Facebook Instagram Pinterest

magazine

CARNIA | Alpeggi, vallate e borghi antichi

La Carnia è una parte del Friuli che spazia tra Tolmezzo e alcuni borghi montani ai piedi delle Alpi, come Sappada (da poco aggiunta dal Veneto), Sauris, Ravascletto, Prato Carnico, Ampezzo, Ovaro e Forni Avoltri. Grazie alla tradizione popolare, custodita di famiglia in famiglia, i piatti tipici della Carnia sono ancora oggi una parte fondamentale dell’alimentazione quotidiana, e un’autentica scoperta di gusto per il visitatore. I prodotti tipici di questa terra sono i formaggi e la ricotta, derivati dagli alpeggi e preparati nelle tipiche malghe, e questo si riflette anche nella preparazione di uno dei piatti più famosi della zona, il frico, un delizioso tortino di formaggio che viene cucinato con o senza patate, aromatizzato anche con cipolle, erbe e altre verdure. Le sue origini sembrano radicarsi nel XV secolo, secondo la ricetta del famoso cuoco del patriarca di Aquileia, Martino, nella variante dolce con cannella e zucchero. Un altro piatto della tradizione, che prevede il recupero di ogni genere di prodotto (per evitare qualunque spreco) è il cjarsons, una tipo di agnolotto che al suo interno contiene un ripieno che varia da valle a valle; il piatto tipico delle mogli dei mercanti (cramars) che, una volta tornati i mariti dai loro commerci oltralpe, recuperavano dal fondo dei cassetti i resti delle mercanzie e li usavano come ripieno. Dalla tradizione delle valli proviene anche l’altro grande piatto tipico della Carnia, proposto principalmente come antipasto: si tratta del Toc in Braide, un particolare piatto a base di polenta condita con una fonduta di formaggio e morchia (burro fuso con farina di mais tostata) chiamata appunto toc. Un piatto decisamente calorico che serviva ai contadini e ai malgari come ricarica per affrontare i lavori del giorno. Infine, è d’obbligo un assaggio del salume più pregiato della Carnia: il prosciutto crudo di Sauris, parente del prosciutto di San Daniele che si distingue però per un sapore più dolce e lievemente affumicato, preparato ancora oggi secondo i dettami antichi e favorito nella stagionatura dalla presenza della montagna, con l’aria fresca e incontaminata.

discover

VAL D’AOSTA | Tradizione nei sapori e nell’accoglienza

Siamo abituati a pensare la Valle d’Aosta unicamente per le possibilità che offre agli sciatori, grazie a centri come Courmayeur, Cervinia, Gressoney, La Thuile… Ma questa piccola regione, racchiusa tra Piemonte e Savoia francese, offre tantissime prelibatezze per chi desidera scoprire sapori e gusti a tavola, legati al territorio e alla storia di queste valli verdi che si insinuano tra le montagne più alte di tutte le Alpi. I prodotti di malghe e alpeggi sono tra quelli più rinomati e costituiscono la base sulla quale costruire un'esperienza di gusto valdostano: sono i grandi DOP della regione, come la Fontina, formaggio a media stagionatura molto saporito, il Valle d’Aosta Fromadzo, preparato usando unicamente il latte delle razze Valdostana pezzata rossa e pezzata nera, allevamenti tipici storici della Valle. Poi troviamo il Jambon de Bosses, il prosciutto crudo della Valle d’Aosta, che affonda le proprie radici addirittura nel Quattrocento, e una prelibatezza sopraffina che lascia estasiati: il Vallée d’Aoste Lard d’Arnad, un lardo che grazie alla particolare lavorazione sprigiona un aroma delicatamente dolce, perfetto per l’abbinamento con il pane nero tipico, riscaldato, oppure con una fetta di polenta abbrustolita. Per accompagnare questi prodotti DOC, nella valle si trovano anche delle eccellenze in ambito vitivinicolo: tra i bianchi, il Blanc de Morgeux et de La Salle, secco e aromatico, e il Chambave Muscat, dal carattere deciso e corposo. Tra i rossi, che subiscono l’influenza dei grandi vini del Piemonte, da provare l’Enfer d’Arvier, secco e vellutato, ottenuto in una specie di anfiteatro naturale sottoposto a un intenso irraggiamento solare (da qui il termine inferno); quindi il Donnas, un vino nobile, chiamato anche il fratello dei monti del Barolo, che dona il meglio di sé in abbinata con le carni e i formaggi della valle. Per finire, un assaggio del Nus Rouge, forse il vino più legato al territorio, del quale si ha notizia già dai tempi dei Romani; un boccato secco con note tanniche importanti, fruttato, ideale con una delizia come la motsetta, un salume tipico preparato con aromi della Valle e insaporito con il miele. Per chiudere il nostro tour, un bicchiere di grappa, oppure del liquore alle erbe e ginepro preparato secondo un’antica ricetta, il génépy.

discover

ISOLE SVALBARD | Più a nord del nord

Un luogo ricoperto di ghiacci e neve per la maggior parte dell’anno, il posto abitato più a nord del mondo: le isole Svalbard, una meta particolare che mostra al visitatore delle peculiarità di tipo naturalistico, storico e paesaggistico che costituiscono un ottimo motivo per raggiungere questa destinazione così lontana. La stagione migliore per attraccare in uno dei pochi villaggi delle isole è certamente l’estate, nella quale un timido manto erboso si affaccia dal disgelo superficiale del terreno, almeno nella zona costiera. All’interno, la neve e il ghiaccio la fanno da padrone 365 giorni all’anno, creando uno scenario polare incredibile e affascinante. La natura è ovviamente protagonista: infatti in questi posti si trovano alcune specie animali che è difficile trovare altrove, come tantissimi uccelli marini, oltre 30 specie che nidificano soprattutto sulle scogliere, poi la volpe artica, la piccola renna delle Svalbard e l’animale simbolo delle isole, l’orso polare, che essendo stato protetto dalla caccia, ha ripreso possesso del suo habitat e costituisce al tempo stesso un’attrazione e un pericolo per le spedizioni, in quanto alla costante ricerca di cibo. Sulla costa è possibile ammirare anche trichechi e foche, mentre in mare è frequente l’incontro con balene, beluga, orche e narvali. Le località più interessanti da visitare sono Longyearbyen, il villaggio più popoloso di tutte le isole e capoluogo dell’isola di Spitsbergen, la più estesa dell’arcipelago. Da qui partì la tragica spedizione del dirigibile Italia comandata dal generale Nobile, nel 1928, e divenne poi il centro di coordinamento dei soccorsi per il recupero dei superstiti dopo lo schianto del dirigibile con il pack artico. Alcuni oggetti della spedizione sono tuttora conservati nei musei della cittadina. Poi, di rilievo storico anche le località di Barentsburg e Pyramid, insediamenti sovietici degli anni ‘30 che per un lungo periodo di tempo costituirono un’enclave russa alle Svalbard per lo sfruttamento delle risorse minerarie (soprattutto carbone). In particolare gli abitanti di Barentsburg, nel periodo estivo, organizzano molti eventi folkloristici, e conservano la memoria storica mantenendo in vita il museo dei Pomory, i coloni russi che costruirono e svilupparono il villaggio.

