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SICILIA | Un assaggio di mare e terra

La Sicilia è una terra che delizia per ricchezza di prodotti e pietanze. Isola dalle caratteristiche uniche, immersa nel mar Mediterraneo che le dona un clima perfetto per far crescere e sviluppare alcuni frutti che sono famosi in tutto il mondo. È il caso degli agrumi, come i limoni, le arance e il bergamotto, che sono alla base di tante ricette di terra e di mare della cucina siciliana, delle composte e delle marmellate, per finire poi come frutta candita nell’incredibile pasticceria dell’isola. Poi, il pistacchio di Bronte, un’eccellenza tra tutta la frutta secca, usato sia nella cucina per dare un tocco di croccantezza per esempio al risotto, sia nella pasticceria e anche per fare il delizioso gelato tradizionale. Nella cucina siciliana dominano poi il pesce e le paste tradizionali: ogni genere di pescato viene sapientemente preparato secondo ricette tradizionali, come gli involtini di pesce spada alla messinese, con olive e pomodoro, le alici agli agrumi, o ancora il pescestocco alla messinese. Ricca di varietà anche la pasta, con la famosa Norma (pasta alle melanzane), la pasta con le sarde, il timballo di anellini alla palermitana, la pasta con i mascolini (una varietà di acciughe tipica della Sicilia) e poi ancora i maltagliati con l’aggrassatu (girello di vitello condito con cipolle e caciocavallo). I fritti poi sono famosi: l’arancino di riso (arancina in palermitano) è uno sfizio immancabile, buono a tutte le ore, poi le sarde a beccafico e la scuma fritta. Per finire, un doveroso cenno alla pasticceria siciliana, un vero must per gli intenditori: cannoli, pasta di mandorle, cassata siciliana, granita al caffè servita con panna montata e brioscia tipica, biscottini al sesamo, il cioccolato di Modica, tipico per la lavorazione a freddo degli ingredienti, la sfincia di San Giuseppe (altro dolce preparato con la deliziosa crema di ricotta), per finire con il tipico dolce di Natale, il Buccellato, un trionfo di fichi, mandorle, uva sultanina e cioccolato.

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URBAN TREKS - BRATISLAVA A passeggio per la città vecchia

Una città ricca di storia, di monumenti, di cultura e di eventi: è la poliedrica Bratislava, capitale della Slovacchia, una città che durante l’impero Austro-ungarico era crocevia di importanti flussi commerciali tra le due capitali del paese, Vienna e Budapest. Oggi è un posto giovane e vivace, che regala al visitatore ampie possibilità per goderne appieno. Partiamo nel nostro tour cittadino dal simbolo della capitale slovacca, il Castello, situato su una collina che domina l’intera città, del quale si hanno i primi cenni storici già nel X secolo, divenendo poi un’importante roccaforte ai tempi dell’impero Slavo e successivamente nel regno d’Ungheria. Al suo interno è collocato il Museo di Storia Nazionale Slovacca, che narra la storia delle popolazioni slovacche e custodisce una delle collezioni numismatiche più preziose d’Europa. Dopo un’attenta visita al museo, scendiamo dalla collina del castello e raggiungiamo la città vecchia, dove troviamo il Palazzo Vecchio, sede del potere amministrativo cittadino a partire dal XIII secolo, un edificio costruito in più stili, che annovera al suo interno un museo sul sistema di giustizia che vigeva ai tempi del feudalesimo. Non distante dal Palazzo Vecchio troviamo il Palazzo del Primate, una magnifica costruzione in stile classico, dalla sontuosa facciata e dagli interni sfarzosi, dove troviamo, tra le varie collezioni, quella dei dipinti dei regnanti di Ungheria. Passiamo poi per l’imponente cattedrale di San Martino, una chiesa gotica a tre navate, che per ben 250 anni è stata la sede delle incoronazioni dei sovrani del regno d’Ungheria: ben dieci re della dinastia degli Asburgo vennero consacrati al suo interno. Passando dalla porta di Michele, una torre gotica con il caratteristico tetto di rame, raggiungiamo quindi Palazzo Grassalkovich, un edificio rococo costruito nel Diciottesimo secolo per essere la residenza estiva dell’omonimo conte, presidente della camera reale ungherese e consigliere personale dell’imperatrice Maria Teresa; ora è la residenza ufficiale del presidente della Repubblica slovacca. Nella parte posteriore si trova uno splendido parco, immerso nel verde e lontano dal caos cittadino: perfetto per un breve relax in un tour così ricco di località di Bratislava.

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INDIGO W’S WP | Comfort e stile per utilizzo multisport

Disegnate e realizzate per trekking e hiking nel periodo estivo, le INDIGO W’S WP di Trezeta sono delle scarpe specifiche per donna, grazie alla forma anatomica studiata proprio per il piede femminile e alle imbottiture ergonomiche; una garanzia di comfort e prestazioni in ogni momento, anche in caso di utilizzo prolungato. La tomaia è realizzata in morbida pelle scamosciata e inserti in tessuto per favorire una migliore ventilazione e traspirazione del piede e il formarsi di un corretto microclima interno, accentuato dalla presenza della membrana Water Stopper, tecnologia esclusiva di Trezeta, che impedisce all’acqua e agli elementi esterni di penetrare e arrivare al piede. L’allacciatura avvolgente consente un fit personalizzato e una corretta regolazione della calzata, senza aggiustamenti continui durante l’attività sportiva. La zeppa è realizzata in EVA a doppia densità, più morbida su tallone e punta per fornire un ottimale assorbimento degli impatti con il suolo, mentre la parte centrale è stabile, leggera e performante. Infine, la suola Vibram® Super Rubber ha una scolpitura pensata per dare ottimo grip e aderenza su tutte le superfici, anche in condizioni di scarso appoggio e umido; è autopulente grazie ai canali di scarico fra i tasselli. Grazie alle colorazioni particolari, questa scarpa si presta anche a un utilizzo di tutti i giorni, abbinata all’abbigliamento casual per distaccarsi dalla folla anche per le vie del centro.

