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LE DONNE DI TAHITI | Alla scoperta delle suggestioni di Gauguin


Paul Gauguin fu uno dei padri dell’Impressionismo francese e divenne famoso già durante la sua esperienza pittorica in patria. Amico fraterno di Van Gogh, alla ricerca della massima libertà di espressione, disgustato dalla deriva di sfruttamento della persona che la civiltà occidentale aveva preso, si rifugiò a Tahiti, nella Polinesia francese, per inseguire il suo sogno di vita.

La sua arte venne profondamente influenzata dallo stile di vita primitivo e senza costrizioni della popolazione locale: Gauguin ne rimase impressionato a tal punto da variare il cromatismo delle sue tele, che fino a quel momento era allineato alle tendenze dell’Impressionismo ottocentesco, la trama della sua pennellata, per dare una chiave di lettura diversa all’osservatore.

Le sue rappresentazioni delle donne di Tahiti, seppure a un primo sguardo possano sembrare semplici e quasi elementari, sono in realtà studiate per creare nello spettatore il medesimo senso di tranquillità e d’intimità delle donne. Sono dipinte in riva al mare, in una posizione quasi di attesa, dove non traspare alcun senso di ansia, sebbene lo sguardo della donna in rosa, che volge a destra dell’osservatore, indichi comunque una situazione in divenire. Questa serenità nella tela è pertanto il raggiungimento del fine ultimo dell’artista, quel concetto di massima libertà inseguito per tutta la vita.

Esistono diverse versioni del quadro Due Donne di Tahiti, sicuramente la più famosa rimane la prima versione, che venne dipinta dall’artista nel 1891 ed è conservata nel Museo d’Orsay, a Parigi.

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