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LA PARIGI DI VINCENT VAN GOGH | Suggestioni e colori del pittore fiammingo


Nella sofferta esistenza di Vincent Van Gogh, un tempo con relativa felicità, benessere fisico e morale, e grande produttività pittorica fu il suo soggiorno nella capitale francese, a partire dal 1886, incoraggiato a trasferirsi qui dal fratello Theo, che già vi abitava in quanto curatore di una prestigiosa galleria d’arte.

A Parigi, Van Gogh respira un’aria diversa da quella della piccola Neunen e anche di Anversa, città nella quale aveva provato ad accedere ai corsi per diventare accademico di pittura. La metropoli francese, infatti, è un pot pourri di colori, suoni e occasioni, che il pittore fiammingo dapprima vive in prima persona, e poi immortala sulla sua tela. La sua produzione, grazie al miglioramento delle condizioni di salute, a una relativa agiatezza rispetto alle miserie della vita in Olanda e Belgio, e al deciso miglioramento dei rapporti con il fratello, diventa via via più vivace e meno tetra, con gamme cromatiche più chiare e leggere. Grazie alla frequentazione della bottega di Cormon, un pittore storico francese, conosce molti artisti parigini, tra i quali Touluse-Lautrec, Monet, Renoir, Degas e anche Gauguin. Matura tra le strade della ville lumière la sua arte, che inizia ad avere i tratti tipici della maturità e presenta per la prima volta l’influenza dei maestri giapponesi, e si evolve verso quei caratteri di impressionismo e neoimpressionismo che saranno il motivo centrale della sua produzione fino alla morte.

I luoghi di Vincent a Parigi sono pochi e ben definiti, un'area abbastanza limitata spazialmente con al suo interno Asnières, sulle rive della Senna dove si trovava a dipingere, en plein air, con l’amico Paul Signac (maestro del pointillisme), boulevard de Clichy con il café du Tamburin, e la Butte Montmartre con i suoi locali e le vie animate.

Convinto di aver completato il percorso di formazione come artista, Van Gogh lascerà Parigi nel 1888, desideroso di visitare il Mezzogiorno francese, la Provenza, dove i colori caldi e chiari del Mediterraneo costituivano un cambiamento totale per la tavolozza del pittore fiammingo.

 

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