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URBAN TREKS - TOKYO Camminando tra antico e moderno

La capitale del Giappone è una metropoli molto estesa, che non può essere visitata per intero solamente camminando. Per questo, i trasporti urbani, puntualissimi per tradizione e orgoglio, sono un valido aiuto per raggiungere questo scopo. Tuttavia, per immergersi totalmente nell’atmosfera particolare della città, si possono intraprendere degli itinerari ad hoc, selezionando delle zone che val la pena vedere, a seconda delle proprie preferenze. Il periodo dell’anno consigliato per visitare la città è tra fine aprile e inizio maggio, ovvero quando la fioritura dei ciliegi raggiunge il suo culmine e lo scenario dei parchi cittadini è assolutamente mozzafiato. Abbiamo selezionato un paio di percorsi che toccano due zone completamente diverse della capitale: una legata alla tradizione, l’altra invece alla modernità. Il primo parte dalla stazione di Asakusa, in uno dei quartieri più antichi, dove è possibile subito visitare il tempio di Senso-Ji, il più antico di Tokyo, e uno dei più rappresentati nelle cartoline assieme all’adiacente pagoda di cinque piani. Da qui possiamo arrivare nel distretto di Ueno, dove troviamo una varietà di attrazioni che meritano una visita, come il parco, lo zoo e il Museo Nazionale di Tokyo. Infine, si raggiunge la parte conclusiva del primo percorso, nel quartiere di Yanaka, uno dei più antichi di tutta la capitale, dove le viuzze si intrecciano ed è possibile assaggiare la cucina di strada tradizionale, respirando forse l’ultima parte rimasta dell’atmosfera Shitamachi. Giungiamo alla stazione di Sendagi e concludiamo la nostra prima escursione a piedi nella città di Tokyo. Appuntamento al prossimo mese per la seconda parte del nostro itinerario, che sarà ben differente rispetto a quella appena descritta.

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VALPOLICELLA | Amarone, che delizia!

Poco distante dalla bella città di verona, conosciuta in tutto il mondo per le vicende di romeo e giulietta narrate dalla penna di william shakespeare, c’è una valle racchiusa tra il fiume adige e i monti lessini che, per varietà ed eccellenza dei suoi vini e prodotti, si colloca tra le più importanti di tutta italia. è la valpolicella, un territorio di circa 240 chilometri quadrati che dista pochi chilometri dal capoluogo di provincia, immerso nel verde delle colline solcate dai filari delle viti tipiche di questa zona: corvina, molinara e rondinella. da questi tre vitigni autoctoni nascono dei grandissimi vini: il valpolicella doc, un vino rosso corposo, ottimo da abbinare con formaggi stagionati e tutta la norcineria locale, di gran tradizione. la produzione di valpolicella è differenziata poi in alcuni altri vini, sempre con la stessa base: valpolicella classico, ottenuto solamente con uve di una zona ben definita; valpolicella ripasso, dove il vino viene messo a macerare con le vinacce per aumentare la sapidità e il carico alcolico. infine, il valpolicella superiore, che affinato per almeno un anno assume un tratto più deciso e più intenso. un vino molto particolare è il recioto, ottenuto da uve passite dei già citati vitigni, che per dolcezza e carattere viene considerato un vino da dessert, ottimo per esempio in abbinamento alla cioccolata fondente. ma il vero, grande protagonista della zona è un altro vino, creato dalla cantina sociale di valpolicella nella metà degli anni ‘30 e commercializzato poi nel 1953 dalla cantina di negrar. si tratta dell’amarone, un vino rosso passito secco ottenuto attraverso una selezione accurata dei migliori grappoli della vendemmia, lasciati poi ad appassire sui graticci per un periodo che varia a seconda della percentuale d’acqua dell’acino, in media 120 giorni. poi, dopo aver proceduto alla vinificazione, questo prestigioso vino deve essere invecchiato (solitamente in piccole botti chiamate barrique) per minimo due anni, come da disciplinare docg. il risultato è un vino dalla struttura complessa, dal forte sapore di amarena e frutta matura, con un grado alcolico minimo di 14. perfetto in abbinamento ai piatti di selvaggina tipici della zona, come cinghiale, capriolo, fagiano, a formaggi stagionati, a salumi, al lesso tipico del veronese (detto con la “pearà”, ovvero la pepata); utilizzato anche per il famoso risotto all’amarone, è anche un vino da meditazione, un calice importante degno di essere consumato da solo.

ITINERARI - MONGOLIA Seconda parte

Avevamo lasciato la prima parte del nostro viaggio alla scoperta dell’affascinante mongolia nei pressi del grande mare interno mongolo, il lago khuvsgul nuur. riprendiamo ora il nostro itinerario, che ci conduce subito nella zona più centrale del paese asiatico, laddove tra foreste di larici e betulle e impressionanti formazioni laviche, troviamo uno dei simboli della mongolia, la roccia sacra del gigante, un masso di circa 25 metri di altezza che si erge nel bel mezzo di un altopiano, ed è denominato taikhar chuluu. sulla sua superficie sono riportate più di 150 iscrizioni sacre, che vennero incise in questa meta di pellegrinaggio a partire dal vii secolo, in diversi idiomi, tra i quali il cinese, il mongolo, il tibetano e perfino il turco. lasciamo il gigante e ci inoltriamo nelle montagne khangai, a circa 2000 metri sul livello del mare, e troviamo l’importante monastero tövkhön, una costruzione del xvii che si erge su una parete rocciosa, circondato dalle foreste. incontriamo poi la rigogliosa valle del fiume orkhon, patrimonio dell’unesco: oltre alle bellezze paesaggistiche, in questi luoghi ci sono molte testimonianze archeologiche delle popolazioni antiche. questo è il luogo ideale per l’allevamento dei cavalli, che è una delle principali fonti di sopravvivenza per il popolo nomade. sempre seguendo il corso del fiume orkhon, ci imbattiamo nelle cascate di ulaan tsutgalan, imponenti con i loro 24 metri di altezza per 10 di larghezza. proprio nei pressi delle cascate, troviamo il campo gher dove mangiare le prelibatezze e pernottare nell’incanto della notte mongola. il giorno successivo raggiungiamo l’antica capitale della mongolia, karakorum, dove possiamo visitare il tempio dei mille tesori, erdene zuu, una delle mete spirituali più importanti di tutto il paese mongolo. infine, l’ultima parte del nostro viaggio ci porta a scoprire la regione dei monti dell’hugnu khaan, dove troviamo ogni varietà di territorio: pianura, collina, montagna, deserto e steppa. la distesa sabbiosa dell’elsen tasarkhai fa da preludio ai templi antichi di erdenekhamba e uvgun, che si possono raggiungere comodamente con una passeggiata. rientriamo poi a ulaanbaatar per un ultimo assaggio di cultura mongola, con una cena a base di prelibatezze locali e dell’ottima birra prodotta proprio nella capitale.