discover

IL GIAPPONE DI HOKUSAI | Istantanee di un paese che non esiste più

Quando sfogliamo un manga, uno dei popolari fumetti giapponesi, che a partire dalla fine degli anni novanta hanno riscosso grande successo anche in occidente, grazie anche alla diffusione di serie animate sulla televisione, possiamo spesso notare i tratti molto marcati e le colorazioni accese. Queste peculiarità derivano direttamente dall’opera di Hokusai, forse il più grande artista giapponese, vissuto tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, famoso in tutto il mondo soprattutto per la magnifica xilografia “La Grande Onda di Kanagawa”, un’opera all’avanguardia del tempo nel quale venne realizzata. Ma Hokusai era un vero e proprio illustratore del suo tempo. Si dedicò, anima e corpo, all’arte usando lo stile Ukiyo-e (letteralmente, dipinto di un mondo fluttuante) che si caratterizzava per i contorni ben marcati, i colori accesi e l’assenza quasi totale di profondità. Le tematiche che Hokusai immortala nelle sue xilografie erano scene di vita quotidiana, il lavoro dei campi, la pesca, situazioni di vita familiare, donne e uomini dei cosiddetti ceti inferiori, come lottatori, cortigiane e altri ancora. Le sue serie di bozzetti (manga, appunto) sono la base per lo sviluppo del linguaggio fumettistico, con una precisa successione che lascia intendere lo sviluppo della storia e lo scorrimento del tempo. Il suo capolavoro, come già detto, è ritenuta La Grande Onda, realizzata tra il 1830 e 1831, copie della quale sono custodite nei più prestigiosi musei del mondo. In quest’opera, sono evidenti tutte le caratteristiche della pittura del maestro giapponese, dove una potente onda, spinta dalla forza e dalla violenza del mare è contrapposta alla sagoma imperitura del monte Fuji sullo sfondo. L’impatto visuale sullo spettatore è immediato: le barche dei pescatori, accerchiate dalla potenza delle acque, sono fragili e in balia di un destino sul quale nulla possono. Tuttavia, osservando la xilografia sembra di assistere a un pezzo di una storia di vita quotidiana più articolata, una sorta di istantanea estrapolata da una pellicola più lunga, dai colori vividi e brillanti.  

discover

LA PARIGI DI VINCENT VAN GOGH | Suggestioni e colori del pittore fiammingo

Nella sofferta esistenza di vincent van gogh, un tempo con relativa felicità, benessere fisico e morale, e grande produttività pittorica fu il suo soggiorno nella capitale francese, a partire dal 1886, incoraggiato a trasferirsi qui dal fratello theo, che già vi abitava in quanto curatore di una prestigiosa galleria d’arte. a parigi, van gogh respira un’aria diversa da quella della piccola neunen e anche di anversa, città nella quale aveva provato ad accedere ai corsi per diventare accademico di pittura. la metropoli francese, infatti, è un pot pourri di colori, suoni e occasioni, che il pittore fiammingo dapprima vive in prima persona, e poi immortala sulla sua tela. la sua produzione, grazie al miglioramento delle condizioni di salute, a una relativa agiatezza rispetto alle miserie della vita in olanda e belgio, e al deciso miglioramento dei rapporti con il fratello, diventa via via più vivace e meno tetra, con gamme cromatiche più chiare e leggere. grazie alla frequentazione della bottega di cormon, un pittore storico francese, conosce molti artisti parigini, tra i quali touluse-lautrec, monet, renoir, degas e anche gauguin. matura tra le strade della ville lumière la sua arte, che inizia ad avere i tratti tipici della maturità e presenta per la prima volta l’influenza dei maestri giapponesi, e si evolve verso quei caratteri di impressionismo e neoimpressionismo che saranno il motivo centrale della sua produzione fino alla morte. i luoghi di vincent a parigi sono pochi e ben definiti, un'area abbastanza limitata spazialmente con al suo interno asnières, sulle rive della senna dove si trovava a dipingere, en plein air, con l’amico paul signac (maestro del pointillisme), boulevard de clichy con il café du tamburin, e la butte montmartre con i suoi locali e le vie animate. convinto di aver completato il percorso di formazione come artista, van gogh lascerà parigi nel 1888, desideroso di visitare il mezzogiorno francese, la provenza, dove i colori caldi e chiari del mediterraneo costituivano un cambiamento totale per la tavolozza del pittore fiammingo.  

