite nei più prestigiosi musei del mondo. in quest’opera, sono evidenti tutte le caratteristiche della pittura del maestro giapponese, dove una potente onda, spinta dalla forza e dalla violenza del mare è contrapposta alla sagoma imperitura del monte fuji sullo sfondo. l’impatto visuale sullo spettatore è immediato: le barche dei pescatori, accerchiate dalla potenza delle acque, sono fragili e in balia di un destino sul quale nulla possono. tuttavia, osservando la xilografia sembra di assistere a un pezzo di una storia di vita quotidiana più articolata, una sorta di istantanea estrapolata da una pellicola più lunga, dai colori vividi e brillanti.  

LA PARIGI DI VINCENT VAN GOGH | Suggestioni e colori del pittore fiammingo

Nella sofferta esistenza di vincent van gogh, un tempo con relativa felicità, benessere fisico e morale, e grande produttività pittorica fu il suo soggiorno nella capitale francese, a partire dal 1886, incoraggiato a trasferirsi qui dal fratello theo, che già vi abitava in quanto curatore di una prestigiosa galleria d’arte. a parigi, van gogh respira un’aria diversa da quella della piccola neunen e anche di anversa, città nella quale aveva provato ad accedere ai corsi per diventare accademico di pittura. la metropoli francese, infatti, è un pot pourri di colori, suoni e occasioni, che il pittore fiammingo dapprima vive in prima persona, e poi immortala sulla sua tela. la sua produzione, grazie al miglioramento delle condizioni di salute, a una relativa agiatezza rispetto alle miserie della vita in olanda e belgio, e al deciso miglioramento dei rapporti con il fratello, diventa via via più vivace e meno tetra, con gamme cromatiche più chiare e leggere. grazie alla frequentazione della bottega di cormon, un pittore storico francese, conosce molti artisti parigini, tra i quali touluse-lautrec, monet, renoir, degas e anche gauguin. matura tra le strade della ville lumière la sua arte, che inizia ad avere i tratti tipici della maturità e presenta per la prima volta l’influenza dei maestri giapponesi, e si evolve verso quei caratteri di impressionismo e neoimpressionismo che saranno il motivo centrale della sua produzione fino alla morte. i luoghi di vincent a parigi sono pochi e ben definiti, un'area abbastanza limitata spazialmente con al suo interno asnières, sulle rive della senna dove si trovava a dipingere, en plein air, con l’amico paul signac (maestro del pointillisme), boulevard de clichy con il café du tamburin, e la butte montmartre con i suoi locali e le vie animate. convinto di aver completato il percorso di formazione come artista, van gogh lascerà parigi nel 1888, desideroso di visitare il mezzogiorno francese, la provenza, dove i colori caldi e chiari del mediterraneo costituivano un cambiamento totale per la tavolozza del pittore fiammingo.  

JULIETTE EVO WP | Un’icona senza tempo

Quando una persona riflette sui propri capisaldi, non può fare a meno di considerare anche gli accessori dei quali più si fida, che si mantengono fedeli nel tempo e che non deludono mai. questo pensiero riguarda anche le scarpe, compagne di viaggio predilette e custodi della parte più sollecitata del corpo, i piedi. ecco perché quando, anno dopo anno, si riesce a trovare, in una collezione di calzature, accanto ai nuovi modelli e alle varie innovazioni necessarie per rimanere aggiornati, lo stesso scarpone che già ci accompagna da tempo, non si può non essere investiti da un senso di sicurezza, appagamento e fiducia. è il caso di juliette evo wp, uno dei modelli più celebri (e celebrati) di trezeta, uno scarponcino che veste da molti anni fedelmente il piede di tante esploratrici che, grazie alle sue caratteristiche, vi camminano in comfort, leggerezza e protezione. dallo stile sobrio e piacevole, questo scarpone è pensato soprattutto per hiking, risultando tuttavia ideale anche per l’uso quotidiano in montagna e per camminate più impegnative, grazie alla presenza di una suola strutturata come da vibram® cheshirecat e di un giusto mix tra nubuck, pelle resistente e dal feeling pregiato, e tessuto sintetico nei punti strategici della caviglia. i tocchi di stile squisitamente femminile arricchiscono la scarpa, favorendo la scelta anche delle meno esperte. tecnicamente, juliette evo wp è resistente, robusta e compatta, sviluppata attorno a una forma specifica per hiking che garantisce adeguato spazio alle dita in punta, per consentire un uso prolungato nel tempo senza fastidiosi dolori articolari. la protezione viene incrementata dalla presenza della membrana water stopper, sviluppata da trezeta per impedire agli elementi esterni come acqua e detriti di penetrare verso il piede. infine, la zeppa è realizzata in eva, materiale che consente un’efficace dissipazione degli impatti con il suolo e una stabilità ottimale su tutte le superfici, dalle più morbide alla roccia, permettendo così alle nostre amiche di avventurarsi sulle montagne in pieno comfort e sicurezza. juliette evo wp: una volta provata, è difficile farne a meno!  

