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VALPOLICELLA | Amarone, che delizia!


Poco distante dalla bella città di Verona, conosciuta in tutto il mondo per le vicende di Romeo e Giulietta narrate dalla penna di William Shakespeare, c’è una valle racchiusa tra il fiume Adige e i Monti Lessini che, per varietà ed eccellenza dei suoi vini e prodotti, si colloca tra le più importanti di tutta Italia.

È la Valpolicella, un territorio di circa 240 chilometri quadrati che dista pochi chilometri dal capoluogo di provincia, immerso nel verde delle colline solcate dai filari delle viti tipiche di questa zona: Corvina, Molinara e Rondinella. Da questi tre vitigni autoctoni nascono dei grandissimi vini: il Valpolicella DOC, un vino rosso corposo, ottimo da abbinare con formaggi stagionati e tutta la norcineria locale, di gran tradizione. La produzione di Valpolicella è differenziata poi in alcuni altri vini, sempre con la stessa base: Valpolicella Classico, ottenuto solamente con uve di una zona ben definita; Valpolicella Ripasso, dove il vino viene messo a macerare con le vinacce per aumentare la sapidità e il carico alcolico. Infine, il Valpolicella Superiore, che affinato per almeno un anno assume un tratto più deciso e più intenso. Un vino molto particolare è il Recioto, ottenuto da uve passite dei già citati vitigni, che per dolcezza e carattere viene considerato un vino da dessert, ottimo per esempio in abbinamento alla cioccolata fondente.

Ma il vero, grande protagonista della zona è un altro vino, creato dalla cantina sociale di Valpolicella nella metà degli anni ‘30 e commercializzato poi nel 1953 dalla Cantina di Negrar. Si tratta dell’Amarone, un vino rosso passito secco ottenuto attraverso una selezione accurata dei migliori grappoli della vendemmia, lasciati poi ad appassire sui graticci per un periodo che varia a seconda della percentuale d’acqua dell’acino, in media 120 giorni. Poi, dopo aver proceduto alla vinificazione, questo prestigioso vino deve essere invecchiato (solitamente in piccole botti chiamate barrique) per minimo due anni, come da disciplinare DOCG. Il risultato è un vino dalla struttura complessa, dal forte sapore di amarena e frutta matura, con un grado alcolico minimo di 14. Perfetto in abbinamento ai piatti di selvaggina tipici della zona, come cinghiale, capriolo, fagiano, a formaggi stagionati, a salumi, al lesso tipico del Veronese (detto con la “pearà”, ovvero la pepata); utilizzato anche per il famoso risotto all’Amarone, è anche un vino da meditazione, un calice importante degno di essere consumato da solo.

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