JULIETTE EVO WP | Un’icona senza tempo

Quando una persona riflette sui propri capisaldi, non può fare a meno di considerare anche gli accessori dei quali più si fida, che si mantengono fedeli nel tempo e che non deludono mai. questo pensiero riguarda anche le scarpe, compagne di viaggio predilette e custodi della parte più sollecitata del corpo, i piedi. ecco perché quando, anno dopo anno, si riesce a trovare, in una collezione di calzature, accanto ai nuovi modelli e alle varie innovazioni necessarie per rimanere aggiornati, lo stesso scarpone che già ci accompagna da tempo, non si può non essere investiti da un senso di sicurezza, appagamento e fiducia. è il caso di juliette evo wp, uno dei modelli più celebri (e celebrati) di trezeta, uno scarponcino che veste da molti anni fedelmente il piede di tante esploratrici che, grazie alle sue caratteristiche, vi camminano in comfort, leggerezza e protezione. dallo stile sobrio e piacevole, questo scarpone è pensato soprattutto per hiking, risultando tuttavia ideale anche per l’uso quotidiano in montagna e per camminate più impegnative, grazie alla presenza di una suola strutturata come da vibram® cheshirecat e di un giusto mix tra nubuck, pelle resistente e dal feeling pregiato, e tessuto sintetico nei punti strategici della caviglia. i tocchi di stile squisitamente femminile arricchiscono la scarpa, favorendo la scelta anche delle meno esperte. tecnicamente, juliette evo wp è resistente, robusta e compatta, sviluppata attorno a una forma specifica per hiking che garantisce adeguato spazio alle dita in punta, per consentire un uso prolungato nel tempo senza fastidiosi dolori articolari. la protezione viene incrementata dalla presenza della membrana water stopper, sviluppata da trezeta per impedire agli elementi esterni come acqua e detriti di penetrare verso il piede. infine, la zeppa è realizzata in eva, materiale che consente un’efficace dissipazione degli impatti con il suolo e una stabilità ottimale su tutte le superfici, dalle più morbide alla roccia, permettendo così alle nostre amiche di avventurarsi sulle montagne in pieno comfort e sicurezza. juliette evo wp: una volta provata, è difficile farne a meno!  

VAL VENOSTA | Tra meleti e storia

La val venosta è la parte più occidentale della provincia di bolzano, e si estende dal passo resia (al confine con l’arlberg austriaco) fino alle porte di merano. è una zona particolarmente bella da percorrere, sia a piedi, sia in bicicletta, oppure utilizzando il famoso trenino che collega le varie frazioni della valle. nel nostro itinerario, abbiamo scelto di visitare un paio di luoghi particolarmente significativi della val venosta. dopo aver lasciato la parte più bassa della valle, ci dirigiamo verso ovest e troviamo, poco distante dalla strada principale, svoltando a sinistra in corrispondenza di sluderno, la città di glorenza, patrimonio dell’unesco. si tratta di un magnifico borgo medievale, risalente al 1500, che conserva intatte le mura, fortificazioni militari volute dell’imperatore massimiliano i, e che sono uno dei punti di maggior attrazione del paese. entrando dalla porta principale della città, si rimane di stucco osservando le vecchie case e l’architettura tardo medievale: è come fare un balzo all’indietro nel tempo! conclusa la nostra visita a glorenza, spendiamo un po’ di tempo per degustare la specialità tipica della val venosta, la mela. infatti, grazie al particolare microclima della valle, questo frutto matura più lentamente e più intensamente, diventando un’autentica prelibatezza. inoltre, il metodo di coltivazione si basa sulla cosidetta “lotta integrata” che prevede l’introduzione di determinati insetti nei meleti per contrastare la diffusione dei parassiti. in questo caso, soprattutto la coccinella è diventata il vero simbolo che accompagna la mela della val venosta in tutto il mondo. fatta la nostra scorpacciata di mele (magari anche nella preparazione più tipica, lo strudel) ci muoviamo verso la meta finale del nostro itinerario, nel luogo più iconico e caratteristico dell’intera valle. si tratta del lago di resia, a pochi chilometri dal confine con l’austria, che è il più ritratto nelle foto dei turisti e nelle cartoline perché, nel bel mezzo delle acque, spunta un campanile. si tratta di una struttura del 1357 che si ergeva nel vecchio paese di curon venosta, che venne ricostruito più in alto nel 1950 per consentire la costruzione di un’importante diga per la produzione di energia idroelettrica. d’inverno, con le acque del lago ghiacciate, è possibile raggiungere a piedi il campanile, per scattare qualche foto ricordo di questo luogo così scenografico.  

NOHO TRAVELS | Alla scoperta di luoghi e persone

Di recente, abbiamo iniziato una collaborazione con arnaud, anima e cuore pulsante di noho travels, un blog in lingua francese dedicato alla passione per il viaggio, alla scoperta dei luoghi e delle genti che li abitano, all’insegna della conoscenza e della simpatia. grazie all’attività sui social (soprattutto instagram e facebook), noho travels è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di viaggio che, attraverso le immagini e i video di arnaud, rivivono esperienze passate oppure cercano i prossimi itinerari per le loro avventure. e grazie al taglio fresco e dinamico con il quale vengono presentati i luoghi, lo spettacolo della natura e le belle relazioni umane che si instaurano fra l’esploratore e le persone del posto. trezeta e noho travels, guidati dalle stesse motivazioni e dallo stesso approccio al mondo del viaggio e a una specifica filosofia del viaggiare, hanno iniziato pertanto una partnership, e grazie alla presenza nella collezione trekking di molti prodotti ideali all’attività di arnaud, questa collaborazione potrà sicuramente regalare momenti e contributi spettacolari. come primo prodotto, arnaud ha scelto top evo, una calzatura robusta e sostenitiva che assicura il massimo sostegno e comfort per lunghi periodi di utilizzo, un classico della collezione trezeta.

TREZETALOVERS | I nostri fan si raccontano

Iniziamo questa settimana una nuova tipologia di contenuti dedicati agli utilizzatori più avidi e intensi delle nostre calzature, dei veri e propri lovers del marchio trezeta che condividono con noi aspettative, aspetti e vita vissuta con ai piedi le loro scarpe preferite. il primo a parlarci è mattia albertin, un vero appassionato di outdoor e montagna. conoscevi già il marchio trezeta prima di acquistare il tuo paio di scarponi? si, mi è capitato più volte di incontrare le scarpe nei vari negozi di articoli sportivi nei quali mi reco di frequente per fare gli acquisti legati alla mia passione per la montagna. mi ha sempre incuriosito il nome così particolare e mi sono sempre domandato il perché di una scelta così strana… qual è stata la tua prima impressione indossando le scarpe? ottima! davvero, facili da indossare e appena allacciate mi è sembrato come se le avessi sempre portate… una sensazione difficile da trovare in altre calzature. cosa ti piace maggiormente del nostro prodotto? e cosa ti piacerebbe trovare in più nel futuro, per dire “wow”? sicuramente l’aspetto che mi piace di più è la vestibilità, le mie scarpe sono davvero comode anche dopo un uso intenso per tutto il giorno. per essere perfette, le vorrei solo leggermente più traspiranti. in quale avventura, impresa o sfida le tue trezeta sono state partner affidabili? in tutti i miei trekking di montagna sui percorsi di difficoltà anche eea (escursionisti esperti con attrezzatura). cosa hai potuto apprezzare nelle tue scarpe durante questa attività, rispetto ad altri prodotti? sicuramente il comfort in ogni situazione, sia in salita sia in discesa, aspetto molto delicato soprattutto nei percorsi misti. ci mandi un tuo pensiero dedicato a trezeta, da parte di un vero appassionato? certo! trezeta sono delle ottime calzature, per tutti i livelli di escursionista e non, ideali per tutti i tipi di terreno.