VAL VENOSTA | Tra meleti e storia

La val venosta è la parte più occidentale della provincia di bolzano, e si estende dal passo resia (al confine con l’arlberg austriaco) fino alle porte di merano. è una zona particolarmente bella da percorrere, sia a piedi, sia in bicicletta, oppure utilizzando il famoso trenino che collega le varie frazioni della valle. nel nostro itinerario, abbiamo scelto di visitare un paio di luoghi particolarmente significativi della val venosta. dopo aver lasciato la parte più bassa della valle, ci dirigiamo verso ovest e troviamo, poco distante dalla strada principale, svoltando a sinistra in corrispondenza di sluderno, la città di glorenza, patrimonio dell’unesco. si tratta di un magnifico borgo medievale, risalente al 1500, che conserva intatte le mura, fortificazioni militari volute dell’imperatore massimiliano i, e che sono uno dei punti di maggior attrazione del paese. entrando dalla porta principale della città, si rimane di stucco osservando le vecchie case e l’architettura tardo medievale: è come fare un balzo all’indietro nel tempo! conclusa la nostra visita a glorenza, spendiamo un po’ di tempo per degustare la specialità tipica della val venosta, la mela. infatti, grazie al particolare microclima della valle, questo frutto matura più lentamente e più intensamente, diventando un’autentica prelibatezza. inoltre, il metodo di coltivazione si basa sulla cosidetta “lotta integrata” che prevede l’introduzione di determinati insetti nei meleti per contrastare la diffusione dei parassiti. in questo caso, soprattutto la coccinella è diventata il vero simbolo che accompagna la mela della val venosta in tutto il mondo. fatta la nostra scorpacciata di mele (magari anche nella preparazione più tipica, lo strudel) ci muoviamo verso la meta finale del nostro itinerario, nel luogo più iconico e caratteristico dell’intera valle. si tratta del lago di resia, a pochi chilometri dal confine con l’austria, che è il più ritratto nelle foto dei turisti e nelle cartoline perché, nel bel mezzo delle acque, spunta un campanile. si tratta di una struttura del 1357 che si ergeva nel vecchio paese di curon venosta, che venne ricostruito più in alto nel 1950 per consentire la costruzione di un’importante diga per la produzione di energia idroelettrica. d’inverno, con le acque del lago ghiacciate, è possibile raggiungere a piedi il campanile, per scattare qualche foto ricordo di questo luogo così scenografico.  

NOHO TRAVELS | Alla scoperta di luoghi e persone

Di recente, abbiamo iniziato una collaborazione con arnaud, anima e cuore pulsante di noho travels, un blog in lingua francese dedicato alla passione per il viaggio, alla scoperta dei luoghi e delle genti che li abitano, all’insegna della conoscenza e della simpatia. grazie all’attività sui social (soprattutto instagram e facebook), noho travels è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di viaggio che, attraverso le immagini e i video di arnaud, rivivono esperienze passate oppure cercano i prossimi itinerari per le loro avventure. e grazie al taglio fresco e dinamico con il quale vengono presentati i luoghi, lo spettacolo della natura e le belle relazioni umane che si instaurano fra l’esploratore e le persone del posto. trezeta e noho travels, guidati dalle stesse motivazioni e dallo stesso approccio al mondo del viaggio e a una specifica filosofia del viaggiare, hanno iniziato pertanto una partnership, e grazie alla presenza nella collezione trekking di molti prodotti ideali all’attività di arnaud, questa collaborazione potrà sicuramente regalare momenti e contributi spettacolari. come primo prodotto, arnaud ha scelto top evo, una calzatura robusta e sostenitiva che assicura il massimo sostegno e comfort per lunghi periodi di utilizzo, un classico della collezione trezeta.