URBAN TREKS - FILADELFIA Nella città dell’amore fraterno

Perché la città di filadelfia, importante e storico centro urbano della pennsylvania, è detta “dell’amore fraterno”? nelle intenzioni di william penn, fondatore della città nel 1682, essa doveva divenire un esempio per libertà, eguaglianza e opportunità, e diventare la capitale della neocostituita colonia della pennsylvania, appunto. magari le nobili intenzioni di penn non sono state attese in toto, tuttavia filadelfia è una delle poche metropoli degli stati uniti che, accanto a un centro moderno e dinamico, offre numerose attrazioni di tipo storico e culturale. infatti, proprio qui venne firmata la dichiarazione d’indipendenza dall’inghilterra nel 1776, dai rappresentanti degli stati, guidati da george washington, nella independence hall, patrimonio mondiale dell’unesco; anche la città stessa, grazie ai 67 luoghi di interesse storico, è stata inclusa nell’elenco delle città patrimonio dell’unesco, la prima americana a riuscirci nel 2015. quindi percorriamo le vie di questa città, dense di storia e fascino, e dopo aver visitato per l’appunto la independence hall e la vicina liberty bell, la campana simbolo della città, ci dirigiamo verso il cuore pulsante della vita cittadina, market street, vera e propria arteria centrale del centro storico, racchiuso tra il fiume delaware e il suo affluente schuylkill. poi passiamo per il più grande parco della città, fairmount park, e possiamo ammirare anche le specie animali che vivono nello zoo, proprio dentro al parco. una visita per respirare un po’ di clima accademico alla university of pennsylvania, una delle più importanti di tutta la nazione, e la nostra visita volge al termine. prima, però, vogliamo provare a interpretare, in modo amatoriale, una delle più famose sequenze di un grande film girato proprio a filadelfia, rocky, nella quale il protagonista, sylvester stallone, durante un allenamento intenso termina la sua fatica percorrendo tutto d’un fiato la scalinata che porta al museo delle belle arti. un omaggio al cinema e un omaggio simbolico anche alla città di filadelfia.

TUAREG | Alla scoperta del deserto dei nomadi

C’è una popolazione che vive tra marocco e algeria avvolta da un alone di mistero: sono i tuareg, un popolo nomade che vive tra le dune del deserto del sahara, gente che si sposta in continuazione alla ricerca di acqua e di quel poco che la terra, così sterile, ha da offrire, per mangiare e per far riposare il loro mezzo di trasporto, il dromedario. abbiamo deciso di affrontare un viaggio all’interno del deserto lasciandoci guidare e vivendo alla maniera dei tuareg. per accompagnarci nell’impresa, le nostre trezeta adventure wp, uno scarponcino da hiking strutturato ma leggero, che garantisce ottimo comfort e protezione, anche in caso di utilizzo intenso. la sua struttura infatti è studiata per mantenere il piede asciutto e fresco, con la membrana water stopper, esclusiva di trezeta. inoltre, l’intersuola a due densità di eva permette un assorbimento degli urti e una stabilità senza paragoni, l’ideale per cavalcare il dromedario e muoversi tra terreni sabbiosi e rocciosi.  partiamo da merzuga, nel sud del marocco, proprio al confine con l’algeria, un territorio difficile non solo per la presenza del deserto. poco oltre, la catena montuosa dell’atlas, una volta superata si spalanca la porta dell’indefinito: è il sahara, il più grande deserto al mondo, una distesa di sabbia in continua mutazione. grazie alla perizia dei tuareg, e al loro innato senso di orientamento, il viaggio continua a passo spedito, senza intoppi. le cose più emozionanti avvengono sicuramente la sera, quando il campo per la notte è montato e ci si raduna di fronte al fuoco: il dialetto berbero che i tuareg parlano fra loro è incomprensibile, tuttavia molti hanno imparato le lingue occidentali, e così è piacevole scambiare quattro parole in francese, inglese e anche in italiano con questi personaggi dai tratti somatici diversi da quelli arabi, con la linea degli occhi accentuata dal kadjar (anche gli uomini lo usano) che spesso è anche l’unica cosa che traspare dal loro pesante abbigliamento di lana, che ricopre tutto. rimaniamo colpiti soprattutto dall’importanza data alla figura della donna, così diversa da come potevamo pensarla: è infatti centrale nella vita nomade, gestore di beni e di persone. e mentre ripensiamo alla nostra avventura, ricordiamo l’immagine più incredibile del nostro viaggio, al di là degli sconfinati panorami e delle dune: il cielo stellato della notte. semplicemente, unico.

LE LANGHE | Eccellenze della terra e molto di più

Inauguriamo questa settimana un nuovo filone di storie e itinerari dedicati alla scoperta di percorsi enogastronomici di assoluta eccellenza, suggerendo luoghi, pietanze e prodotti tipici per conoscere e capire tradizioni, gusto e territorio. partiamo con una zona molto conosciuta del piemonte, le langhe, situate tra le province di cuneo, asti e alessandria. caratterizzate da una serie di colline intervallate da brevi pianori, sono ricche di tradizione per quanto riguarda prodotti del suolo, elaborazioni culinarie e, naturalmente, produzione di vini famosi in tutto il mondo. il tartufo bianco di alba è uno dei simboli delle langhe: si tratta di un fungo ipogeo (che cresce sottoterra) dal tipico sapore pungente, che per tipologia, rarità e metodologia di raccolto è un prodotto fra i più cari al mondo. viene usato in cucina come completamento di numerosi piatti, tagliato a fettine sottilissime e posto sopra la pietanza completata. da provare con il risotto e con gli spaghetti, ma si sposa in modo perfetto soprattutto con l’uovo al tegame, diventando una vera leccornia. come abbinamento, abbiamo diversi vini della zona che si prestano: il dolcetto d’alba, per restare in paese, oppure il barolo o ancora il dolcetto di dogliani. un doveroso cenno meritano i grandi vini che vengono prodotti nelle langhe: alcuni corposi da tutto pasto, come barbera e il già citato dolcetto, poi le preziose docg della zona, il barolo (considerato uno dei vini più importanti a livello mondiale per qualità e caratteristiche organolettiche) e il barbaresco, altro vino di altissima qualità, il nebbiolo, antico vitigno del quale si hanno già testimonianze a partire dal seicento e che costituisce la base dei precedenti due vini. infine, la zona sfodera delle perle anche per quanto riguarda i vini aromatici e da dolce, quali il brachetto d’aqui, il moscato d’asti e l’asti spumante. oltre a vini e tartufo, nelle langhe vi sono innumerevoli altre specialità che attendono il turista enogastronomico: carni pregiate (di fassona piemontese), formaggi deliziosi (toma, duro di bra, robiola di roccaverano) e la nocciola igp del piemonte, esclusivamente nella varietà tonda del piemonte, la più richiesta dall’industria alimentare e base per la preparazione di numerosi dolci locali, tra i quali il fantastico torrone di nocciole delle langhe.