URBAN TREKS - RIGA: Una perla sul Baltico

Tra le città delle repubbliche baltiche, certamente la più frizzante e ricca di eventi, luoghi e situazioni da vivere è riga, la capitale della lettonia. fondata nel 1200 con lo scopo di evangelizzare le popolazioni pagane della livonia, crebbe negli anni di importanza, essendo uno dei centri più attivi della lega anseatica, l’alleanza di città dell’europa del nord creata per monopolizzare gli scambi commerciali tra germania, polonia, scandinavia, russia e paesi baltici. il centro storico è quindi costellato di case di legno ed edifici risalenti a quell’epoca, e per questo motivo riga è stata inserita tra le città patrimonio dell’unesco. per visitare la città, partiamo dalle sponde del fiume daugava e ci addentriamo in riga vecchia, dove tra vie strette e tortuose raggiungiamo il duomo, un edificio maestoso, la più grande chiesa protestante medievale di tutte le repubbliche baltiche. la guglia del campanile è uno dei simboli della città, mentre al suo interno si trova uno degli organi più antichi al mondo: assistere a un concerto di musica sacra è uno spettacolo da non perdere. lasciamo il duomo e ci dirigiamo verso la piazza del municipio, dove vediamo uno dei palazzi simbolo di riga: è la casa delle teste nere, sede un tempo di una confraternita di mercanti (detti teste nere poiché il loro patrono, san maurizio, era originario del nord africa e per questo raffigurato con la pelle scura all’ingresso dell’edificio), completamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e ricostruita fedelmente, nel suo splendore originale che si nota dalla facciata elaborata e dalla successione di archi e statue. proprio di fronte, si erge la grandiosa statua di rolando, un eroe considerato difensore della gente e rappresentato con spada e scudo; dalla punta della spada vengono misurate le distanze effettive tra riga e le altre città della lettonia. poco più avanti, scorgiamo uno dei campanili più alti d’europa, adiacente alla chiesa di san pietro: saliamo in cima e abbiamo una vista incredibile sulla capitale lettone e sul mar baltico. lasciamo la piazza per dirigerci verso un altro luogo simbolo della città, i tre fratelli, un colorato gruppo di tre palazzi, uno accanto all’altro, che si trovano in maza pils. il più antico dei tre è l’edificio in muratura più antico della lettonia, costruito nel quattrocento, mentre quello centrale risale al periodo barocco ed è la sede dell’interessante museo nazionale di architettura. l’ultimo, il più recente, venne costruito sul finire del diciannovesimo secolo e si differenzia dagli altri per le linee più squadrate. concludiamo il nostro tour alla scoperta di riga ritornando sulle rive della daugava, dove possiamo trovare una serie di moderni locali frequentati dai giovani (soprattutto hipster, uno stile che ha riscosso particolare successo da queste parti), per assaporare qualche piatto locale, come le aringhe fritte accompagnate dalla tipica salsa con panna acida e cipolla.

SALENTO | Quando mare e terra si abbracciano

Il salento è un’area della puglia che cattura con i suoi colori e i suoi sapori, di terra e di mare, con le cromie dei campi di cereali e verdura, dei legumi e della vegetazione selvatica. sui campi delle famose murge salentine crescono poi gli ingredienti fondamentali di una cucina semplice, fatta di prodotti della terra e dal pescato: l’olio extravergine di oliva, il vino negroamaro, la carne degli allevamenti locali, il pesce azzurro, l’orzo e il grano. la gastronomia locale è il riflesso del modo di vivere della gente locale, cultura del modo di vivere contadino che porta con sé secoli di antiche tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione. con sapiente uso delle spezie tipiche del mediterraneo, i prodotti poveri di quello che era un modo semplice e frugale di mangiare sono ora tipicità ricercate, come il pane cotto nel forno di pietra, la pasta rigorosamente fatta in casa condita con il sugo di polpette o carne di cavallo, oppure con i legumi, per il piatto tipico chiamato "ciceri e tria cu li frizzuli”. poi la purea di fave con cicoria accompagnata da crostini di pane raffermo, la “fae e cecore”, uno dei piatti più tipici della cultura salentina assieme alla “friseddhra ‘ncapunata”, un crostone di pane condito con i pomodorini, i capperi, le olive e altri prodotti della terra. essendo una penisola, il salento è pertanto a stretto contatto con il mare e la tradizione pescaiola si riflette anche nei piatti di pesce, che si preparano selezionando la materia prima nei folkloristici mercati del pesce, imbastiti alla bene meglio dai pescatori stessi dopo una notte passata in mare. le cozze fritte sono una delizia assoluta, così come le seppie ripiene al pecorino e la zuppa di pesce alla gallipolina, un piatto antichissimo, che alcuni sostengono affondi le sue radici addirittura nel periodo della magna grecia. altro prodotto fondamentale delle tavole salentine è il formaggio, prodotto artigianalmente nei caseifici locali. ovviamente protagonista il pecorino, fresco e stagionato, poi il cacio ricotta e la ricotta fresca, la giuncata, il caciocavallo dop e la stracciatella di mozzarella. tra i dolci, sicuramente entrano in gioco la frutta secca tipica del salento e che si inserisce in varie preparazioni. tuttavia, la parte dominante è sicuramente della pasta di mandorla, in mille forme. per accompagnare le pietanze della zona, ci sono infine le eccellenze vinicole: il già citato negroamaro, vino in purezza ricavato da un vitigno autoctono, ideale per i piatti di terra; il bianco di castel del monte per accompagnare le ricette di mare. e per la meditazione, un bicchiere di aleatico, un vino dolce dal sapore complesso e unico, troppo per essere ristretto solamente all’accompagnamento del dessert.

