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PITCAIRN | Sulla rotta del Bounty


Nelle destinazioni più remote e misteriose di tutto il pianeta, un posto particolare occupano le isole Pitcairn, un arcipelago sperduto nel mezzo dell’Oceano Pacifico, di fatto un protettorato della Gran Bretagna anche se, da secoli, l’applicazione e la ricezione delle leggi nell’isola ha incontrato poco favore da parte degli abitanti e dell’amministrazione locale.

Quasi tutte disabitate, le Pitcairn sono conosciute principalmente perché furono il punto di attracco degli ammutinati del Bounty, i quali dopo aver lasciato alla deriva gli ufficiali del vascello raggiunsero l’isola Pitcairn e vi si stabilirono, dando vita a una comunità locale composta da marinai inglesi e tahitiani. Dopo innumerevoli liti e assassinii, dovuti in parte alla ferocia degli inglesi e in parte alla micidiale bevanda alcolica che distillavano nelle isole, il marinaio Adams si stabilì nella località di Adamstown, che tuttora è l’unico villaggio abitato nell’arcipelago, con una popolazione stimata di circa 50 abitanti. Mentre nel corso dell’Ottocento questi luoghi erano visitati e visitabili abbastanza facilmente, in quanto punto di attracco delle navi mercantili o da crociera che seguivano la rotta Panama - Nuova Zelanda, con la diffusione dei viaggi aerei e la diminuzione del traffico marittimo su quella direttrice hanno isolato le Pitcairn, costringendo i locali a emigrare proprio verso il paese ai nostri antipodi.

Recentemente, il governo britannico ha ripreso in mano la situazione, dopo aver trascurato per anni le isole e anche aver tagliato i fondi per la loro amministrazione, con la proposta di costruzione di un piccolo aeroporto che di fatto riposizionerebbe le Pitcairn sulla mappa mondiale, come luogo esotico di villeggiatura.

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