LE DONNE DI TAHITI | Alla scoperta delle suggestioni di Gauguin

Paul gauguin fu uno dei padri dell’impressionismo francese e divenne famoso già durante la sua esperienza pittorica in patria. amico fraterno di van gogh, alla ricerca della massima libertà di espressione, disgustato dalla deriva di sfruttamento della persona che la civiltà occidentale aveva preso, si rifugiò a tahiti, nella polinesia francese, per inseguire il suo sogno di vita. la sua arte venne profondamente influenzata dallo stile di vita primitivo e senza costrizioni della popolazione locale: gauguin ne rimase impressionato a tal punto da variare il cromatismo delle sue tele, che fino a quel momento era allineato alle tendenze dell’impressionismo ottocentesco, la trama della sua pennellata, per dare una chiave di lettura diversa all’osservatore. le sue rappresentazioni delle donne di tahiti, seppure a un primo sguardo possano sembrare semplici e quasi elementari, sono in realtà studiate per creare nello spettatore il medesimo senso di tranquillità e d’intimità delle donne. sono dipinte in riva al mare, in una posizione quasi di attesa, dove non traspare alcun senso di ansia, sebbene lo sguardo della donna in rosa, che volge a destra dell’osservatore, indichi comunque una situazione in divenire. questa serenità nella tela è pertanto il raggiungimento del fine ultimo dell’artista, quel concetto di massima libertà inseguito per tutta la vita. esistono diverse versioni del quadro due donne di tahiti, sicuramente la più famosa rimane la prima versione, che venne dipinta dall’artista nel 1891 ed è conservata nel museo d’orsay, a parigi.

SPRING EVO | Stile outdoor con un tocco di classe

Una piacevole sensazione di comfort, che si traduce in piedi rilassati e mai stanchi. possiamo dirlo dopo una giornata coi tacchi? no di certo, ma nemmeno con certe scarpe basse che sono senza struttura e non assicurano al piede protezione, stabilità e appoggio ottimali. invece, con le spring evo di trezeta, il nostro piede ci ringrazierà. grazie alla forma studiata in modo specifico ed esclusivo per seguire le linee del piede femminile, questa scarpa avvolge la pianta e il collo piede perfettamente, lasciando alle imbottiture anatomiche il compito di mantenere sempre nella posizione corretta il piede, in qualsiasi momento della camminata. poi, vogliamo parlare del look? squisitamente outdoor ma con tocchi di autentica classe, mai eccessivi ma sicuramente azzeccati: le cuciture in contrasto che richiamano la fodera e il laccio, così come il primo strato della zeppa, realizzata in microporosa, un materiale tecnico che assorbe gli urti e provvede a stabilizzare la scarpa durante la rullata. una tomaia in pelle scamosciata di alta qualità, con una nuance sabbia, perfetta per i ritmi cittadini, sfoggiando un abbigliamento informale dal chiaro richiamo outdoor. infine, un altro importante dettaglio tecnico, la suola vibram®, sinonimo di trazione, aderenza e sicurezza a ogni passo. per tutte le nostre amiche che non rinunciano alle loro trezeta, mai.

SHAREWOOD | Semplifica la tua esperienza di viaggio

Trezeta ha iniziato una partnership con sharewood, un gruppo di persone che offre un servizio particolare che si propone di sconvolgere le regole del gioco quando si parla di noleggio di attrezzatura sportiva e di esperienza di viaggio. ma chi è sharewood? è un nutrito gruppo di appassionati dell’attività sportiva outdoor, che lavora e pensa out of the box per trasformare le dinamiche di viaggio degli sportivi, attraverso la creazione di una piattaforma online dove gli appartenenti alla community possono condividere la loro attrezzatura, dare dei suggerimenti per itinerari di viaggio, raccontare vere e proprie storie di viaggio che diventano poi fonte di ispirazione per gli altri utenti. un progetto ambizioso, che sostiene un tipo di esperienza sportiva e outdoor ecosostenibile, attenta alle biodiversità, ai diritti delle persone e all’attenzione nei confronti degli utenti. una forma cosciente e avanzata di programmazione del viaggio, che libera sempre più entusiasti outdoor da fardelli legati all’acquisto di ingenti quantità di attrezzi, superandoli con questo moderno concetto di noleggio. tutte queste attività vengono poi viene raccolte in un interessante blog di viaggio, che racconta le esperienze degli utenti e funge da reale ispirazione per gli altri viaggiatori. una rivoluzione nel concetto di viaggio outdoor che coinvolge direttamente anche trezeta, che del viaggio e del suggerimento di nuovi itinerari, coinvolgenti e sempre diversi, ha fatto un caposaldo della propria narrazione della collezione.