INDIGO W’S WP | Comodità e prestazioni

Trezeta ha studiato una calzatura specifica per il piede femminile, adatta all’uso su sentieri di montagna durante la stagione estiva e anche per tutti i giorni, grazie al look semplice e curato. traspirante e comoda, indigo w’s wp è in grado di affrontare ogni situazione grazie alla costruzione di qualità, realizzata utilizzando materiali di pregio e soluzioni tecniche e realizzative all’avanguardia. così, la tomaia è in morbida pelle scamosciata, resistente all’abrasione e perfettamente avvolgente il piede, con inserti in mesh traspirante sul puntale e sulla linguetta, per maggior ventilazione del piede in condizioni di caldo torrido. la membrana water stopper, esclusiva di trezeta, è una garanzia contro le infiltrazioni di acqua ed elementi esterni verso l’interno della scarpa, di fatto incrementando le prestazioni generali e il comfort del piede. la piattaforma è studiata per dare versatilità e adeguato sostegno alla camminata. l’intersuola in eva a due densità differenti è leggera e permette un’efficiente dissipazione degli impatti con il terreno. la suola vibram super rubber ha un disegno specifico per multisport, con tassellatura spaziata autopulente e protezione piena della punta per maggior versatilità e sicurezza su ogni superficie.

Outdoor Business Days | A Riva del Garda, appuntamento per il trade

Trezeta sarà presente all’appuntamento con gli outdoor business days, un nuovo format creato da sportpress in collaborazione con riva del garda fierecongressi, che si svolgerà domenica 15 e lunedì 16 luglio nella splendida cornice ambientale tra lago e montagna. questo evento trade è il riferimento per l’outdoor in italia, e combina situazioni di esposizione e networking con test di prodotto e approfondimenti: infatti, grazie alla conformazione unica del territorio attorno a riva del garda, è possibile testare sul campo varie tipologie di attività correlate ai prodotti degli espositori presenti, un’occasione unica per i negozianti di toccare con mano le prestazioni e verificare le attese. ma outdoor business days è anche uno spazio di oltre 2000 metri quadri, il palavela di riva del garda, nel quale tutte le aziende più prestigiose del settore outdoor espongono le nuove collezioni ed entrano in contatto con un pubblico qualificato e invogliato a scoprire le novità, in un contesto diverso dalle solite fiere di settore. vi aspettiamo a riva del garda per scoprire la nuova magnifica collezione trezeta, con le nuove calzature travel lifestyle, agli outdoor business days.

ALTO ADIGE | Nella strada del vino

Il territorio dell’alto adige è particolare, una successione di rilievi montuosi spesso ricoperti di neve anche fino a tarda primavera, e di vallate che, nonostante il clima invernale molto rigido, riescono a regalare prodotti di assoluta qualità e vere eccellenze che si tramutano in grandi piatti della tradizione montana e, per quanto riguarda le uve, in vini incredibili che negli ultimi anni hanno ricevuto importanti riconoscimenti in tutto il mondo. tra i prodotti della terra, soggetti naturalmente alla stagionalità, si trovano i fantastici asparagi della zona di merano, dal diametro più grosso rispetto a quelli di cimadolmo e bassano, ma tenerissimi e dolci, da provare con una grattugiata di rafano fresco e una fetta di spalla di prosciutto cotta nel forno a legna. poi, tutte le preparazioni che seguono la tradizione norcina delle valli, quindi lo speck affumicato, anch’esso tra le eccellenze della regione, i salumi di selvaggina, le varie tipologie di wurstel che possiamo trovare anche artigianali, nelle piccole macellerie di paese, che degustati in modo semplice, con pane di segale e un tocco di senape, regalano emozioni al palato. anche i primi piatti sono veramente delle delizie: la zuppa di orzo e verdure, con aggiunta di cubetti di speck, gli spaetzli (piccoli gnocchi dalla forma allungata) conditi con burro fuso e formaggio, i ravioli con ripieno di ricotta e rapa rossa. e per finire, un ottimo strudel preparato con le mele igp della val venosta, altra grande eccellenza del territorio. nella strada del vino, che passa attraverso paesi come appiano, caldaro, termeno e cortaccia, ci sono una moltitudine di cantine che, negli anni, hanno creato dei percorsi di degustazione che lasciano a bocca aperta, grazie agli abbinamenti azzeccati e alla squisita qualità dei loro vini. moscato giallo, gewurztraminer, mueller thurgau, pinot grigio e riesling sono i grandi vini bianchi, aromatici, molto minerali e dal grado sostenuto: serviti alla giusta temperatura regalano note fruttate, sostenute nel tempo. lagrein, schiava e pinot nero sono le etichette di vino rosso più rinomate: anch’esse con grado elevato, note di bacche rosse e ciliegia, persistenti al palato e grandi in abbinata agli arrosti delle gasthof locali.

COLLINE DI VALDOBBIADENE | Nella terra del Prosecco DOCG

La parte settentrionale della provincia di treviso è percorsa dolcemente da una serie di colline di origine vulcanica che, per conformazione del territorio e del terreno, sono storicamente dedicate alla coltivazione della vite, in particolare il vitigno glera, da cui si ottiene il prosecco, uno dei vini italiani più rinomati al mondo. vi sono due zone principali dove il prosecco prende vita: le colline di asolo e, dopo l’interruzione causata dal corso del fiume piave, quelle che da valdobbiadene si dirigono verso est e finiscono in corrispondenza di conegliano. sono le celebri colline del prosecco docg, una delle eccellenze vinicole della zona e la ragione della nascita di innumerevoli cantine in tutta la zona, che consentono di effettuare veri e propri tour enogastronomici per assaporare molto più che un bicchiere di vino. una delle soluzioni più green e al tempo stesso piacevoli per immergersi a fondo nella regione del vino prosecco è percorrerla usando la bicicletta. ci sono infatti degli itinerari, con una bella e semplice segnaletica, che conducono a scoprire, solo nelle immediate vicinanze di valdobbiadene, piccoli borghi come campea, guia, santo stefano, san pietro di barbozza, combai e altri ancora. in ogni villaggio, si possono trovare tante cantine che fanno assaggiare le diverse varietà del prosecco, che si può trovare nelle versioni extra dry (la più “semplice” da bere, grazie all’elevata presenza di zuccheri), dry, brut, extra brut e colfondo. quest’ultima versione, non ancora riconosciuta dal disciplinare del consorzio, è particolare perché la rifermentazione che conferisce la tipica bollicina non avviene in autoclave (come succede per tutti i docg e i doc, con il metodo martinetti-charmat), ma in bottiglia, seguendo così il metodo classico (o champenoise) e di fatto staccandosi un po’ dal resto del gruppo. ma nella zona di valdobbiadene e colline si possono gustare anche molti prodotti del territorio che solo alla vista fanno venire l’acquolina alla bocca: in quasi tutte le cantine, infatti, si producono gustosi insaccati come il salame nostrano e la soppressa, il cotechino, l’ossocollo e altri ancora. famosi poi sono i piatti della tradizione, come le pappardelle al sugo d’anatra, i bigoli in salsa, la sopa coada (una zuppa di piccione), gli arrosti e lo spiedo di carne miste, lo stracotto di musso (asino), da accompagnare con un buon bicchiere di cabernet o merlot locale. per concludere, spazio ai formaggi: il piave dop vecchio riserva, invecchiato oltre 18 mesi, un’esplosione di sapore nel palato, da servire con una composta di cipolle e un bicchiere di prosecco passito, una delizia introvabile.

