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VERMEER E DELFT | I luoghi del pittore fiammingo


Jan Vermeer è stato uno dei massimi esponenti del cosiddetto Secolo d’Oro Olandese, una corrente pittorica del 1600 che si è caratterizzata per la vividezza dei colori e per fedeltà e precisione nella rappresentazione su tela della realtà del tempo. L’opera del pittore fiammingo, così come la sua intera vita, si sviluppò nella cittadina olandese di Delft, a pochi chilometri da L’Aia e da Rotterdam, famosa per la produzione di ceramiche e per essere la residenza dei reali di Olanda, a partire da Guglielmo d’Orange, che qui si ritirò nel 1572, durante la guerra d’indipendenza con la Spagna. Nella Nieuwe Kerk, chiesa gotica del 1500, sono conservate le spoglie dei sovrani della nazione, con il mausoleo di Guglielmo che costituisce un elemento predominante nell’architettura della chiesa.

Perché la pittura di Vermeer è così legata a Delft? La sua opera rappresenta la quotidianità, serena e rassicurante, di una borghesia benestante, nell’atto di svolgere delle mansioni o dei gesti semplici, come chiacchierare attorno a un tavolino di una taverna, pettinarsi oppure fare il bucato. Proprio quest’ultimo atto viene trascritto su tela nel quadro più rappresentativo di Delft nella pittura di Vermeer, ovvero la “stradina di Delft”, conservato al Rijksmuseum di Amsterdam, dove due massaie sono indaffarate nella pulizia dei panni, in un silenzio che diventa anche poesia. Ciò che colpisce è la fedeltà nella rappresentazione e i colori vividi: siamo di fronte a una vera e propria fotografia della realtà di una cittadina olandese di metà Seicento.

A Delft è possibile approfondire le tematiche e le caratteristiche dell’opera di Jan Vermeer nel Vermeer Center, situato all’interno di una casa antica nel centro storico della città olandese, che può essere visitato a piedi, con la bicicletta oppure in barca, attraversando i canali.

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