URBAN TREKS - OSLO Da Holmenkollen a Aker Brygge

Visitiamo una delle città più sensibili alle tematiche ambientali di tutta europa, oslo, la capitale della norvegia, dove la concentrazione di spazi verdi e di aree di nuova urbanizzazione sono integrati piacevolmente grazie a una cultura architettonica di livello superiore, e alla lungimiranza di uno stato che investe ormai da decenni in fonti di energia rinnovabili e nella riduzione degli sprechi. ecco perché non sorprende girare per questa città, piacevole tutto l’anno grazie all’influenza del mare sul clima, e trovarsi di fronte una grande quantità di auto elettriche, di taxi e bus ad alimentazione non fossile, di una rete di mezzi pubblici efficiente e ben diffusa. un piccolo gioiello al quale si paga però un certo scotto, ovvero i prezzi, che per le tasche di un non-norvegese sono decisamente alti, in ogni settore. sfruttiamo allora questi mezzi pubblici ecologici per raggiungere la collina di holmenkollen, che domina la città: è una location famosa in tutto il mondo perché, oltre a essere il tempio del salto con gli sci (il più antico trampolino del mondo, l’holmenkollenbakken, si trova proprio qui), specialità assai cara ai norvegesi, è anche rinomata località per il biathlon e per lo sci di fondo: qui si sono tenute diverse edizioni dei campionati del mondo, l’ultima - di biathlon - proprio poco tempo fa. dopo la visita sportiva, cerchiamo di recuperare un po’ dal punto di vista culturale e ci rechiamo al museo edvard munch, che ospita molte opere del pittore norvegese, tra le quali ben quattro versione della sua opera più conosciuta, l’urlo. possiamo poi ammirare i resti di tre autentici velieri vichinghi nel museo delle navi vichinghe, parte del museo di storia naturale dell’università di oslo. infine, dopo sport e cultura, cerchiamo un po’ di divertimento e qualche piatto locale: il posto giusto è aker brygge, situato proprio a ridosso del fiordo di oslo, là dove sorgevano i cantieri navali. vero e proprio fulcro della vita mondana della capitale norvegese, con i suoi centri commerciali, vetrine e locali alla moda, e con il molo, che pullula di ristoranti e di bar con tavolini all’aperto, per una cena a base di pesce freschissimo oppure per qualche drink in una serata gradevole.

MISURINA: Una vista incantevole delle Dolomiti

C’è un posto, non molto distante da cortina d’ampezzo, nel cuore delle dolomiti bellunesi, del quale è veramente difficile non innamorarsi: è misurina, una località famosa soprattutto per il lago dalle acque cristalline (sempre ghiacciato d’inverno) ma anche per l’innumerevole quantità di percorsi e sentieri che è possibile praticare scegliendola come punto di partenza. inoltre, attorno a questa perla delle montagne nostrane, ci sono alcune delle località più rinomate di tutte le alpi: oltre alla già citata cortina, che è facilmente raggiungibile per la strada e percorrendo piste ciclabili o sentieri lunghi ma alla portata di chiunque, nei paraggi troviamo dobbiaco, sesto, san candido, auronzo, le tre cime di lavaredo… solo per nominare le più famose. quale può essere allora un bel percorso da fare a misurina? noi ne abbiamo scelti due: il primo è veramente semplice, la passeggiata tutto attorno al lago, che essendo in piano, è piacevole soprattutto nelle giornate assolate d’estate, e perché no, anche con dopo il disgelo primaverile, magari proteggendosi dal vento che spesso soffia e increspa la superficie delle acque del lago. il secondo itinerario è invece più storico, ed è la risalita del monte piana, un picco che troviamo a nord ovest del lago, dall’inconfondibile silhouette: la cima è infatti caratterizzata da un vasto plateau che fu tristemente teatro di battaglia durante la prima guerra mondiale. un’ascesa lunga ma non tecnica, ideale anche per famiglie e per gite giornaliere, con obbligo di visita al museo della guerra posto sulla vetta, che offre anche una vista unica, a 360 gradi, sulle dolomiti ampezzane, del cadore e di sesto.

Spring WP Nubuck | La tua compagna per la città

Ogni giorno ti stai muovi attraverso una vera giungla urbana. primo incontro alle 9 del mattino, poi improvvisamente una presentazione non programmata dalla parte opposta della città, due cambi di metropolitana... dai il tuo meglio per apparire alla grande, ma chi si sta prendendo cura dei tuoi piedi? trezeta lo fa. con la nostra nuova scarpa nubuck spring wp, non sentirai più il dolore delle sneakers strette e il tuo look rimarrà stupefacente, grazie al design minimale e ai materiali preziosi di queste calzature. quindi, sarai eccezionale la sera con i tacchi alti per il gala della cena, con caviglie e piante dei piedi rilassate. queste scarpe sono davvero un concentrato di tecnologia, materiali e soluzioni. in primo luogo, la morbida e comoda pelle nabuk utilizzata nella tomaia, che tiene il piede in posizione, senza vincoli o punti di pressione. per ottenere un corretto microclima interno, la tomaia è accoppiata con la membrana water stopper, esclusiva di trezeta, che blocca efficacemente le infiltrazioni di acqua ed elementi esterni. quindi, la zeppa in microporosa, ammortizzante e stabile, fornisce un sostegno perfetto per le gambe quando ci si arrampica per i quartieri di città, e garantisce prestazioni di lunga durata. la suola new runner di vibram®, lo specialista della gomma, è progettata per garantire presa sicura ad ogni passo, su qualsiasi superficie: un grande vantaggio sui marciapiedi bagnati. un modello di gusto urbano, che si adatta perfettamente al tuo stile di vita attivo.

PROVENZA: Attraversando sterminati campi di lavanda

La provenza è famosa per le sue pittoresche città medievali e per essere la capitale mondiale della lavanda. abbiamo deciso di esplorare la regione lontano dalle solite rotte turistiche, per ammirare paesaggi, sommersi dalla lavanda, che altrimenti non sarebbero conosciuti o visitati. dopo aver lasciato cavaillon, ci dirigiamo a coustellet, meglio di domenica mattina, quando la piazza cittadina si anima con il mercato locale. poi visita al museo della lavanda, una raccolta di immagini, video sulla coltivazione, raccolta e produzione di oli essenziali e cosmetici. tra bonniex e saignon, possiamo trovare l'estensione indefinita dei campi di lavanda nell'altopiano di claparèdes, e scoprire una vera delicatesse, il miele di lavanda. possiamo anche assaggiare alcuni distillati speciali nella distilleria agnel, con liquori estratti da cipresso, rosmarino e lavanda, o in apt, presso la distilleria coulet, rinomata per i suoi liquori alla lavanda. a saignon, con l'impressionante vista del famoso mont ventoux sullo sfondo, possiamo trovare tutti i tipi di verdure e frutti rari in un suggestivo negozio locale chiamato "le potager d'un curieux". quando arriviamo ad auribeau, un antico borgo in pietra, prendiamo la strada panoramica fino alla cima di mourre nègre, dove un'impareggiabile vista sul campo di lavanda riempirà il nostro cuore. proprio vicino al villaggio, c'è una piccola distilleria privata, dove è possibile acquistare incredibili estratti di miele e lavanda. alla fine, raggiungiamo sault, la vera capitale della lavanda, circondata da campi infiniti di questa coltivazione. qui è davvero possibile entrare in contatto con tante cose da imparare e apprezzare intorno alla lavanda: il jardin, con oltre 100 variazioni della pianta, il laboratorio sui profumi e metodi di produzione, e il percorso della lavanda: una vera immersione nei campi, circa 4 chilometri a piedi con spiegazioni e tutorial per neofiti del mondo della lavanda. periodo migliore dell'anno per visitare la provenza? da fine giugno a metà luglio, quando tutto diventa viola, lilla e profumato.  