IN BRETAGNA | Un viaggio nel promontorio francese

Quel lembo di terra, che pare quasi staccarsi dalla francia per avere propria autonomia, ha una storia, un territorio e dei posti davvero unici da visitare: è la bretagna, un vasto promontorio che si insinua nel canale della manica e costituisce la più lunga frazione costiera della francia, con oltre 2000 chilometri di litorale. abbiamo deciso di visitare alcuni dei luoghi più caratteristici della regione, accompagnati da un paio di prodotti trezeta particolarmente indicati per il terreno che incontreremo. la bellissima spring evo, nella colorazione beige azzurro, perfetta per il piede e anche per le esigenze di stile tutte al femminile, è creata per fornire massime prestazioni e comfort in ogni situazione, grazie alla tomaia morbida pelle scamosciata.. la suola in microporosa e battistrada vibram® è l’ideale per muoversi tra la spiaggia e la scogliera, che in bretagna si trovano in alternanza a piccoli fiordi e cale, lungo tutta la linea costiera. invece, per lui, niente di meglio che la bellissima flow wp nella colorazione blu e lime, che è una calzatura outdoor costruita con membrana water stopper di trezeta e zeppa in microporosa, ammortizzante e stabile, ideale per muoversi nell’entroterra bretone, alla scoperta di menhir, dolmen e cairn, costruiti dalle popolazioni primitive che abitavano la zona e che hanno lasciato molte interessanti testimonianze. infatti, la bretagna possiede il maggior numero di monumenti megalitici di tutta europa, costruiti all’epoca del neolitico, ben prima dell’arrivo dei celti nella penisola bretone. ma la scoperta di questa regione unica va ben oltre l’archeologia: si possono trovare panorami unici in corrispondenza della costa, laddove scogliere a picco sul mare, frastagliate e intagliate dal mare e dal vento, si alternano a dune sabbiose interrotte a loro volta da insenature e anfratti. e anche le città riservano degli scenari veramente unici: rennes, lorient, brest e forse la più tipica tra le città bretoni, quimper, con il suo centro cittadino medievale, caratterizzato dalle mura intatte, conservate fino ai nostri giorni. per finire, saint-malo, forse una delle città storiche più famose di tutta la francia, situata alla foce del fiume rance, che divenne famosa nel rinascimento per essere la città rifugio dei corsari, i pirati che vennero poi reclutati dai re di francia nel seicento per andare a caccia di velieri inglesi e spagnoli per i sette mari. nonostante i pesanti danneggiamenti dovuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, il centro storico della città presenta ancora i maestosi palazzi dei corsari, costruiti grazie alle ricchezze che conquistavano durante i loro arrembaggi. gustando un piatto di ostriche locali, famose in tutto il mondo, accompagnato da un bicchiere di muscadet ci congediamo dalla bretagna e sicuramente dovremo tornarci per scoprire tante altre meraviglie del territorio.

NATURAL GAMES 2018 | Un evento multisport spettacolare

Trezeta quest’anno è stata partner e sponsor dell’evento natural games 2018, svoltosi nella magnifica cornice di pubblico e di organizzazione nella storica città francese di millau, nel dipartimento dell’avairon, nel sud della francia, un sito outdoor selvaggio e intatto, riconosciuto anche come patrimonio dell’unesco. a millau, lo sport è molto più che un divertimento, è il mezzo con cui si può scoprire un ambiente multisfaccettato, nel cuore del parco naturale del grands causses. dall’amatore al professionista, tutti riescono a godere della natura circostante. quale location migliore, dunque, per un evento legato a una moltitudine di diverse discipline? natural games è questo: competizione in diversi sport legati al territorio e all’outdoor (tra i quali, arrampicata, mtb, kayak, sup, parapendio acrobatico e molti altri), musica con dj set e concerti live, un villaggio attrezzato che offre divertimento, spirito di gruppo e vettovagliamento da campo! il livello dei partecipanti, anche quest’anno, è stato di rilievo, a testimonianza che l’evento, organizzato per la prima volta nel 2008, assume ogni anno maggiore importanza nel panorama delle manifestazioni sportive internazionali. appuntamento al prossimo anno sempre a millau per i natural games 2019!

SPAZIO AL VIAGGIO: Per Trezeta, l’outdoor è scoperta e movimento

La nuova collezione trezeta 2019, accanto ai capisaldi delle linee hiking e backpacking che rappresentano le tradizione del marchio trevigiano, sfoggia con orgoglio un nuovo concetto di travel lifestyle, ispirato alla vita attiva di oggi, alla mobilità e alla facilità con la quale si può raggiungere praticamente ogni destinazione nel mondo. una filosofia che l’azienda ha fatto sua da tempo anche dal punto di vista comunicativo, presentando periodicamente itinerari di viaggio e luoghi da scoprire in ogni continente. e perché non farlo con la comodità, le prestazioni e il look unico di scarpe leggere e trasversali, dal design che strizza da una parte l’occhio alle calzature da montagna, dall’altra a un’idea di utilizzo più urban e, appunto, legata agli spostamenti quotidiani. ecco perciò le nuovissime spring e flow canvas, evoluzione delle celebri scarpette urban classic di trezeta, dove viene proposto un abbinamento armonioso tra dettagli tecnici e materiali di qualità con colori sgargianti e inserti in tela traspirante, per una facilità di calzata e comfort per tutta la giornata. poi, un modello tutto nuovo, swing, disponibile sia in versione man sia lady, pensato per chi desidera il top della freschezza, sia come design sia come leggerezza, esagerando con il colore, per situazioni intriganti e piacevoli in ogni momento, senza rinunciare comunque a materiali di qualità, derivati dalla collezione outdoor, e alla protezione dalle intemperie, grazie alla tecnologia breakwater di trezeta, una barriera laterale che impedisce alle pozzanghere di rovinare la giornata.

