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VAL VENOSTA | Tra meleti e storia


La Val Venosta è la parte più occidentale della provincia di Bolzano, e si estende dal passo Resia (al confine con l’Arlberg austriaco) fino alle porte di Merano. È una zona particolarmente bella da percorrere, sia a piedi, sia in bicicletta, oppure utilizzando il famoso trenino che collega le varie frazioni della valle.

Nel nostro itinerario, abbiamo scelto di visitare un paio di luoghi particolarmente significativi della Val Venosta. Dopo aver lasciato la parte più bassa della valle, ci dirigiamo verso ovest e troviamo, poco distante dalla strada principale, svoltando a sinistra in corrispondenza di Sluderno, la città di Glorenza, patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un magnifico borgo medievale, risalente al 1500, che conserva intatte le mura, fortificazioni militari volute dell’imperatore Massimiliano I, e che sono uno dei punti di maggior attrazione del paese. Entrando dalla porta principale della città, si rimane di stucco osservando le vecchie case e l’architettura tardo medievale: è come fare un balzo all’indietro nel tempo!

Conclusa la nostra visita a Glorenza, spendiamo un po’ di tempo per degustare la specialità tipica della Val Venosta, la mela. Infatti, grazie al particolare microclima della valle, questo frutto matura più lentamente e più intensamente, diventando un’autentica prelibatezza. Inoltre, il metodo di coltivazione si basa sulla cosidetta “lotta integrata” che prevede l’introduzione di determinati insetti nei meleti per contrastare la diffusione dei parassiti. In questo caso, soprattutto la coccinella è diventata il vero simbolo che accompagna la mela della Val Venosta in tutto il mondo.

Fatta la nostra scorpacciata di mele (magari anche nella preparazione più tipica, lo strudel) ci muoviamo verso la meta finale del nostro itinerario, nel luogo più iconico e caratteristico dell’intera valle. Si tratta del lago di Resia, a pochi chilometri dal confine con l’Austria, che è il più ritratto nelle foto dei turisti e nelle cartoline perché, nel bel mezzo delle acque, spunta un campanile. Si tratta di una struttura del 1357 che si ergeva nel vecchio paese di Curon Venosta, che venne ricostruito più in alto nel 1950 per consentire la costruzione di un’importante diga per la produzione di energia idroelettrica. D’inverno, con le acque del lago ghiacciate, è possibile raggiungere a piedi il campanile, per scattare qualche foto ricordo di questo luogo così scenografico.

 

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