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GUIDE TURISTICHE | Compagne dei nostri viaggi


Quando decidiamo di intraprendere un viaggio verso una località sconosciuta, abbiamo di base due opzioni: affidarci al nostro istinto e curiosità, in modo da costruirci un nostro itinerario di luoghi e posti rilevanti, oppure consultare una guida della destinazione, che fornisce consigli di vario genere, dai monumenti ai ristoranti per arrivare anche alle informazioni generiche sui trasporti e gli usi e costumi del luogo. Esistono moltissime tipologie di guide, vediamone alcune sottolineando i pregi e i (pochi) difetti.

Una delle più famose è sicuramente la guida Lonely Planet, la preferita dai viaggiatori più giovani, che si caratterizza per dare maggior spazio al divertimento, con una selezione di ristoranti, pub e locali nei posti più trend delle località, comunque aggiungendo un giusto mix di luoghi storici e cultura. Unica pecca, la penuria di immagini.

Invece, nelle guide Traveller di National Geographic si trovano tantissime informazioni e foto su monumenti, edifici e punti di interesse storico e culturale dei paesi illustrati tra le pagine dedicate. Forse un po’ troppo esaustive, a volte, ma ideali per il viaggiatore che vuole esplorare maggiormente la storia e l’ambito sociale e culturale, piuttosto della vita mondana.

Ci sono poi guide più minimaliste, che s’ispirano alle classiche travel guide ma lasciano ampia libertà a chi viaggia di tracciare i propri itinerari e luoghi: è il caso delle City Book di Moleskine, una serie di quadernetti di viaggio (non a caso vengono riprese forme e colori degli storici block notes di Chatwin) mono-città che, accanto all’elenco dei posti da visitare e alle mappe dei luoghi più importanti, hanno tantissimo spazio per appunti di viaggio e per conservare anche i ricordi, come biglietti, ricevute, piccole foto… Insomma, una guida self made che è piacevole costruire, magari durante più viaggi.

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