TREZETALOVERS | I nostri fan si raccontano

Iniziamo questa settimana una nuova tipologia di contenuti dedicati agli utilizzatori più avidi e intensi delle nostre calzature, dei veri e propri lovers del marchio trezeta che condividono con noi aspettative, aspetti e vita vissuta con ai piedi le loro scarpe preferite. il primo a parlarci è mattia albertin, un vero appassionato di outdoor e montagna. conoscevi già il marchio trezeta prima di acquistare il tuo paio di scarponi? si, mi è capitato più volte di incontrare le scarpe nei vari negozi di articoli sportivi nei quali mi reco di frequente per fare gli acquisti legati alla mia passione per la montagna. mi ha sempre incuriosito il nome così particolare e mi sono sempre domandato il perché di una scelta così strana… qual è stata la tua prima impressione indossando le scarpe? ottima! davvero, facili da indossare e appena allacciate mi è sembrato come se le avessi sempre portate… una sensazione difficile da trovare in altre calzature. cosa ti piace maggiormente del nostro prodotto? e cosa ti piacerebbe trovare in più nel futuro, per dire “wow”? sicuramente l’aspetto che mi piace di più è la vestibilità, le mie scarpe sono davvero comode anche dopo un uso intenso per tutto il giorno. per essere perfette, le vorrei solo leggermente più traspiranti. in quale avventura, impresa o sfida le tue trezeta sono state partner affidabili? in tutti i miei trekking di montagna sui percorsi di difficoltà anche eea (escursionisti esperti con attrezzatura). cosa hai potuto apprezzare nelle tue scarpe durante questa attività, rispetto ad altri prodotti? sicuramente il comfort in ogni situazione, sia in salita sia in discesa, aspetto molto delicato soprattutto nei percorsi misti. ci mandi un tuo pensiero dedicato a trezeta, da parte di un vero appassionato? certo! trezeta sono delle ottime calzature, per tutti i livelli di escursionista e non, ideali per tutti i tipi di terreno.

URBAN TREKS - RIGA: Una perla sul Baltico

Tra le città delle repubbliche baltiche, certamente la più frizzante e ricca di eventi, luoghi e situazioni da vivere è riga, la capitale della lettonia. fondata nel 1200 con lo scopo di evangelizzare le popolazioni pagane della livonia, crebbe negli anni di importanza, essendo uno dei centri più attivi della lega anseatica, l’alleanza di città dell’europa del nord creata per monopolizzare gli scambi commerciali tra germania, polonia, scandinavia, russia e paesi baltici. il centro storico è quindi costellato di case di legno ed edifici risalenti a quell’epoca, e per questo motivo riga è stata inserita tra le città patrimonio dell’unesco. per visitare la città, partiamo dalle sponde del fiume daugava e ci addentriamo in riga vecchia, dove tra vie strette e tortuose raggiungiamo il duomo, un edificio maestoso, la più grande chiesa protestante medievale di tutte le repubbliche baltiche. la guglia del campanile è uno dei simboli della città, mentre al suo interno si trova uno degli organi più antichi al mondo: assistere a un concerto di musica sacra è uno spettacolo da non perdere. lasciamo il duomo e ci dirigiamo verso la piazza del municipio, dove vediamo uno dei palazzi simbolo di riga: è la casa delle teste nere, sede un tempo di una confraternita di mercanti (detti teste nere poiché il loro patrono, san maurizio, era originario del nord africa e per questo raffigurato con la pelle scura all’ingresso dell’edificio), completamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e ricostruita fedelmente, nel suo splendore originale che si nota dalla facciata elaborata e dalla successione di archi e statue. proprio di fronte, si erge la grandiosa statua di rolando, un eroe considerato difensore della gente e rappresentato con spada e scudo; dalla punta della spada vengono misurate le distanze effettive tra riga e le altre città della lettonia. poco più avanti, scorgiamo uno dei campanili più alti d’europa, adiacente alla chiesa di san pietro: saliamo in cima e abbiamo una vista incredibile sulla capitale lettone e sul mar baltico. lasciamo la piazza per dirigerci verso un altro luogo simbolo della città, i tre fratelli, un colorato gruppo di tre palazzi, uno accanto all’altro, che si trovano in maza pils. il più antico dei tre è l’edificio in muratura più antico della lettonia, costruito nel quattrocento, mentre quello centrale risale al periodo barocco ed è la sede dell’interessante museo nazionale di architettura. l’ultimo, il più recente, venne costruito sul finire del diciannovesimo secolo e si differenzia dagli altri per le linee più squadrate. concludiamo il nostro tour alla scoperta di riga ritornando sulle rive della daugava, dove possiamo trovare una serie di moderni locali frequentati dai giovani (soprattutto hipster, uno stile che ha riscosso particolare successo da queste parti), per assaporare qualche piatto locale, come le aringhe fritte accompagnate dalla tipica salsa con panna acida e cipolla.