IN MAREMMA: Gustose scoperte nella bassa Toscana

Il territorio della maremma, in toscana, si estende dalla provincia di livorno e ingloba praticamente tutta la parte meridionale della regione, in corrispondenza della provincia di grosseto. la caratteristica più evidente di questa area è la diversità dei suoi paesaggi: si passa infatti dalle colline e dal monte amiata, alle spiagge di castiglione della pescaia per terminare poi sugli scogli neri del caratteristico villaggio di pescatori di talamone. questa diversità naturalmente si riflette e si fonde nei prodotti del territorio e nelle preparazioni gastronomiche, che mescolano sapientemente piatti di terra con pietanze di mare. il cavallo di battaglia di tutta la zona è sicuramente l’acquacotta, il piatto tipico che seguiva i butteri nei loro spostamenti con il bestiame. quindi, ingredienti semplici e poveri, ma dall’alto valore nutrizionale, come le verdure tipiche stagionali (carciofi, erbe spontanee come il tarassaco, fagioli) il pane sciocco (senza sale), che i mandriani si procuravano nelle zone di pascolo, solitamente di grano duro; poi il lardo, che veniva usato sia per il soffritto di cipolla e aglio, sia per aggiungere sapore al pane intinto nella zuppa. un piatto della tradizione che varia a seconda della zona di preparazione, rappresentativo della storia della regione. poi si possono assaggiare varie altre specialità locali come le pappardelle al sugo di lepre, i tortelli ripieni di ricotta e spinaci conditi col sugo di carne (da provare anche nella versione dolce/salata con una spolverata di zucchero nel ripieno), lo spezzatino di cinghiale. poi un piatto di mare, il caldaro, una tipica zuppa di pesce saporita che, a seconda del pescato del giorno, può contenere ogni genere di pesce, dai gamberi alle cozze e perfino il polipo.  come da tradizione, ogni ingrediente è cucinato separatamente e poi unito in una zuppa di pomodoro e erbe aromatiche. da provare anche fredda, in estate. il territorio regala anche splendidi vini che ben si accompagnano alle pietanze poc’anzi citate. la grande docg della zona è sicuramente il morellino di scansano, un vino rosso corposo e fruttato, che come gli altri grandi vini della tradizione toscana si presta per piatti di carne e per i salumi della zona. è possibile inoltre provare anche un’altra prestigiosa variante del sangiovese, il montecucco docg, che seppur in un’area più piccola si sta ritagliando uno spazio importante nel panorama vinicolo, grazie al suo sapore armonico dagli accenti tipicamente tannici. infine, per gustare i piatti di pesce e tutte i primi, si può assaggiare senz’altro l’ansonica costa dell’argentario, un vino bianco dal colore giallo paglierino, leggermente fruttato, asciutto e tagliente nel palato, che può essere anche degustato in abbinamento all’acquacotta.

ALTO GARDA: Un mare di attività… in riva al Lago

La parte settentrionale del lago di garda, che si insinua tra le montagne del trentino, offre una varietà di attività in ambito outdoor che consentono di vivere la regione veramente a 360° dal punto di vista sportivo e ricreativo. infatti, nel territorio che comprende località come torbole, riva del garda, arco e ledro si possono praticare una varietà di attività da lasciare a bocca aperta. sul lago, a parte seguire gli splendidi itinerari di hiking e bicicletta che si snodano attraverso i monti per poi ritornare a contatto con le rive, è possibile imparare ad andare con il windsurf, fare sup (stand up paddle, una delle ultime mode negli sport acquatici), divertirsi con le derive per maneggiare la nobile arte della vela, provare l’ebbrezza del volo con il kitesurf e molto altro ancora. ci sono molte strutture attrezzate con istruttori preparati, che assistono gli appassionati nella scelta delle attività da fare e li guidano per tutto il tempo. ovviamente, non mancano gli itinerari alla scoperta delle bellissime montagne che affondano le loro pendici nelle acque del lago. si può scoprire la zona di ledro, con uno stupendo lago immerso nel verde e nelle montagne, poco distante da riva del garda. poco distante, il paese di arco, famoso in tutto il mondo per essere uno dei paradisi degli arrampicatori con le pareti a strapiombo sul centro cittadino, offre una varietà di percorsi che partono anche dalla piazza principale e si inerpicano lungo le pendici dei monti sovrastanti. bellissimi itinerari, adatti a tutti, che sorprendono soprattutto per il panorama, poiché a ogni angolo si apprezzano viste differenti sul lago e sulle montagne vicine; questi percorsi sono poi perfetti anche nella stagione invernale, con la neve, per essere percorsi con le ciaspole. per i più tecnici, da provare le vie ferrate che conducono sopra arco, per poi proseguire con i sentieri di mandrea e padaro.

TREZETA PROTAGONISTA A OUTDOOR 2018

Riscontri molto positivi per la nuova collezione si è appena conclusa la fiera outdoor 2018, che ancora per questa edizione si è tenuta nella cornice splendida del lago di costanza, a friedrichshafen; dal prossimo anno la rassegna trasloca a monaco di baviera, dove viabilità, accoglienza e servizi delle strutture potranno mitigare l’assenza delle colline e del verde che si trovano in baden-wuerttemberg. trezeta è stata di nuovo protagonista della fiera, con uno stand rinnovato e particolarmente azzeccato, come posizione, impatto grafico e accoglienza. la nuova collezione, sulla tematica del travel lifestyle spirit, ha incontrato la piena approvazione da parte di tutta la forza vendita, agenti e distributori, e in modo sequenziale anche sui clienti che hanno visitato lo stand, che hanno abbracciato quasi con passione la filosofia del brand e le sue declinazioni. particolare successo per le nuove scarpe swing man e lady, un concetto nuovo di urban e travel spirit, calzature leggere, colorate e simpatiche da portare in ufficio, durante lo shopping, in treno e per arrivare alla spiaggia. nonostante la bassa affluenza in fiera riscontrata in tutte e quattro le giornate della manifestazione, lo stand trezeta è stato costantemente impegnato con clienti, media e operatori del settore, sancendo un grande risultato che premia l’impegno dell’azienda trevigiana nel rinnovare e nel rinnovarsi.