GENNARGENTU: Sulle cime della Sardegna

In sardegna esiste un complesso montuoso di rara bellezza, che presenta ancora ampie zone selvagge e inospitali: il gennargentu, un massiccio che, oltre a presentare le due cime più alte di tutta l’isola (punta la marmora, la più alta con i suoi 1834 metri, e bruncu spina, alta solo sei metri in meno), offre agli escursionisti che lo scalano un panorama unico sull’intera isola sarda. a parte i numerosi itinerari escursionistici che la attraversano, quest’area è importante e molto rinomata per le specie animali e vegetali che si possono trovare, come l’aquila reale e il muflone sardo, oltre a una vegetazione molto rigogliosa e tipica dell’isola, con prati, garighe e macchie mediterranee, e boschi di ontani e roveri di altezza piuttosto rispettabile. per raggiungere il punto più alto della sardegna, decidiamo di usare i nostri fidati trezeta top evo, uno scarpone solido, che ci garantisce il giusto grado di protezione e sostegno in ogni condizione, studiato per fornire trazione eccellente su tutte le superfici. la tomaia in nabuk, accoppiata alla fodera water stopper di trezeta, consente la formazione di un corretto microclima interno alla scarpa, fondamentale per le lunghe giornate sui sentieri di montagna. il fascione in gomma, tutto intorno alla scarpa, poi, aumenta la resistenza della calzatura all’abrasione e protegge il piede da spuntoni di roccia, arbusti, rami e pietre. il look classico di top evo, infine, si adatta perfettamente ai sentieri del gennargentu, spesso tagliati da sorgenti con acque fresche che sono di ristoro lungo il cammino. la tradizione dell’allevamento della pecora si ritrova nel fondovalle, dove sono visibili i vecchi ovili, alcuni dei quali ancora funzionanti. da gustare le specialità locali come i formaggi, accompagnati dal pane carasau. per iniziare il sentiero che ci porta alla vetta, dobbiamo percorrere la strada comunale che si snoda dal passo di tascusì. il percorso è molto suggestivo, grazie alla presenza di scorci panoramici unici, che nelle giornate più serene possono offrire una vista su tutta la sardegna. inoltre, non è raro trovare sulla strade il muflone, tipico della zona, e avvistare qualche esemplare di aquila reale, uccello maestoso e uno dei più rari da osservare. siamo arrivati alla località arcu ‘gennargentu, dove troviamo il sentiero italia che, camminando tra rocce e vegetazione bassa, ci conduce fino alla sommità di punta la marmora: transitiamo dapprima per la seconda vetta dell’isola, bruncu spina, poi dopo un tratto in falsopiano finalmente siamo in cima alla sardegna! un’emozione forte, incrementata dalla vista impagabile su valli e pianori anche assai lontani, che non pensavamo di riuscire a vedere.

Flow Leather | La tua scarpa di tutti i giorni

Per gli amanti dell'outdoor che non possono rinunciare al comfort e alla protezione di prodotti hi-tech e performanti, ma hanno bisogno di un look adeguato per la città, flow leather rappresenta la soluzione ideale. il design elegante, l'uso di materiali e di costruzione di alta qualità, la solida piattaforma di questa scarpa ti faranno sentire in montagna... anche quando ti metti in coda al bar. costruita con pelle tamburata di alta qualità, la tomaia è semplice ma conquista al primo istante, grazie anche a una tonalità di marrone scuro che esalta i dettagli in contrasto. l'opzione doppio laccio consente un look personalizzabile, marrone per un aspetto ancora più serio, arancione per renderlo fresco. il rivestimento interno in pelle aggiunge più comfort anche per lunghe giornate in ufficio. la zeppa in microporosa è stabile e ammortizzante, conferisce ulteriore leggerezza e protegge il piede dai colpi quando si esce dai taxi e dalla metropolitana. una perfetta aderenza e trazione viene infine fornita dalla suola vibram® new runner, con una mescola specifica per attività multisport e prestazioni su tutte le superfici. semplifica i tuoi spostamenti cittadini e la urban life con trezeta flow leather.

La Mancia: Tra i mulini di Don Chisciotte

Nel cuore della spagna c’è un luogo che è diventato leggendario, grazie alle imprese di quel don chisciotte narrate sapientemente da miguel de cervantes: è la mancia, una regione vicina alla città di toledo che, tra assolate pianure e qualche sparuto rilievo montuoso, mostra ancora oggi i suoi abitanti più famosi: i mulini a vento. per visitarla, ogni periodo dell’anno è piacevole, forse un po’ caldo d’estate ma il fascino rimane immutato. il percorso che seguiamo è facile e si può completare in un paio di giorni, comprese delle visite istruttive ai molti musei della zona che educano sulle tradizioni più antiche della regione. partiamo da orgaz, una bella cittadina medievale con alcuni elementi architettonici veramente unici (come gli archi di san josé e belén, resti di due delle quattro porte d’accesso alla città) e raggiungiamo poi arisgotas, dove possiamo approfondire la conoscenza dei visigoti nel locale museo etnografico. per gustare una delle specialità della zona, ci addentriamo quindi in mora, famosa proprio per la produzione di olio d’oliva: d’obbligo una visita al museo locale e al frantoio, dove ancora oggi viene prodotto l’olio seguendo l’antico metodo. sulla strada che ci porta a tembleque ammiriamo due tipici mulini a vento della mancia, mentre nella città scopriamo alcuni degli elementi tipici dell’architettura locale, come gli edifici che compongono la plaza mayor. poco distante da tembleque, possiamo entrare in ben quattro mulini a vento perfettamente conservati e aperti al pubblico, vicino a el romeral. ci dirigiamo quindi verso le ultime due mete del nostro itinerario. nella città di consuegra possiamo visitare ben dodici mulini risalenti al xvi secolo che sono allineati sulla cima del colle calderico, chiamata anche "crestería manchega" di consuegra. da questo luogo la vista è incredibile, e le suggestioni create dai personaggi di de cervantes sembrano prendere vita in questo panorama unico. in città troviamo anche altri bellissimi edifici e monumenti, come il torrione della tercia. se abbiamo tempo, possiamo approfittare dei workshop organizzati dagli artigiani della città per imparare a lavorare la ceramica e il ferro, produzioni tipiche di consuegra. ultima tappa del nostro tour è madridejos, dove forse troviamo il mulino a vento più famoso che conclude anche la nostra visita, denominato tío genaro. per chi volesse, infine, un interessante museo dello zafferano educa sulla storia e la tradizione della coltura di questa fantastica pianta.