SALENTO | Quando mare e terra si abbracciano

Il salento è un’area della puglia che cattura con i suoi colori e i suoi sapori, di terra e di mare, con le cromie dei campi di cereali e verdura, dei legumi e della vegetazione selvatica. sui campi delle famose murge salentine crescono poi gli ingredienti fondamentali di una cucina semplice, fatta di prodotti della terra e dal pescato: l’olio extravergine di oliva, il vino negroamaro, la carne degli allevamenti locali, il pesce azzurro, l’orzo e il grano. la gastronomia locale è il riflesso del modo di vivere della gente locale, cultura del modo di vivere contadino che porta con sé secoli di antiche tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione. con sapiente uso delle spezie tipiche del mediterraneo, i prodotti poveri di quello che era un modo semplice e frugale di mangiare sono ora tipicità ricercate, come il pane cotto nel forno di pietra, la pasta rigorosamente fatta in casa condita con il sugo di polpette o carne di cavallo, oppure con i legumi, per il piatto tipico chiamato "ciceri e tria cu li frizzuli”. poi la purea di fave con cicoria accompagnata da crostini di pane raffermo, la “fae e cecore”, uno dei piatti più tipici della cultura salentina assieme alla “friseddhra ‘ncapunata”, un crostone di pane condito con i pomodorini, i capperi, le olive e altri prodotti della terra. essendo una penisola, il salento è pertanto a stretto contatto con il mare e la tradizione pescaiola si riflette anche nei piatti di pesce, che si preparano selezionando la materia prima nei folkloristici mercati del pesce, imbastiti alla bene meglio dai pescatori stessi dopo una notte passata in mare. le cozze fritte sono una delizia assoluta, così come le seppie ripiene al pecorino e la zuppa di pesce alla gallipolina, un piatto antichissimo, che alcuni sostengono affondi le sue radici addirittura nel periodo della magna grecia. altro prodotto fondamentale delle tavole salentine è il formaggio, prodotto artigianalmente nei caseifici locali. ovviamente protagonista il pecorino, fresco e stagionato, poi il cacio ricotta e la ricotta fresca, la giuncata, il caciocavallo dop e la stracciatella di mozzarella. tra i dolci, sicuramente entrano in gioco la frutta secca tipica del salento e che si inserisce in varie preparazioni. tuttavia, la parte dominante è sicuramente della pasta di mandorla, in mille forme. per accompagnare le pietanze della zona, ci sono infine le eccellenze vinicole: il già citato negroamaro, vino in purezza ricavato da un vitigno autoctono, ideale per i piatti di terra; il bianco di castel del monte per accompagnare le ricette di mare. e per la meditazione, un bicchiere di aleatico, un vino dolce dal sapore complesso e unico, troppo per essere ristretto solamente all’accompagnamento del dessert.

INDIGO W’S WP | Comodità e prestazioni

Trezeta ha studiato una calzatura specifica per il piede femminile, adatta all’uso su sentieri di montagna durante la stagione estiva e anche per tutti i giorni, grazie al look semplice e curato. traspirante e comoda, indigo w’s wp è in grado di affrontare ogni situazione grazie alla costruzione di qualità, realizzata utilizzando materiali di pregio e soluzioni tecniche e realizzative all’avanguardia. così, la tomaia è in morbida pelle scamosciata, resistente all’abrasione e perfettamente avvolgente il piede, con inserti in mesh traspirante sul puntale e sulla linguetta, per maggior ventilazione del piede in condizioni di caldo torrido. la membrana water stopper, esclusiva di trezeta, è una garanzia contro le infiltrazioni di acqua ed elementi esterni verso l’interno della scarpa, di fatto incrementando le prestazioni generali e il comfort del piede. la piattaforma è studiata per dare versatilità e adeguato sostegno alla camminata. l’intersuola in eva a due densità differenti è leggera e permette un’efficiente dissipazione degli impatti con il terreno. la suola vibram super rubber ha un disegno specifico per multisport, con tassellatura spaziata autopulente e protezione piena della punta per maggior versatilità e sicurezza su ogni superficie.

Outdoor Business Days | A Riva del Garda, appuntamento per il trade

Trezeta sarà presente all’appuntamento con gli outdoor business days, un nuovo format creato da sportpress in collaborazione con riva del garda fierecongressi, che si svolgerà domenica 15 e lunedì 16 luglio nella splendida cornice ambientale tra lago e montagna. questo evento trade è il riferimento per l’outdoor in italia, e combina situazioni di esposizione e networking con test di prodotto e approfondimenti: infatti, grazie alla conformazione unica del territorio attorno a riva del garda, è possibile testare sul campo varie tipologie di attività correlate ai prodotti degli espositori presenti, un’occasione unica per i negozianti di toccare con mano le prestazioni e verificare le attese. ma outdoor business days è anche uno spazio di oltre 2000 metri quadri, il palavela di riva del garda, nel quale tutte le aziende più prestigiose del settore outdoor espongono le nuove collezioni ed entrano in contatto con un pubblico qualificato e invogliato a scoprire le novità, in un contesto diverso dalle solite fiere di settore. vi aspettiamo a riva del garda per scoprire la nuova magnifica collezione trezeta, con le nuove calzature travel lifestyle, agli outdoor business days.

photos and videos