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I PERCORSI DELLA GRANDE GUERRA: IL PIAVE


La Prima Guerra Mondiale ha segnato il territorio lungo il fronte tra Italia e Austria in modo indelebile, vista la quantità di granate, shrapnel e obici che sono stati lanciati, da entrambi gli schieramenti, in un arco temporale che va dal 24 ottobre 1917, giorno della disfatta di Caporetto, fino agli ultimi giorni di ottobre del 1918, quando la controffensiva italiana seppe riconquistare terreno oltre le linee nemiche, costringendo di fatto l’esercito austroungarico alla ritirata e alla successiva resa, siglata nell’armistizio di Villa Giusti a Padova il 3 novembre.

In questo anno di schermaglie, lungo le rive del fiume Piave, da Belluno a Jesolo, i due eserciti belligeranti si attestarono per la guerra di trincea, andando a modificare in parte il corso del fiume e distruggendo le strutture che consentivano il passaggio da una sponda all’altra, isolando tutti gli abitati della sinistra Piave, che furono costretti a sfollare per non subire ritorsioni da parte dell’esercito dell’Impero.

Particolarmente interessanti sono i resti delle trincee, degli osservatori e alcune fortificazioni che si possono trovare in un percorso semplice, da completare in un paio d’ore, che si snoda sulle colline di Asolo, in direzione Crocetta del Montello. Questa zona, sotto bersaglio dell’artiglieria austriaca, appostata nei dintorni di Valdobbiadene, era di strategica importanza perché consentiva il controllo della strada Feltrina, fondamentale per la sussistenza e i rifornimenti. La camminata, partendo dalla Rocca di Asolo, ha qualche salita anche impegnativa, ma di breve durata.

Ci sono alcuni avamposti di osservazione, scavati nel terreno, e alcune tra le più lunghe trincee ancora presenti sul terreno, ormai con più di cent’anni di vita alle spalle. Nel punto più alto, una piccola cappella ci ricorda il sacrificio di molte vite in quei luoghi. Ancora, visibili le tracce delle mulattiere che venivano percorse zaino in spalla, spesso nella neve, trascinando pesanti cannoni che, spesso, sarebbero stati inutilizzati per problemi tecnici o di mancanza di munizioni…

Poco oltre Crocetta del Montello, comincia l’altro avamposto collinare sulla linea del Piave, il Montello stesso, che da Ciano a Nervesa della Battaglia è disseminato di anfratti, grotte e postazioni usate durante il conflitto. Anche qui, una camminata di tre ore ci porta a conoscere un po’ di più la storia della guerra, e idealmente ci piace terminare questo percorso nel luogo dove il grande asso dei cieli Francesco Baracca venne abbattuto, quasi certamente da fuoco amico non diretto a lui, all’inizio della dorsale del Montello, lì dove è stato eretto un monumento alla sua memoria.

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