ISOLA D’ELBA: Meraviglie tra costa e vetta dell’isola

Le peculiarità dell’isola d’elba, la più grande tra tutte quelle che compongono l’arcipelago toscano, sono molte e quasi tutte conosciute: la meravigliosa successione delle spiaggette e delle anse, bagnate da acque cristalline, le rovine etrusche, i resti dei porti romani, la zona mineraria tra le più importanti di tutta europa. un altro fatto unico è che, in poche ore di cammino su percorsi hiking di tutto rispetto, passiamo dal mare alla vetta di una montagna di granito (che è il materiale di cui è fatta l’isola) di più di 1000 metri di altezza. questo è l’itinerario che abbiamo scelto di percorrere insieme alla scoperta degli scenari che mutano ad ogni curva, ogni volta più sorprendenti ed emozionanti, grazie alla complessità dei paesaggi e della loro origine. partendo da marciana, uno dei borghi medievali dell’isola e il più alto sul livello del mare, ci incamminiamo per raggiungere la vetta del monte capanne, un pezzo di granito che si erge nella parte occidentale dell’isola. ad accompagnarci nella nostra escursione, le nostre fedeli trezeta inca wp, uno scarponcino leggero e traspirante, ideale per affrontare escursioni di livello anche impegnativo su percorsi misti, proprio come quello dell’isola d’elba. infatti, grazie alla suola vibram® grivola abbiamo trazione efficace su ogni superficie, ottima ammortizzazione e stabilità. la tomaia, in pelle scamosciata e inserti traspiranti, è accoppiata alla membrana water stopper, sviluppata in esclusiva da trezeta, che rende la calzatura inaccessibile all’acqua e agli elementi esterni. la forma studiata per fornire il massimo comfort anche per utilizzi prolungati completa le funzionalità di questo scarponcino, che ripaga la nostra fiducia a ogni passo. prendiamo allora il sentiero che parte proprio dal paese di marciana e passiamo nella valle di pedalta, che giunge poi al romitorio di san cerbone, che venne eretto dai monaci benedettini nel 1421 proprio vicino alla grotta dove l'eremita passò gli ultimi momenti della sua vita. la salita verso la vetta del monte comincia in corrispondenza di un bosco di castagni, popolato tra gli alti da mufloni autoctoni, e passa poi attraverso grandi lastre di granito franate, i cosiddetti “macei”, all’ombra dei lecci. dopo aver incontrato un ricovero per il bestiamo con annesso manufatto di ristoro per i pastori, il sentiero si apre sulla verde valle della nivera e arriva finalmente sulla cima del monte capanne. qui, nelle giornate più serene, la vista incomparabile su tutta l’isola, sulle altre isole dell’arcipelago toscano, su corsica e sulla costa toscana saranno un autentico premio per lo spirito e cancelleranno la fatica sostenuta per raggiungere la vetta.

CORNOVAGLIA | La punta meridionale dell’Inghilterra

Soffocati dalla metropoli e dalle faccende quotidiane, decidiamo di lasciarci alle spalle per un intero weekend il brusio operoso della città e ci immergiamo nel verde e nel paesaggio unico della cornovaglia, la punta sud occidentale dell’inghilterra, una regione piena di luoghi affascinanti e scorci sconosciuti ai più che riescono però a ritemprare il fisico e la mente. raggiungiamo saint ives, che tra tutti i paesi del luogo è forse il più famoso e frequentato. da qui, possiamo sfogare la nostra voglia di evasione in alcuni posti non troppo lontani, che però ci consentono di modificare il nostro percorso a seconda delle emozioni e anche del tempo rimasto nella giornata. un luogo incantato, del quale abbiamo sentito parlare, è saint michael’s mountain, la vera e propria risposta inglese al mont saint michel francese, magari solamente un po’ più in piccolo… situato poco fuori il delizioso villaggio di marazion, è raggiungibile infatti solamente durante il periodo di bassa marea, e lo spettacolo della fila di turisti e locali che lo raggiunge camminando quasi sulle acque è veramente unico! il castello che sorge sul promontorio, poi, merita tutti i soldi del biglietto, avvolto dal tipico alone di mistero che circonda i manieri britannici. da qui seguiamo il tipico percorso lungo la costa e, dopo aver oltrepassato cape cornwall e aver incontrato le tipiche costruzioni delle miniere abbandonate, un tempo operanti nell’estrazione dello stagno, raggiungiamo il porticciolo di mousehole, dove noleggiamo un piccolo natante a vela per una piccola crociera nel mar di cornovaglia, aiutata dal tempo splendido e dal mare calmo, quasi un evento unico. governare la barca con il vento inglese è sempre sfidante, ma queste vecchie barchette sono costruite proprio per filare bene con vento sostenuto, attraverso un sapiente gioco di randa e fiocco riusciamo infatti a veleggiare da lupi di mare, con profonda soddisfazione e scarico dello stress accumulato durante la settimana. il rumore dello scafo che fende la superficie del mare è il nostro unico compagno: una vera pace dei sensi. dopo aver reso con un po’ di dispiacere la barca al legittimo proprietario, ci dirigiamo verso un’ultima meta, che popola le cartoline della zona: la miniera abbandonata poco fuori il paesino di saint agnes, un caseggiato isolato proprio al centro delle colline che collegano questo lembo di terra con il mare: uno scorcio immortalato innumerevoli volte, ma che oggi, fortunatamente, è poco affollato, consentendoci un relax e un po’ di riflessione sui tempi e sulla vita moderna, sdraiati all’ombra della ciminiera in disuso.