MGM svela le nuove collezioni a Outdoor 2018

Da domenica 17 giugno fino a mercoledì 20, outdoor 2018 si terrà per l'ultima volta nella bellissima sede di messe friedrichshafen; infatti, la fiera internazionale punto di riferimento per l’outdoor business si sposterà a partire dall'anno prossimo a monaco. mgm sarà presente con le nuove collezioni spring/summer deii marchi trezeta e kayland, con una quantità di novità di prodotto che stupiranno i visitatori dello stand. per trezeta, la collezione rafforza il concetto di travel lifestyle che viene trasmesso con forza a tutti i livelli nella comunicazione del marchio, con le principali novità rappresentate da swing, scarpe da tutti i giorni leggere, comode ed eleganti, e l'evoluzione dei modelli flow e spring, con l’aggiunta di una versione con canvas che aggiunge più comfort alla line up. per kayland, il rinforzo dei contenuti tecnici, delle costruzioni di qualità e la selezione dei migliori componenti è confermato con l'aggiunta di più varianti cromatiche ai modelli più performanti, come cross mountain gtx e titan rock gtx, e viene dato un occhio di riguardo al comfort e all'utilità crossover con la nuovissima vibe gtx e vibe, una scarpa leggera e multisport con caratteristiche tecniche. visita lo stand di mgm nel padiglione a1 di outdoor show per toccare con mano le nuove collezioni.

Franciacorta | Bollicine pregiate e molto ancora

Proseguiamo il nostro tour alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche italiane con una visita in franciacorta, una zona tra racchiusa tra la sponda occidentale del lago di garda e la parte orientale della provincia di brescia, famosa soprattutto per la produzione di un grandissimo vino spumante metodo classico, il franciacorta docg per l’appunto. questo vino, assai pregiato, è costituito per la maggior parte da uve derivanti dai vitigni chardonnay e pinot nero, ma al suo interno possiamo trovare anche percentuali di pinot bianco e di erbamat, un vitigno autoctono. la sua produzione si estende su tutta l’area geografica omonima, e data la sua particolarità, per tipologia e metodo di spumantizzazione, è la vera risposta italiana allo champagne francese. ma franciacorta non è solo vino spumante: in questa zona, infatti, si possono degustare moltissimi prodotti della terra e anche di lago, poiché all’interno del territorio si trova anche il lago d’iseo. troviamo infatti molte varietà di pesce nei ristoranti della zona, come il persico, il coregone, il lucioperca e la sardina essicata (che in realtà è un agone, un piccolo pesce di lago) che è un presidio slow food della zona. oltre al pesce, anche le carni e i formaggi di franciacorta sanno stupire: la luganega e altri insaccati di maiale, come il lardo aromatizzato al curtefranca, un vino bianco doc, e inoltre la robiola bresciana, il gorgonzola dop, il quartirolo lombardo e il casolet nostrano, un formaggio a breve stagionatura che si abbina perfettamente con il franciacorta demi sec. il paesaggio di franciacorta è infine bellissimo da visitare, anche senza una meta precisa: infatti, i vari paesi che si trovano sono quasi adagiati tra piacevoli colline, immersi nel verde dei filari di vite e dei numerosi vivai, altra peculiarità della zona.

URBAN TREKS - SHANGHAI Alla ricerca della tradizione

Andiamo alla ricerca di alcune delle zone più tradizionali della bellissima e moderna città di shanghai, uno delle più famose della cina, attraverso le vie strette di quella piccola parte del centro storico rimasta intatta fino ai nostri giorni. partiamo allora per il nostro tour cittadino a piedi per completare un percorso che, senza le dovute soste per ammirare e conoscere i posti, può durare un paio d’ore. dalla stazione della metropolitana  di dashijie ci inoltriamo per jinling lu e poi per xizang nan lu, dove possiamo ammirare la brightness middle school, un vecchio edificio di mattoni dalle caratteristiche imposte marroni, circondato da campetti da basket, costruito nel 1913 per ospitare gli studenti del liceo franco-cinese. continuando su xizang, troviamo poi una serie di piccoli ristoranti di pesce che, nella stagione giusta, offrono una delle prelibatezze locali, il gambero, preparato in mille modi e giustamente protagonista anche dello street food, disponibile ad ogni angolo. per accompagnare i crostacei, niente di meglio di una bella bottiglia di birra tsingtao, la birra cinese più famosa, prodotta ancora oggi negli stabilimenti fondati dai tedeschi nel porto di qindao nella metà del secolo diciannovesimo. dopo la pausa ristoratrice, possiamo dirigerci verso est su shouning lu, passare le caratteristiche oche gialle appese fuori dal popolare 老广东菜馆 (vecchio ristorante cantonese), superare renmin lu (la strada del popolo) e imbatterci nella mura bianche del tempio di dajing. costruito tra il 1573 e il 1629, è l’ultimo santuario taoista zhengyi rimasto nella città degli otto costruiti in origine. di proprietà dell’associazione taosita, è circondato anche dall’ultima parte rimasta delle mura della città vecchia: al secondo piano è possibile visitare il meraviglioso santuario delle tre divinità. dopo il relax nella quiete del tempio, passiamo a visitare un altro posto storico di shanghai, il mercato dell’antiquariato di dongtai lu. questo è il posto giusto per trovare gli oggetti di artigianato locale, le porcellane rappresentanti mao, orologi e manifesti della propaganda del passato. il tutto non è esattamente ordinato, pertanto ogni acquisto richiede un minimo di pazienza e una certa dose di intraprendenza. sempre a dongtai lu, è consigliata una visita in alcuni caratteristici negozi di tè, dove si possono trovare e degustare alcune tra le più pregiate foglie di tutta la cina, come il tè verde longjing e il puer yannan. una full immersion nella tradizione cinese che sicuramente svelerà degli aspetti tradizionali interessanti, che la downtown moderna non potrà mai pareggiare.  

photos and videos