TREKKING SULL’ETNA

Tra mare e cielo sul vulcano più alto d’europa tra i tanti luoghi selvaggi e meravigliosi che caratterizzano il territorio italiano, forse il più suggestivo come scenari e tipologia di cammino per l’escursionista è costituito dalla rete di sentieri e percorsi panoramici lungo le pendici dell’etna, in sicilia, là dove si erge il più imponente massiccio vulcanico del continente. proprio grazie alla presenza di questi numerosi itinerari, qualunque amante dell’attività outdoor, dal principiante all’esperto, può intraprendere la sua personale avventura sul vulcano siciliano, e approfondirne la conoscenza seguendo le diverse aree tematiche e paesaggistiche che lo compongono. per affrontare in totale serenità questi percorsi, protetti in modo adeguato da una calzatura strutturata e robusta, abbiamo scelto le nostre trezeta hurricane evo wp, uno scarponcino dal taglio mid che unisce a una leggerezza eccezionale, un comfort e delle caratteristiche tecniche di prim’ordine, come la tomaia in pelle scamosciata, resistente e che avvolge perfettamente il piede grazie alla forma specifica per hiking. la protezione viene aumentata dalla presenza della membrana water stopper, esclusiva di trezeta, che non permette ad acqua ed elementi esterni di penetrare all’interno della calzatura e compromette il comfort del piede. la suola è infine pensata per i terreni misti che andremo ad affrontare sulle pendici dell’etna: zeppa in microporosa, resistente e ammortizzante, e battistrada vibram® winkler evo che assicura ottima trazione su ogni superficie, anche ghiaioni e terreni impervi e fangosi. per il nostro primo approccio con il vulcano, abbiamo deciso di percorrere due differenti itinerari che vengono proposti per la loro facilità a tutti i meno esperti: il primo sentiero di trekking tracciato in sicilia, nel 1991, che prende il nome dai monti neri degli zappini, con partenza e arrivo dal pianoro monte vetore, nella zona meridionale del monte, a circa 1700 metri sul livello del mare. lungo circa 4 chilometri, è facile da percorrere e lungo la pista si possono trovare molti punti di osservazione che spalancano la vista su alcuni sfondi meravigliosi, dalle colate laviche alle viste sul mare. l’altro percorso è invece quello che raggiunge i monti sartorius, partendo dal parcheggio del rifugio citelli a circa 1600 metri, che costituiscono uno dei più famosi luoghi lungo le pendici dell’etna e un prezioso punto di studio per i geologi. si possono osservare le tipiche formazioni laviche e anche i condotti secondari della lava, come il monte frumento delle cocazze. un po’ più impegnativo come percorso, soprattutto per la presenza di alcuni tratti più accidentati, ma alla portata comunque di chiunque. solo un piccolo inizio per studiare e godere delle splendide opportunità che questo gigante di lava ci offre e che sapremo sfruttare in ulteriori occasioni.

TWISTER WP: Per i giovani esploratori!

Trezeta è da sempre attenta al piede dei giovani hikers e per questo ha sviluppato una collezione specifica che asseconda le linee specifiche del piede dei più piccoli, con l’uso di una forma specifica e di imbottiture interne ergonomiche che consentono un comfort eccellente per i delicati piedi dei nostri ragazzi. tra le scarpe di questa linea, twister wp è un modello che, grazie alla colorazione sgargiante e alle caratteristiche tecniche di prim’ordine, saprà farsi largo nel cuore dei nostri piccoli appassionati. la tomaia assicura un ottimo grado di protezione grazie al profilo del collarino rialzato e ai rinforzi presenti sul puntalino e sul tallone. per il massimo della traspirazione, la parte superiore della scarpa è realizzata in tessuto sintetico leggero, mentre le pareti laterali e il rinforzo sulla caviglia sono di robusta pelle scamosciata, resistente agli strappi e all’abrasione. l’allacciatura è facile e divertente: i lacci scorrono attraverso gli occhielli e i passalacci in modo veloce e sono bloccati da un tiretto unico che può essere comodamente riposto sopra la linguetta: un impegno in meno per i genitori, una sfida in più che rafforza la propria autonomia, per i ragazzi! completa la tecnologia della tomaia l’esclusiva membrana water stopper di trezeta, che impedisce all’acqua e agli elementi esterni di penetrare in profondità e intaccare il piede, consentendo maggior comfort e protezione. il blocco suola è pensato per fornire resistenza, ammortizzazione e affidabilità su tutti i terreni, anche i più sconnessi e scivolosi: la suola trezeta rubber offre un ottimo assorbimento degli urti con il suolo, è leggera e garantisce stabilità maggiore grazie all’esclusivo design a x del battistrada, che permette mobilità alla scarpa durante la rullata e la torsione laterale. pensata per tutti i giovani che affrontano le prime avventure sulle montagna.

BLED: La perla della Slovenia

Qualche decina di chilometri a nord di lubiana, la capitale della slovenia, troviamo bled, una località che negli ultimi anni è stata prepotentemente inserita nelle destinazioni turistiche più belle da visitare in tutta europa. una volta giunti sul posto, è facile capire il perché: il panorama che si vede, da ogni angolo del lago omonimo, è un’autentica cartolina. lo scenario di sfondo solo le alpi giulie da una parte, e le montagne interne slovene dall’altra, in un gioco di colori e di linee assolutamente impareggiabile. un incanto per gli occhi in tutte le stagioni: difatti, se nella stagione autunnale le linee gialle disegnate dai larici sulle pendici dei monti sono interrotte dalle prime nevi e l’azzurro delle acque del lago non conosce paragoni, d’inverno le acque ghiacciate e la neve rendono bled ancora più affascinante; per non parlare poi della primavera, quando la fioritura colora le sponde del lago in ogni direzione, e rende ancora più visibile l’isola interna con la chiesa e il campanile che spiccano sull’acqua. e poi, l’estate, che rende piacevole solcare le acque del lago con una barca a remi, oppure fare un bagno nelle poche, purtroppo, aree consentite per la balneazione. questa è bled: un raffinato scenario da cartolina, che conquista il cuore da subito e consente poi svariate attività: il giro intorno al lago, lungo circa sei chilometri, è un ottimo circuito per allenarsi in bicicletta oppure correndo. attorno al castello ci sono alcuni interessanti percorsi panoramici che possono essere affrontati con tutta la famiglia. per gli appassionati, poi, il lago è il centro di canottaggio più importante di tutta la slovenia, uno sport che qui è molto popolare e seguito. infine, per non farsi mancare nulla, gustiamo qualche specialità locale, come la zuppa di porcini raccolti nei boschi vicini e la famosa, irresistibile torta di bled, o kremna rezina in sloveno, un trionfo di sapori con crema alla vaniglia, panna montata e croccante millefoglie, un vero e proprio peccato di gola che da oltre sessant’anni viene servito ai visitatori con successo clamoroso.

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